Le mamme di nuova generazione rinunciano a vaccinare i loro figli. Non è l’ennesima bufala su Facebook: questa è una storia vera

Le mamme di nuova generazione rinunciano a vaccinare i loro figli. Non è l’ennesima bufala su Facebook: questa è una storia vera

A dare l’allarme, qualche giorno fa, l’Istituto Superiore di Sanità: si parla di 5, 10 mila vaccini in meno all’anno, tra gli obbligatori e i raccomandati. Le vaccinazioni obbligatorie sono scese infatti sotto la soglia del 95%, considerata il minimo per avere una copertura della popolazione efficace. In alcune regioni ci sono aree di bassissima adesione: l’Emilia Romagna, in testa, con la provincia di Rimini, dove per difterite, tetano, pertosse, polio ed epatite B si scende all’87% di copertura.

“La colpa? Della cattiva informazione – spiega Alberto Villani, a capo della Pediatria generale e malattie infettive dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma – molte famiglie si collegano su internet, senza verificare la qualità dell’informazione. Non seguono le indicazioni del ministero della Salute e non chiedono consigli a persone competenti. Così tanti bambini non vengono sottoposti ai richiami vaccinali, a 6 o a 12 anni, e si ammalano a volte contagiati da un adulto”.

False informazioni sul web, opuscoli non attendibili, dicerie e passaparola sembrano quindi i principali responsabili degli allarmismi che generano la paura degli ingredienti pericolosi, dei possibili effetti collaterali, e addirittura, dei presunti legami con l’insorgenza di questa o quella malattia, la più comune, l’autismo.

Non ci si rende conto che invece, scegliendo di non vaccinare 5, 10 mila bambini, a tornare sono i fantasmi delle vecchie malattie e a salire è il numero delle morti evitabilissime. “Il calo delle coperture vaccinali – continua Villani – è responsabile dei numerosi casi di morbillo e della presenza di malattie che potevano già essere debellate, come ad esempio la pertosse, causa del decesso di alcuni lattanti recentemente”. Dichiarazioni che fanno presto cronaca: non sono infatti trascorsi molti giorni dal decesso della bimba di Cesena che a soli 28 giorni è morta per aver contratto la pertosse.

Infine, ieri, la notizia: gli assessori alla Sanità delle Regioni italiane decidono all’unanimità di inserire nel nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale anche la previsione di non ammettere nelle scuole i bambini che non siano in regola con il libretto di vaccinazioni. Per il momento è solo un’ipotesi che sarà sottoposta il 20 ottobre all’attenzione dei governatori nel corso della Conferenza delle Regioni e successivamente, all’esame della Conferenza Stato-Regioni, ma potrebbe diventare presto una realtà con cui i neo genitori dovranno confrontarsi. Una realtà, che peraltro, era già presente nelle scuole fino a 18 anni fa. Lo scetticismo e la paura delle famiglie sono destinati a sventolare bandiera bianca? Lo sapremo presto. Ma che si torni “indietro” o si facciano salti in avanti, l’annosa questione “vaccini sì vaccini no” sembra non poter più aspettare.

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