Pagamento canone Rai nella bolletta elettrica, Assoelettrica e Utilitalia chiedono chiarezza al governo

Pagamento canone Rai nella bolletta elettrica,  Assoelettrica e Utilitalia chiedono chiarezza al governo

Si è acceso un dibattito in questi giorni sulle nuove normative in materia di pagamento del canone Rai. Nella legge di stabilità 2016, per la prima volta nella storia, si prevede che la tassa vada pagata insieme alla bolletta elettrica Tuttavia, secondo quanto affermano le imprese elettriche, all’atto pratico non è del tutto semplice. Le associazioni delle imprese, in particolare l’Assoelettrica e l’Utilitalia, hanno infatti comunicato al Ministero per lo Sviluppo Economico le loro difficoltà nei confronti di tale provvedimento, mediante un documento di 11 pagine nel quale chiariscono meglio il loro punto di vista.

Tra le richieste: 1) Garantire “adeguata retribuzione” per il “servizio pubblico” che le società elettriche faranno da luglio, quando l’inclusione della rata del canone nella bolletta della luce diverrà attuabile.

Inoltre: 2) Chiedono di semplificare le procedure sul fronte dei pagamenti e degli incassi, poiché, essendo il cliente mobile, nel caso in cui si trovi di fronte a due operatori (quello originario che ha abbandonato per un altro con la tariffa più conveniente), questi ultimi si troverebbero in difficoltà nel gestire l’incasso, con alti margini di errore.

3) Occorre dunque fissare, da parte del governo, una serie di linee guida alle quali attenersi. L’ideale sarebbe, considerando un esempio concreto, che l’operatore che il primo giorno di un mese ha presso di sé un cliente sia anche quello titolato a incassare la rata del canone di quello stesso mese.

4) Le imprese inoltre si chiedono se i nuovi iscritti a dicembre di un dato anno debbano pagare l’intero importo annuale della quota di canone, pari a 100 euro, o se invece una sola rata, pari a 20 euro per due mesi, e sarebbero più propense per la seconda opzione.

5) Si va ad aggiungere la questione delle esenzioni, alla quale sono soggetti coloro che non posseggono un apparecchio televisivo oppure hanno più di 75 anni e un reddito annuo di 6713,98 euro. L’elenco degli esentati è fornito dall’Agenzia delle Entrate che lo ricava dal Sistema Informativo Integrato, la banca dati di cui gli operatori elettrici più si fidano.

6) Le bollette dunque si alzano a 120 euro totali, di cui 100 per il consumo di luce e 20 di rata per il canone televisivo. Gli operatori elettrici vogliono assicurarsi che i cittadini paghino la somma che gli devono, poiché alla Posta potrebbero verificarsi casi di inadempienza, a causa di disguidi nello specificare cosa si intende pagare, per una voce non compilata. Così, nel caso la persona precisi nel bollettino che quei soldi sono solo per la luce e rifiuti di pagare l’imposta televisiva, la società elettrica non dovrà farsi carico di contestazioni o solleciti. Nel caso di evasori, l’interesse degli operatori elettrici, dal canto loro, è quello di recuperare solamente la somma relativa al consumo elettrico, tralasciando la rata del canone.

7) La richiesta delle società comprende anche una deviazione di responsabilità verso altri soggetti competenti, nel caso di reclami e richieste di informazioni da parte dei cittadini, che includono l’obbligo di risposta entro i 40 giorni successivi. Scelgono quindi di non conteggiare i reclami sul canone tra quelli che l’operatore elettrico deve segnalare ogni 6 mesi all’Autorità per l’Energia.

8) Richiesta di maggiori specifiche anche nei riguardi dei rimborsi dovuti ai cittadini e degli interessi di mora ai quali sottoporli, con ulteriori precisazioni se questi interessi si debbano applicare solo al consumo elettrico oppure se anche alla rata del canone che è in bolletta.

9) Le modalità di pagamento della bolletta elettrica, con dentro compreso anche il canone della Rai, può avvenire via conto corrente bancario, in modo automatico, attraverso il meccanismo del Rid. Dato che il correntista è nel pieno diritto di contestare questo pagamento automatico (entro 8 settimane), gli operatori elettrici intendono trattenere il canone per tutta la durata in cui è concesso il ricorso, prima di inviarlo allo Stato, poiché così facendo eviteranno l’anticipo di denaro (senza che prima lo abbiano incassato da quest’ultimo).

Molti dubbi e questioni irrisolte dunque, alle quali si spera che il governo possa dare una risposta, per maggiore chiarezza nei confronti delle aziende elettriche e per una maggiore serenità dei cittadini, resi consapevoli ed informati.

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