La SPD apre il fronte antisaudita, dopo aver approvato l’invio dei Tornado in Siria. Inizia la guerra commerciale contro i finanziatori dell’Isis?

La SPD apre il fronte antisaudita, dopo aver approvato l’invio dei Tornado in Siria. Inizia la guerra commerciale contro i finanziatori dell’Isis?

L’offensiva antisaudita è stata lanciata domenica 6 dicembre da Sigmar Gabriel (nella foto), leader della Spd, il partito socialdemocratico tedesco, e vicecancelliere. Gabriel ha avvertito con molta durezza l’Arabia Saudita e i suoi regnanti di smetterla di sostenere il radicalismo islamista. Lo ha fatto su sollecitazione delle notizie riservate sui finanziamenti sauditi alle moschee cosiddette “militanti”, molto numerose in Germania e in tutta Europa. L’uscita apparentemente inconsueta di Gabriel, con l’aspra critica non solo contro l’Arabia Saudita, ma verso altri Stati del Golfo Persico, fa seguito a un rapporto del servizio di intelligence tedesco in cui si sostiene che la politica estera saudita “sta diventando molto più spinta”.

Sigmar Gabriel ha affermato sul quotidiano popolare Bild am Sonntag: “occorre che l’Arabia Saudita risolva i conflitti regionali. Ma dobbiamo, nello stesso tempo, dire con chiarezza che il tempo in cui si guardava dall’altra parte è scaduto. Le moschee wahabite sono finanziate in tutto il mondo dall’Arabia Saudita. In Germania, molti islamisti pericolosi provengono da queste comunità”. Come si vede, si tratta di un’accusa durissima. L’Arabia Saudita è governata dalla forma wahabita dell’Islam, con la più crudele applicazione della Sharia, e molti analisti la considerano come la vera causa della minaccia jihadista internazionale. Lo Stato islamico e al Qaeda seguono sostanzialmente la medesima interpretazione estremista dell’Islam, di matrice salafita, dalla quale discende il wahabismo. Gabriel esprime la preoccupazione diffusa in Germania per l’ascesa del sostegno al salafismo. I servizi segreti interni dicono che il numero di salafiti rientrati in Germania è cresciuto a 7900 contro i 5500 di due anni fa. Il convincimento di Gabriel, e della Spd, è che il wahabismo abbia offerto l’ideologia migliore per i militanti dell’Isis e che abbia contribuito alla radicalizzazione dei moderati. “Non abbiamo bisogno di questo in Germania, né lo vogliamo”, ha detto Gabriel, il quale ora si preoccupa anche di probabili attacchi su suolo tedesco, dopo che il Bundestag ha approvato la partecipazione della Germania ai bombardamenti in Siria.

La decisione tedesca, infatti, si è scontrata contro l’opinione del Consiglio Centrale dei Mussulmani in Germania, per il quale l’azione militare non è il modo per fermare i militanti del Califfato. “Abbiamo gettato i semi della guerra”, ha dicharato Aiman Mazyek, capo del Consiglio dei Mussulmani, “e la conseguenza sono stati terrore e rifugiati”.

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