E’ morto il Rabbino Elio Toaff. Guida spirituale dell’ebraismo e uomo della Resistenza

E’ morto il Rabbino Elio Toaff. Guida spirituale dell’ebraismo e uomo della Resistenza

L’ex rabbino capo di Roma Elio Toaff è morto. Avrebbe compiuto a fine aprile 100 anni. La notizia è stata confermata dalla comunità ebraica romana. Elio Toaff era considerato in modo unanime una delle massime autorità spirituali e morali ebraiche dell’Italia nel secondo dopoguerra. Storica e memorabile la visita di Giovanni Paolo II nella Sinagoga di Roma negli anni in cui Toaff era Rabbino Capo di Roma. In quell’occasione, da ricordare il discorso del Papa, che definì gli ebrei “fratelli maggiori, fratelli prediletti”.

Il Premier Renzi: “Un pensiero carico di gratitudine”

Ma Toaff è stato anche un uomo della Resistenza, nel 1943, infatti, la scelta di partecipare attivamente, sui monti della Versilia, alla lotta partigiana contro l’occupazione nazifascista. Appena appresa la notizia l’omaggio del Premier Matteo Renzi: “Un pensiero carico di gratitudine e affetto per il rabbino Elio Toaff, grandissimo italiano e uomo simbolo della comunità ebraica”.

Renzo Gattegna: “Piangiamo la scomparsa di un uomo straordinario”

La notizia si è immediatamente diffusa e tra le prime testimonianze da registrare quella del Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna: “Piangiamo in queste ore la scomparsa di un uomo straordinario. Un punto di riferimento, un leader, una guida spirituale in grado di segnare il suo tempo e il tempo delle generazioni che ancora verranno. I gesti e gli insegnamenti che hanno caratterizzato il magistero e la lunga vita del rav Toaff rappresentano infatti uno dei momenti più alti nella storia, non solo dell’ebraismo italiano ma dell’umanità intera. Grazie rav per tutto quello che hai fatto e rappresentato. La tua lezione non sarà dimenticata. E che il tuo ricordo possa essere di benedizione per tutti noi”.

Il Sindaco Marino: “Cordoglio della città per la scomparsa di un uomo di grande valore”

Il dolore della Capitale, è stato interpretato dal Sindaco Ignazio Marino: “Voglio esprimere il mio cordoglio e quello di tutta la città per la scomparsa di Elio Toaff. Un uomo di grande valore che ha dedicato la sua vita alla spiritualità, al dialogo interreligioso, alla memoria e alla conoscenza. Indimenticabile il suo rapporto con Papa Giovanni Paolo II. Nel dopoguerra ha avuto il difficile compito di guidare le comunità ebraiche italiane, restituendo la speranza agli uomini e alle donne che avevano perso tutto e vissuto l’orrore e la barbarie del nazifascismo. Tutti abbiamo inoltre apprezzato la sua straordinaria capacità nel guidare la Comunità Ebraica di Roma. Ha dimostrato in più occasioni di amare profondamente la nostra città. Un affetto ricambiato. Nel 2001, infatti, gli fu conferita la cittadinanza onoraria. Mi stringo dunque con affetto ai suoi cari e a tutta la Comunità Ebraica. Dedicheremo questi momenti al ricordo di una persona che ha contribuito a rendere migliore la nostra città e il nostro Paese”.

Il Governatore Zingaretti: “Perso un custode della memoria storica del nostro Paese”

Da registrare anche la testimonianza del Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti: “Con la morte di Elio Toaff l’ebraismo italiano perde un protagonista, custode in tutti questi anni della memoria storica del nostro paese. Un grande italiano, che ha avuto un ruolo fondamentale nella ricostruzione della democrazia in Italia. Toaff ha avuto l’arduo compito di accompagnare le comunità ebraiche italiane fuori dagli anni bui della guerra, riportando speranza nei cuori delle persone, incoraggiando sempre il dialogo anche nei momenti più difficili. I fedeli ricominciarono a frequentare le sinagoghe, le comunità tornarono a mostrare la propria vitalità e le proprie tradizioni. Uno straordinario comunicatore, capace di incontrare un Papa e scrivere una pagina della storia del dialogo tra le religioni. Abile nel tendere la mano alla gente della sua comunità. Non smetteremo mai di ringraziarlo per quello che ha saputo dare a tutti noi, senza mai chiedere nulla in cambio, con umiltà, restando un uomo come tutti gli altri”.

Il cordoglio dell’Anpi alla famiglia ed alla Comunità Ebraica Romana

Cordoglio alla Comunità Ebraica romana è stato espresso anche dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, che ha voluto ricordare il suo impegno nella Resistenza. Con la scomparsa di Elio Toaff non se ne va un grosso pezzo della storia recente dell’ebraismo italiano, ma anche una delle più alte autorità morali della religione ebraica e uno dei principali artefici del dialogo con la Chiesa di Roma. Nato a Livorno il 30 aprile 1915, Toaff si è laureato in teologia al Collegio rabbinico di Livorno con il titolo di rabbino maggiore. Durante la guerra e la Shoah, sfuggito a tentativi di deportazione e assassinio da parte nazista, entrò nella Resistenza. Già rabbino capo di Ancona, dal 1941 al 1943, Toaff è stato poi rabbino capo a Venezia, dal ’46 al ’51, poi di Roma per ben 50 anni, dal 1951 al 2001. Durante la sua vita, Toaff ha dato un significativo contributo al dialogo ebraico-cristiano, grazie ai suoi rapporti con il mondo cattolico. Già nel ’58 ebbe parole di apprezzamento per la controversa figura di Pio XII, affermando alla sua morte: “Più che in ogni altra occasione, abbiamo avuto l’opportunità di sperimentare la grande compassione e la grande generosità di questo Papa durante gli anni della persecuzione e del terrore, quando sembrava non ci fosse per noi più alcuna speranza”. Nei suoi scritti, il rabbino emerito di Roma ricordava poi con favore gli anni di Giovanni XXIII, e il Concilio Vaticano II che con l’approvazione della dichiarazione “Nostra aetate” dava una svolta definitiva ai rapporti tra le due religioni escludendo la responsabilità collettiva degli ebrei per la morte di Gesù, condannando ogni forma di antisemitismo. Poi il primo incontro con Giovanni Paolo II l’8 febbraio 1981 a Roma nella canonica delle chiesa di San Carlo ai Catinari, vicina al ghetto di Roma, che mise le basi per la storica visita del pala polacco che il 13 aprile 1986, con Toaff, varcò le porte della sinagoga di Roma. L’8 ottobre 2001 le dimissioni dalla carica di Rabbino Capo di Roma, con la carica assunta da Riccardo Di Segni.

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