Lupi nell’angolo. Renzi pronto a scaricarlo

Lupi nell’angolo. Renzi pronto a scaricarlo

“Sto soffrendo per mio figlio. Quel Rolex non l’avrei preso. Dimettermi? E perchè?”. Il ministro Lupi, rompe il silenzio, almeno sulla carta stampata, e si concede ai colleghi del quotidiano Repubblica, tornando sul caso che lo vede indirettamente coinvolto, dopo l’arresto per tangenti per le grandi opere  e che ha portato all’arresto imprenditori, ma soprattutto il super consulente del ministero Ercole Incalza. Nell’intervista, il ministro cerca di sminuire quanto accaduto, ma nelle risposte si assapora tutta la difficoltà per quanto sta accadendo. “No, le dimissioni no – ha voluto puntualizzare – anche se per la prima volta, vedendo tirato in ballo ingiustamente mio figlio, mi sono chiesto se il gioco valga la candela. Se fare politica significhi far pagare questo sacrificio alle persone che ami.
 Provo soprattutto l’amarezza di un padre nel vedere sbattuto il proprio figlio in prima pagina come un mostro senza colpa”. Poi sul Rolex donato degli imprenditori coinvolti nella vicenda, Lupi ha affermato che “se avessi chiesto a Perotti di far lavorare mio figlio o di sponsorizzarlo, sarebbe stato un gravissimo errore e presumo anche un reato. Non l’ho fatto. Stefano Perotti conosceva mio figlio da quando, con altri studenti del Politecnico, andava a visitare i suoi cantieri. Sono amici così come le nostre famiglie”. E il rolex, ha chiesto ancora il giornalista: “l’avesse regalato a me non l’avrei accettato”. Quello che è certo e che martedì mattina Lupi doveva essere presente in Commissione alla Camera, ma ha disertato la riunione parlamentare ed il Governo è decisamente in difficoltà. Di fronte a quanto accaduto, anche per Renzi sembra compito arduo difendere il suo collega di Governo in quota Ncd. Ma la tensione per l’Esecutivo si è amplificata di prima mattina, quando Rodolfo Sabelli, Presidente dell’Anm ha tirato un sonoro schiaffone proprio in direzione del Governo: “I magistrati – ha scandito Sabelli nel corso della trasmissione Rai Unomattina – sono stati virtualmente schiaffeggiati e i corrotti accarezzati, quando uno Stato che funzioni dovrebbe prendere a schiaffi i corrotti e accarezzare chi esercita il controllo di legalità”. Non si è fatta attendere la replica di Renzi, che si è setntito tirato per la giacchetta: “Frase ingiusta e triste, che fa male. Si può contestare un singolo fatto ma dire quelle cose lì, avendo una responsabilità, è triste”. E’ difficile fare previsioni sul futuro di Lupi. Quello che però è certo è che da parte sia del Premier che del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Del Rio, nessuna parola di solidarietà è arrivata per il ministro, solo una indiscrezione sullo stato d’animo del Premier che ai suoi più stretti collaboratori avrebbe detto e ammesso: “Un problema c’è e serve fare la massima chiarezza, cosa che dovrà fare anche Lupi”. Ma per l’Ncd perdere la poltrona ‘chiave’ delle Infrastrutture, con le dimissioni del ministro o con la ‘sfiducia’ di Renzi, sarebbe come ammettere un coinvolgimento nel torbido ‘affaire’ ed in vista del turno elettorale amministrativo sarebbe devastante per i numeri già preoccupanti che trapelano dai sondaggi per il partito guidato dal ministro degli Interni. Chi scalda i muscoli è invece l’opposizione con Beppe Grillo che guida l’assalto. Nel suo blog è più che devastante per il ministro. In un post dal titolo “Al lupi! al lupi!”, offre ai suoi lettori la scelta: “Lupi o è un fallimento come ministro oppure porta sfiga. O entrambe. Le persone che si è messo vicino per la gestione di soldi e appalti sono state arrestate dopo anni che agivano indisturbate all’interno delle istituzioni. Perché Lupi le ha scelte e perché Lupi le ha coperte? Chi gli ha suggerito/ordinato di farlo?”. Meno duro il leader della Lega, Matteo Salvini che su Raitre, nella trasmissione Agorà non annuncia atti di sfiducia nei confronti del ministro: “Io non condanno nessuno, però mi aspetto che il ministro dell’Interno o il presidente del Consiglio vengano in Parlamento a spiegare agli italiani se è tutto falso o se c’è qualcosa di vero. E se c’è qualcosa di vero non possiamo avere un ministro dell’Interno e un ministro delle Infrastrutture che lavorano con delle ombre del genere”. Dunque, per Salvini, se qualcosa portasse vicino a Lupi dal punto di vista giudiziario, i ministri a rischio sarebbero due e non uno solo e guarda caso entrambi (Alfano e Lupi ndr) in quota Ncd. Quanto al Pd, mentre Renzi riflette sul da farsi, prende posizione uno dei big del partito, il Presidente dei Senatori, Luigi Zanda, che non scarica Lupi, ma ci va molto, molto, vicino: “Il ministro Lupi ricorda che l’ingegner Incalza è stato il padre della ‘legge obiettivo’. Proprio da quella legge negli ultimi vent’anni è nata gran parte dei guai degli appalti per le grandi opere pubbliche”.  Per Zanda sono chiare le responsabilità e vanno ricercate nei tanti anni trascorsi dal Supermanager dentro o all’ombra del ministero dei Lavori Pubblici . Zanda se la prende con la norma ‘cardine’ della legge obiettivo: “È un grave errore aver affidato alle imprese appaltatrici anche progettazione delle opere e direzione dei lavori. Con questa gigantesca concentrazione di poteri non c’è da stupirsi se nei grandi appalti i contenuti progettuali e il controllo dell’andamento dei lavori possono essere piegati a interessi economico-industriali”.

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