Unindustria e Confcommercio all’assalto della Camera di Commercio di Roma. Il Presidente Tagliavanti non ci scompone: “Ho l’onere e l’onore di governare”

Unindustria e Confcommercio all’assalto della Camera di Commercio di Roma. Il Presidente Tagliavanti non ci scompone: “Ho l’onere e l’onore di governare”

Non c’è pace alla Camera di Commercio di Roma. Nella giornata di martedì si è consumato un nuovo scontro ed una lacerazione, che con ogni probabilità sarà insanabile, tra le varie organizzazioni datoriali che da qui a pochi giorni dovranno esprimere la Giunta che sarà chiamata a governare la ‘casa’ delle imprese della Capitale. Lo strappo ha visto protagoniste, ancora una volta, il Cartello di Confindustria, Confcommercio ed Acer (Costruttori romani), che sono usciti sconfitti dalla ultima tornata elettorale che ha visto vincere il raggruppamento guidato da Tagliavanti, Direttore di Cna e composto da Confesercenti ed altre piccole associazioni di rappresentanza delle imprese, degli artigiani e degli agricoltori, Netta la presa di posizione espressa dal Presidente di Unindustria, Maurizio Stirpe, che, ingerenosamente e probabilmente senza memoria per quanto avvenuto in passato, aggredisce letteralmente il Presidente Tagliavanti: “I consiglieri della Camera di commercio di Roma in rappresentanza di Unindustria, ConfCommercio e Acer non parteciperanno a nessuna votazione di questo consiglio. Per noi Tagliavanti é stato sempre impresentabile- ha aggiunto – l’unica condizione per superare la frattura sono le sue dimissioni. Non intendiamo condividere un metodo di governo che non ha funzionato in passato e non si capisce perché dovrebbe funzionare ora”.

Sul punto, va detto per onestà di ricostruzione, che il Presidente uscente Cremonesi era venuto meno ad un accordo sempre tra i due cartelli, che avrebbero dovuto guidare la Camera per metà consigliatura ciascuno, patto non rispettato e che ha portato ad una prima frattura che oggi si è ulteriormente accentuata. E la reazione del Presidente Tagliavanti, di fronte alle parole del leader degli industriali Stirpe, non ha fatto mancare una sua prima valutazione: “Ho letto con attenzione le dichiarazioni del dott. Stirpe e del dott. Cerra riportate dalle agenzie di stampa. Mi limito a ribadire solo un concetto semplice e chiaro: la Camera di Commercio di Roma è un’Istituzione al cui interno esistono degli organi, come il Consiglio e la Giunta, dove ci si può e ci si deve confrontare. Decidere di non partecipare è una scelta sbagliata, perché non ci si può sottrarre dalle responsabilità. Guidare le Istituzioni richiede responsabilità ed equilibrio. Una classe dirigente è all’altezza del ruolo che è chiamata ad assumere solo quando adotta uno stile sobrio, responsabile e ispirato da un sincero spirito costruttivo”.

“Ribadisco dunque, con forza – prosegue – l’onere e l’onore di governare la Camera di Commercio di Roma, la più grande d’Italia, nel rispetto della volontà della grande maggioranza che mi ha votato e nel solo interesse delle oltre 470mila imprese del territorio. Finalmente si intravvedono alcuni segnali di ripresa economica, come dimostra lo studio presentato da Federlazio, ed è quindi quanto mai necessario lavorare sodo per consolidarli. Viviamo un momento molto difficile, dovremmo rimboccarci tutti le maniche anche in vista di eventi importantissimi come il Giubileo della Misericordia”.

Con Tagliavanti si schiera anche Federlazio, con il suo Presidente Silvio Rossignoli: “Le parole pronunciate oggi dai Presidenti di Unindustria, Confcommercio e Acer nei confronti del Presidente della Camera di Commercio di Roma ci sembrano sgradevoli e immotivate. Il confronto deve aver luogo sulle idee e può anche essere aspro, ma non può mai manifestarsi nei confronti delle persone per le quali tutti dobbiamo nutrire il massimo rispetto. Ricordiamo che le elezioni per la presidenza della Cciaa di Roma – prosegue Rossignoli – si sono svolte in piena regolarità l’estate scorsa e il non riconoscerne la validità costituisce una lesione anche nei confronti di coloro che lavorano presso la Cciaa. Era nella sede nella quale è stato eletto il Presidente che eventuali obiezioni avrebbero potuto e dovuto essere sollevate”.

“Le cose sono ormai avviate in modo irreversibile per quanto riguarda la Presidenza – ha concluso Rossignoli – e forse sarebbe il caso che tutti noi cercassimo di stemperare i toni, che riprendessimo la via del dialogo e soprattutto che ci mettessimo intorno al tavolo preposto (quello, appunto, della Camera di Commercio) per cominciare finalmente a lavorare. Insieme. Si è perso sin troppo tempo con inutili litigi, ora è il tempo del ‘fare’. Ce lo chiedono i cittadini. Ce lo chiedono le imprese”.

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