Colonia. La Merkel vorrebbe cambiare la legislazione sui migranti. Manifestazione neonazista dispersa dopo scontri con la polizia

Colonia. La Merkel vorrebbe cambiare la legislazione sui migranti. Manifestazione neonazista dispersa dopo scontri con la polizia

Angela Merkel, la cancelliera tedesca, spinge per una recrudescenza della legislazione sugli immigrati, che consentirebbe un più veloce rimpatrio dei rifugiati e dei migranti che avessero commesso reati. La decisione della Merkel segue i fatti e gli eventi accaduti a Colonia, Amburgo e Stoccarda nella notte di Capodanno. Fatto ed eventi che hanno visto per protagoniste un centinaio di donne, aggredite e derubate nella maggior parte dei casi, e in qualche caso anche stuprate. La Polizia tedesca ha confermato, dal punto di vista delle indagini, che almeno 32 uomini sono sospettati di aver giocato un ruolo negli episodi di violenza di Capodanno, e di questi, 22 sono richiedenti asilo. Gli altri sono di nazionalità algerina, marocchina e iraniana. Tre sono tedeschi, uno è americano e un altro è cittadino serbo. Le 121 donne, vittime delle aggressioni di Capodanno in pieno centro della città di Colonia, a due passi dalla stazione centrale e dalla cattedrale gotica, hanno descritto i loro aggressori per lo più come arabi o nordafricani.

Nella giornata di sabato, a Colonia, si sono dati appuntamento i sostenitori di due movimenti contrapposti: i cittadini democratici a sostegno della libertà della vita delle donne, e i militanti di Pegida apertamente razzisti e anti islamici. Si sono temuti scontri. E per questo sono stati schierati 1700 poliziotti. Oltre 2mila persone, perlopiù donne, hanno partecipato a una protesta organizzata dalla sinistra, nei pressi della stazione ferroviaria. “No significa no. State lontano dai nostri corpi”, si leggeva su uno dei cartelli portato da una manifestante. Il movimento di estrema destra Pegida, invece, che accusa la Merkel per aver praticato politiche troppo liberali nei confronti dei migranti, ha raccolto qualche centinaio di sostenitori, per lo più neonazisti giunti a Colonia da tutta la Germania. La polizia di Colonia, in Germania, ha interrotto il corteo di Pegida vicino alla stazione centrale. Secondo quanto riporta la testata Frankfurter Allgemeine Zeitung citando testimoni sul posto, i partecipanti avevano iniziato a lanciare bottiglie e petardi contro gli agenti, poco dopo l’inizio della marcia. La polizia ha utilizzato anche cannoni ad acqua per fermare i dimostranti.

Nella stessa giornata di sabato, i leader della CDU, il partito della Merkel ha organizzato a Mainz un’assemblea proprio per discutere di nuove leggi più repressive sull’immigrazione, con proposte che vanno dal ritiro della concessione dell’asilo alla espulsione, per coloro che si fossero macchiati di reati particolarmente gravi come aggressioni sessuali, aggressioni nei confronti di pubblici ufficiali e di medici. Nell’attuale legislazione tedesca, i richiedenti asilo vengono espulsi solo se sono stati condannati definitivamente ad una pena non inferiore ai tre anni di reclusione, e se le loro vite non sono in pericolo nei paesi di provenienza.

Angela Merkel ha sostenuto che le proposte, da discutere nell’ambito della Grosse Koalition, con i socialdemocratici, per la necessità del voto parlamentare, aiuterebbero la Germania a espellere e “deportare gli aggressori seriali” condannati per crimini minori. “Ciò è nell’interesse dei cittadini tedeschi”, ha detto Merkel ai dirigenti della CDU, “ma anche nell’interesse della grande maggioranza dei rifugiati che sono in Germania”. Ha poi aggiunto: “se la gente agisce illegalmente ci saranno conseguenze, ovviamente. Gli aggressori seriali che tornano alle rapine o che minacciano le donne devono sapere che in Germania esiste la forza della legge”. Merkel ha tuttavia resistito alle pressioni interne per l’introduzione di un numero massimo di migranti da ospitare in Germania, ripetendo il mantra che da mesi ormai rilancia: “si può fare”.

Dal punto di vista delle reazioni della Spd, dobbiamo registrare una dichiarazione sibillina del vicepresidente del Consiglio tedesco e leader del partito Sigmar Gabriel, il quale ha detto: “perché i contribuenti tedeschi dovrebbero pagare per mantenere in galera i criminali stranieri?”. Ora, detta così, davvero non si comprende se anche la Spd è disponibile ad una recrudescenza della legislazione tedesca in materia di migranti, adottando l’espulsione e la deportazione anche in assenza di condanne definitive per pene superiori a tre anni di reclusione. Di nuovo, il punto in Germania è la subalternità dei socialdemocratici alle decisioni e alle iniziative di Angela Merkel, anche se le difficoltà dei socialisti sono diffuse, e non solo in materia di migrazioni, in tutta Europa. Cosa avranno da dire i socialisti tedeschi e i socialisti europei se la CDU in Germania dovesse introdurre l’obbligo della videosorveglianza ovunque e la creazione di nuove norme penali ad hoc per i migranti? Cosa ne sarebbe del vincolo relativo alla pericolosità dei Paesi di origine? Nel 2015 sono arrivati in Germania quasi 1.100.000 migranti e richiedenti asilo. È perfino statisticamente comprensibile che una scarsa minoranza di loro possa essere costituita da criminali. Il problema è controllare questi ultimi, senza cambiare leggi di civiltà né affossare lo Stato di diritto, in Germania come in tutta Europa.

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