Rsu, un voto per “cambiare verso”

Rsu, un voto  per “cambiare verso”
Questa è la settimana del rinnovo delle Rsu del pubblico impiego e della conoscenza. Dal 3 al 5 marzo 2015, infatti, i lavoratori di più di 10.000 luoghi di lavoro solo nelle Pubbliche Amministrazioni sono chiamati al voto per rinnovare le rappresentanze sindacali unitarie.
I lavoratori pubblici arrivano a questo appuntamento con tanti nodi da sciogliere. A cominciare dal fatto che,anche per loro, il governo Renzi non ha affatto “cambiato verso”. Continua, infatti, il blocco dei contratti e, per la scuola, quello degli scatti di anzianità. Persiste la volontà di ridimensionare il ruolo del sindacato e della contrattazione, con un’idea di religificazione e centralizzazione che si innesta senza soluzione di continuità sul sentiero già tracciato da Brunetta. Si tratta, insomma, di un voto importante in una fase in cui è sotto attacco l’idea stessa di partecipazione e democrazia nei luoghi di lavoro.
E’ un momento importante per il mondo del lavoro, un appuntamento fondamentale che, tra l’altro, quest’anno avrà un sapore speciale, perché per la prima volta anche i lavoratori precari della scuola potranno finalmente votare ed essere eletti. Si tratta di una vera e propria svolta per questi lavoratori, che, nel passato avevano tanti doveri e pochi diritti e tra questi anche i limiti per la loro rappresentanza. Ma vediamo i numeri del Sindacato di Corso Italia. La Flc-Cgil ha presentato a livello nazionale liste in oltre il 94 per cento delle sedi di voto, il 2 per cento in più rispetto alle precedenti elezioni, con una forte presenza di personale precario. La presenza è omogenea in tutti i comparti, con una punta del 96 per cento nelle Università. In 55 province le liste sono state presentate in tutte le sedi. Per Domenico Pantaleo, segretario generale della categoria, “si tratta di un risultato straordinario frutto dell’impegno dei nostri dirigenti e attivisti. Ma questo risultato non sarebbe stato possibile senza le migliaia di lavoratrici e lavoratori dei settori della conoscenza che hanno dato la disponibilità a candidarsi o a svolgere gli altri importanti ruoli previsti per queste elezioni”. Ora, aggiunge il sindacalista, “il nostro impegno sarà ancora più intenso per consolidare e allargare il nostro consenso”. Grande soddisfazione anche in casa Cgil-Fp Le elezioni delle Rsu sono più di un’opportunità – dice Rossana Dettori, segretario generale della Funzione Pubblica –. Rappresentano la possibilità di riconquistare spazi di democrazia partecipativa per i cittadini nei luoghi di lavoro e nella società. Le Rsu sono una grande potenzialità anche per il resto del paese, perché è importante riconquistare la nostra capacità di rappresentanza delle esigenze dei cittadini. Se la politica ci sfida sul terreno della rappresentanza, l’elezione delle Rsu nei posti di lavoro deve essere la nostra risposta”. Quanto ai numeri le stime parlano di 50.000 candidati nelle sedi in cui si svolgeranno le elezioni (circa 10.000). Segnali positivi arrivano per esempio dalla Lombardia dove le liste della categoria Cgil saranno presenti in 1.250 enti, il 71 per cento di quelli ove sono previste le Rsu (1.752), con una crescita del 2 per cento rispetto alla scorsa tornata. Altro dato di soddisfazione, niente affatto scontato alla vigilia, fa sapere la Cgil, è la voglia di partecipazione attiva da parte delle lavoratrici e dei lavoratori. Sono circa 4.500 le candidate e i candidati presenti in lista, un numero che non risente del significativo calo di addetti, che in un triennio sono passati da oltre 175.000 a quasi 163.000. Sono trascorsi alcuni anni da quando ha preso l’avvio l’esperienza delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nel pubblico impiego, talvolta tra lo scetticismo e la diffidenza di tanti. Nel pubblico impiego le prime elezioni RSU si sono svolte il 22, 23 e 24 novembre 1998. Ma vediamo come funziona la normativa che regola questo nodo cruciale del sistema delle rappresentanze e le modalità del voto nella Pubblica Amministrazione. La normativa fondamentale di riferimento è l’accordo collettivo quadro per la costituzione delle Rappresentanza Sindacali Unitarie per il personale dei comparti delle Pubbliche Amministrazioni e per la definizione del relativo Regolamento Elettorale” del 7 agosto 1998.
Come si forma
La RSU si forma con le elezioni. Le procedure sono regolate principalmente dall’Accordo Quadro e prevedono la partecipazione al voto di almeno il 50% +1 degli elettori. In caso contrario la RSU non si costituisce e occorre indire nuove elezioni. È questo il primo passo della sua legittimazione. I componenti delle RSU sono eletti su liste del sindacato ma possono anche essere non iscritti a quel sindacato, in ogni caso gli eletti rappresentano tutti i lavoratori non il sindacato nella cui lista sono stati eletti.
Quale ruolo svolge
I poteri e le competenze contrattuali nei luoghi di lavoro vengono esercitati dalle RSU e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del relativo CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) di comparto. Chi è eletto nella RSU, tuttavia, non è un funzionario del sindacato, ma una lavoratrice o un lavoratore che svolge un preciso ruolo: rappresenta le esigenze dei lavoratori senza con ciò diventare un sindacalista di professione. La RSU, dunque, tutela i lavoratori collettivamente, controllando l’applicazione del contratto o trasformando in una vertenza un particolare problema. Se è in grado, la RSU può anche farsi carico di una prima tutela, cercando di risolvere il contrasto del lavoratore con il datore di lavoro, per poi passare, eventualmente, la tutela al sindacato e ai legali. Tra le competenze necessarie per svolgere il ruolo di RSU vi sono, poi, quelle relazionali. La forza della RSU, infatti, non deriva solamente dal potere assegnato dal contratto e dalle leggi ma anche dalla capacità di creare consenso intorno alle sue proposte e azioni e una ampia condivisione degli obiettivi. La RSU funziona come unico organismo che decide a maggioranza la linea di condotta e se firmare un accordo.
Quanto dura in carica
La RSU svolge il suo ruolo a tempo determinato. Infatti, rimane in carica tre anni, alla scadenza dei quali decade automaticamente e si devono fare nuove elezioni. Sono inoltre previsti, art. 7 dell’Accordo Quadro già citato, i casi di dimissioni degli eletti, la loro sostituzione e l’eventuale decadenza prima del termine.
La tutela del delegato RSU e l’esercizio dei diritti sindacali.
Svolgendo un ruolo esposto, il delegato RSU ha una tutela rafforzata rispetto a quella data ad ogni lavoratore. I componenti della RSU sono, inoltre, titolari di diritti sindacali previsti da leggi, accordi quadro e contratti. I diritti, quali l’uso della bacheca, la convocazione di una assemblea e l’uso di permessi retribuiti, spettano alla RSU nel suo insieme e non ai singoli componenti.
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