Grecia. Tsipras parla al Comitato centrale. La Lagarde preme per il taglio del debito. Moscovici rivela la scazzottata di Varoufakis e Dijsselbloem

Grecia. Tsipras parla al Comitato centrale. La Lagarde preme per il taglio del debito. Moscovici rivela la scazzottata di Varoufakis e Dijsselbloem

“Contro di noi il vecchio sistema politico ha spinto il paese in una tragedia, quella che ha costruito il regime che ci ha condotti verso il debito. Noi vogliamo demolire questo regime”, con queste parole, Alexis Tsipras ha aperto il Comitato centrale di Syriza, allargato ai dirigenti locali e provinciali e ai parlamentari, dando il via alla campagna elettorale che condurrà la Grecia a votare il prossimo 20 settembre. “Non siamo pentiti per aver lottato, né per aver scelto, alla fine, di evitare la catastrofe”, ha aggiunto Tsipras, “chiunque voglia andarsene ha il diritto di farlo, ma noi stiamo andando avanti, perché non abbiamo ancora combattuto le nostre battaglie migliori”. Tsipras ha esortato i suoi compagni di partito a proseguire con più forza nella lotta contro il vecchio e “odiato” sistema politico ed ha cercato di spiegare la sua decisione di sottoscrivere il terzo pacchetto di accordi per gli aiuti alla Grecia, del valore di 86 miliardi. Si riferiva, naturalmente, anche a coloro che ormai sono fuori da Syriza e hanno fondato un nuovo partito, Unità popolare, il cui leader è Panagiotis Lafazanis, l’ex ministro dell’Energia, e alla presidente uscente del Parlamento greco, Zoe Kostantopoulou, uscita con molto rumore da Syriza. Tsipras ha infatti sostenuto che è stato mosso dal senso di responsabilità verso il popolo greco, costretto all’austerità, alla povertà, ed ora anche a sostenere l’impatto di ben 150mila profughi e migranti. Si è chiesto e ha chiesto alla platea dei dirigenti di Syriza cosa sarebbe accaduto qualora il Parlamento greco avesse rigettato l’accordo con le istituzionali internazionali. Sarebbe stato un massacro, ha affermato Tsipras. Il dibattito del gruppo dirigente di Syriza prosegue per l’intera giornata del 30 agosto.

Le considerazioni di Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario

Mentre Tsipras illustrava ai dirigenti di Syriza, e a tutti i greci, le motivazioni che hanno condotto ad accettare l’accordo, il quotidiano svizzero di lingua francese “Le Temps” pubblicava e rilanciava l’intervista a Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario Internazionale. Nell’intervista, la signora Lagarde ha confermato la linea fin qui seguita da alcuni mesi dal Fondo: la necessità improrogabile di tagliare il debito della Grecia, cresciuto in modo insostenibile da sostenere attraverso la ristrutturazione. Lagarde ha detto al giornale svizzero, con molta rabbia, che “il dibattito sulla cancellazione del debito non è mai stato aperto. E non credo che fosse necessario aprirlo qualora le cose fossero andate per il meglio. Ma si è parlato di estendere le rate, di ridurre i tassi per un certo periodo di tempo, e non di cancellare il debito”. Una posizione che evidentemente il Fondo Monetario non ha condiviso, né con Draghi, presidente della BCE, né con i leader dell’eurozona, a partire dal ministro delle Finanze tedesco Schäuble, che invece avrebbe preferito un’uscita della Grecia dall’euro, pilotata e temporanea. La signora Lagarde ha dunque così motivato la scelta del Fondo Monetario Internazionale di astenersi dall’accordo sul terzo programma di aiuti. La posizione del Fondo è ormai chiara, ha confermato Lagarde, o si taglia il debito greco, oppure, ancora una volta si va sulla strada sbagliata di prestiti che servono a pagare debiti. E tutto ciò contribuisce inevitabilmente a rendere sempre più insostenibile il fardello.

Le rivelazioni di Moscovici, commissario europeo all’Economia, sui fatti del 16 febbraio

In una intervista pubblicata dal quotidiano francese di sinistra Liberation, il commissario europeo all’Economia, Pierre Moscovici, ha rivelato quanto accadde nel vertice dell’eurogruppo del 16 febbraio. Moscovici ha detto a Liberation di essere stato l’unico in quel vertice ad intervenire per evitare un “confronto fisico” tra il ministro delle Finanze greco, Varoukakis, e il presidente dell’eurogruppo Dijsselbloem. “Avvenne al vertice del 16 febbraio”, racconta il commissario Moscovici, “tra Dijsselbloem, Varoufakis ed me. Eravamo entrati in quel vertice con moltissima tensione, e ci fu un momento in cui tra Varoufakis e Dijsselbloem vi fu un confronto fisico, quasi una zuffa, una rissa pericolosa. Uno accusava l’altro di dire menzogne, ed io fui costretto ad intervenire. Ho cercato di separarli, e ci sono riuscito. Ma i due non si sono mai più parlati”, nei mesi successivi. È anche per questa ragione che Varoufakis fu costretto da Tsipras alle dimissioni? Attendiamo la replica dell’ex ministro delle Finanze greco.

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