Scienza. La scoperta in Siberia di un nuovo virus gigante mette in apprensione gli scienziati

Scienza. La scoperta in Siberia di un nuovo virus gigante mette in apprensione gli scienziati

“Mollivirus sibericum”, battezzato con questo nome, è stato scoperto in Siberia. Si tratta di un nuovo virus gigante vecchio di 30mila anni. Gli scienziati russi autori della scoperta lo hanno prelevato nell’estremo nordest della Siberia e possiede più di 500 geni. Si presenta come una specie di uovo oblungo di 0,6 micron di lunghezza. Per moltiplicarsi ha bisogno del nucleo della cellula ospite, diversamente da quanto accade nel caso del Mimivirus o del Pitovirus che si contendono il citoplasma della cellula.

Questa scoperta dimostra che i virus giganti “non sono rari e sono estremamente diversificati”, afferma Jean-Michel Claverie, coordinatore dello studio dei nuovi virus, in un articolo pubblicato dalla rivista americana Proceedings of the National Academy of Sciences. Con i Mollivirus,salgono a quattro i membri della famiglia dei virus giganti identificati dal 2003. Di questi, due sono stati scoperti nel permafrost, ovvero nelle profondità misteriose dei ghiacciai eterni.

La scoperta dei virus giganti pone un interrogativo fondamentale ai biologi e agli scienziati sul rischio eventuale che questi virus possano risvegliarsi se l’uomo si mette a trivellare in profondità il sottosuolo delle regioni artiche, alla ricerca di minerali preziosi o di petrolio. Il riscaldamento climatico libera in effetti sempre più i ghiacci marini ai poli, e permette di accedere alla Siberia orientale e settentrionale attraverso rotte marittime che non esistevano. “Se non prestiamo attenzione a ciò che accade e se procediamo con una industrializzazione dei siti senza precauzioni, si corre il rischio di risvegliare un giorno virus come quello del vaiolo che si pensava sradicato”, dicono all’Accademia delle scienze americana. I virus giganti che hanno un diametro superiore a 0,5 micron (ovvero, 0,5 millesimi di millimetro) sono visibili con un microscopio ottico, contrariamente agli altri. E possono essere confusi coi batteri. I ricercatori tentano di riprodurli in laboratorio usando amebe, organismi monocellulari, come cellule ospiti. Lo fanno per verificare se sono agenti patogeni per l’uomo.

Il mondo scientifico, che ha sempre creduto che i virus fossero estremamente minuscoli e composto esclusivamente da una manciata di geni, hanno avuto la sorpresa nel 2003 di scoprire il primo virus gigante, ricco di un migliaio di geni e battezzato Mimivirus, della famiglia dei Megavirus. Il Pandoravirus, con 2500 geni, venne scoperto nel 2013, e descritto sulla rivista Science.

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