Rai. Il Cda a maggioranza accetta le proposte dei nuovi direttori di Rete. Molte ombre e sospetti sulla designazione

Rai. Il Cda a maggioranza accetta le proposte dei nuovi direttori di Rete. Molte ombre e sospetti sulla designazione

Rai. È finita 7 a 2 la riunione del Consiglio di amministrazione, che ha dato il via libera alla designazione dei nuovi direttori di rete proposti dall’amministratore delegato Antonio Campo dall’Orto. I nuovi direttori sono: Andrea Fabiano a Rai1, Ilaria Dallatana a Rai2, Daria Bignardi a Rai3, Angelo Teodoli a Rai4 e Gabriele Romagnoli a RaiSport. A votare contro sono stati i consiglieri indicati dal centrodestra, Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca. Durante i lavori del Cda la posizione più discussa, con un confronto tra consiglieri, ha riguardato Daria Bignardi, prima d’ora mai al vertice di una rete tv, pubblica o commerciale.

Sul piano delle reazioni, dopo quella veemente dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti interni Rai che aveva stigmatizzato l’utilizzazione troppo frequente di direttori esterni all’azienda pubblica, è la volta dei dirigenti Rai. In una nota, attaccano le logiche che hanno convinto l’amministratore delegato a proporre per Rai2, Rai3 e Raisport direttori provenienti da altre esperienze produttive. In particolare, Ilaria Dallatana ha un passato in Mediaset ed è cofondatrice con Giorgio Gori della società di produzione Magnolia. Il conflitto d’interessi appare palese: come si comporterà la neodirettora di Raidue dinanzi a progetti e proposte di Magnolia? E la nomina di Daria Bignardi ha suscitato altre perplessità, per la mancanza nel curriculum di gestione della produzione dei programmi. Le due donne gestiranno i palinsesti delle due reti, lo ricordiamo a beneficio dei nostri lettori, e dovranno ripensare l’attuale programmazione.

I dirigenti Rai riuniti nell’Adrai scrivono: “In questa giornata che apre una nuova pagina della storia aziendale, l’Adrai non può fare a meno di sottolineare la sorpresa di vedere tra i nomi che disegneranno il nuovo futuro editoriale delle tre reti generaliste un solo dirigente interno”, Andrea Fabiano alla guida di Rai1. “La Rai – sottolinea l’associazione dei dirigenti di Viale Mazzini – vanta un primato di qualità di prodotto e una indiscussa leadership negli ascolti, questo sicuramente grazie al lavoro dei dirigenti, dei giornalisti e dei dipendenti tutti, un lavoro fatto di professionalità, spesso uniche, che si impegnano con passione quotidiana. Un lavoro, una storia e risultati che sembra non vengano riconosciuti appieno nel momento in cui scelte strategiche e importanti, come le nomine dei direttori editoriali, chiamano in causa professionisti esterni all’azienda”. “Esiste, certo, un importante meccanismo di rinnovamento e di apertura della Rai, ma non si può prescindere dalla valorizzazione delle migliori risorse interne. A questo – sottolineano ancora i dirigenti – si aggiunga la preoccupazione, già espressa dall’associazione, di vedere importanti colleghi messi da parte senza la prospettiva futura di ruoli chiari e definiti. Non discutiamo un fisiologico ricambio e una giusta apertura al mercato purché con curricula all’altezza, nello stesso tempo chiediamo con forza che, già dalle prossime nomine, venga valorizzato adeguatamente il gruppo dirigente che costituisce l’asse portante della più importante azienda editoriale del paese”.

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