Tasse. Pagheremo 19 miliardi in meno. Ma non è vero, è un “bidone” di Repubblica pro Renzi

Tasse. Pagheremo 19 miliardi in meno. Ma non è vero, è un “bidone” di Repubblica pro Renzi

Rimaniamo basiti leggendo un richiamo in prima pagina di Repubblica. “In due anni di misure, 19 miliardi di tasse in meno”. Davvero uno scoop dei segugi che seguono l’economia del giornale di Largo Fochetti. Beati loro, devono vere fonti dirette, magari proprio a Palazzo Chigi dove operano consulenti del presidente, sottosegretari. Andiamo alla ricerca dell’articolo che ci descrive in poche battute il paese di bengodi dove per la prima volta “nonostante gli scetticismi – è scritto nell’articolo – la riduzione delle tasse da parte del governo Renzi c’è stata anche se non tutti hanno goduto degli stessi vantaggi”. Il titolone dell’articolo ci ha ancor più incuriosito, visto che tutte le fonti economiche, le statistiche dicono che le tasse sono aumentate. Leggiamo: “Diciannove miliardi di tasse in meno il bilancio di due anni di misure fiscali”. Sottotitolo: “Favoriti imprenditori, dipendenti e proprietari di prime case, penalizzato il risparmio”. Qualcosa non va, anche uno studente al primo anno di università, materie economiche, capisce che i conti non tornano.  Leggiamo l’inizio dell’articolo. “Chi ha beneficiato di più sono state le imprese, poi i lavoratori dipendenti, ma anche consumatori, banche, proprietari di case, professionisti e pensionati”. E qui siamo scoppiati a ridere. C’è venuta voglia di chiamare Carla Cantone, segretaria generale del sindacato dei pensionati Cgil e presidente del Sindacato dei pensionati di tutta Europa per darle la buon notizia. Poi ci abbiamo ripensato, certi che ci avrebbe mandati al diavolo. Pensate, ridotte le tasse ai pensionati, un risultato clamoroso.

La clamorosa notizia arriva da Twig,  una start up. Neppure il mago Otelma oserebbe tanto

Incuriositi abbiamo continuato la lettura dell’articolo accompagnato da grafici sul “bilancio fiscale del governo Renzi”, forse forniti direttamente da Palazzo Chigi. La clamorosa notizia arriva da una società, si chiama Twig, start up nel campo dei centri di ricerca economica che “ha calcolato in 19,4 miliardi l’alleggerimento fiscale di cui gli italiani beneficiano attualmente”.  Lo studio, scrive il nostro giornalista, ci fa capire “dove ha guardato il governo in carica nell’indirizzare la sua azione fiscale: infatti twig prende in esame le due leggi di stabilità 2015 e 2016, i vari decreti economici varati dal consiglio dei ministri e ne calcola la ricaduta complessiva nelle tasche degli italiani nel 2016”. Neppure il mago Otelma oserebbe tanto. Il 2016 è appena avviato e chissà che può succedere. Ma guardiamo queste tasse in meno. Si tratta per  13,1 miliardi, non di tasse in meno che riguardano tutti i cittadini, il fisco per essere chiari. No, sono la decontribuzione  derivante da legge di stabilità e poi Jobs act per quelle imprese che assumono lavoratori in modo stabile. Altra fonte il bonus degli 80 euro per i lavoratori che  hanno un reddito netto sotto i 1500 euro mensili, da aggiungere la defiscalizzazione dei premi di produttività per il 2016. Non si capisce come si fa a calcolare una cosa che non esiste e solo alla fine dell’anno si possono tirare le somme. Notano i cervelloni dell’ignota start up che il bonus di 80 euro per la Ue è una maggiore spesa, mentre per il governo è una riduzione di tasse. Viene poi conteggiato il mancato aumento dell’Iva, leggi clausole di salvaguardia,  a favore dei consumatori. Poi la Tasi sulla prima casa che non si paga, sempre nel 2016, di cui ancora non è chiaro quale sarà il costo per lo Stato. Così per quanto riguarda le banche, possono dedurre integralmente  le svalutazioni e le perdite sui crediti. Argomento che è meglio non toccare. A questo punto abbiamo smesso di leggere l’articolo bidone.

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