In attesa di Roma-Juventus le sorprese non sono mancate. Bagarre nelle zone alte e non solo.

In attesa di Roma-Juventus le sorprese non sono mancate. Bagarre nelle zone alte e non solo.

Proprio niente male come giornata: anche se il clou cui sarà stasera con il tanto atteso scontro diretto fra Roma e Juve,  le sorprese non sono mancate e, al di sotto delle prime due,  sembra che tutto sia stato rimesso in gioco, alcune recenti certezze sono venute meno sostituite da conferme, così, almeno per le posizioni Champions ed Europa League, le aspiranti, per i risultati di ieri, sono, d’incanto, aumentate.

Il Napoli che non t’aspetti.  Il Napoli, dopo la squillante qualificazione europea e il successo contro il Sassuolo, sembrava essersi ripreso più che bene dalla disfatta di Palermo e, per giudizio unanime, appariva come la più seria candidata ad infastidire la Roma per la seconda posizione, invece….Contro il Torino,  la squadra più brillante del momento proveniente da 11 risultati utili più il trionfo di Bilbao, il Napoli, schierato nell’ennesima formazione (perché Gabbiadini,  il più in forma di tutti, solo nell’ultima mezz’ora ?), è apparso irriconoscibile, svuotato, trotterellante e nulla più.  Il Torino, da parte sua, visto che l’avversario non era così ostico com’era stato preventivato,  è uscito allo scoperto e, una volta in vantaggio,  ha amministrato il gioco raggiungendo lo scopo con il minimo sforzo anche perché reduce dall’impresa basca che aveva imposto il turnover di mezza squadra.  Benitez, a differenza di Ventura, non ha azzeccato la formazione giusta e incomprensibile è apparso, poi,  il suo atteggiamento enigmatico che voleva forse accampare scuse per decisioni arbitrali che, forse, solo lui può aver giudicato influenti sul risultato che, alla fine,  ha premiato la squadra che ha giocato meglio. Quel Torino che non perde da 12 partite e appare inarrestabile verso le prime posizioni, scoprendo, ora, le sue legittime ambizioni per l’Europa League.

Lazio lanciatissima.   Terzo successo consecutivo della Lazio che è passata come un rullo compressore in Emilia, abbattendo un Sassuolo in caduta libera (terza sconfitta) e giustificato solo dalle troppe assenze. L’undici di Pioli, condotto da un Felipe Anderson, a dir poco strepitoso, si propone, con estrema decisione, per un posto al sole Champions, avvicinandosi paurosamente al Napoli in avanti, ormai, di soli due punti.

Ma anche la Fiorentina…. Uno dei risultati più a sorpresa è stata la vittoria a s. Siro di una splendida  Fiorentina che, di contro, tiene lontano l’Inter dalla zona Coppe e fa sentire il suo fiato poderoso a Lazio (-1) e Napoli (-3). Questo successo viola è significativamente eloquente: c’é anche la Fiorentina, con legittima ragione,  a puntare in alto. L’uomo gigliato del momento non solo è quel Salah, regalato in prestito da Mourinho nell’operazione Cuadrado, autore della rete decisiva, ma anche il portiere Neto, redivivo, dopo essere stato accantonato per dissidi contrattuali il quale con le sue parate, ha difeso il risultato.  L’Inter, invece, dopo una tripletta di vittorie, almeno per il momento, deve rinfoderare le ambizioni e leccarsi le ferite per aver perso l’occasione buona per continuare la scalata in campionato, dopo l’eliminazione del Celtic in Europa League.

Centro e bassa classifica  Finalmente è tornata a vincere la Sampdoria, a Bergamo contro una scorbutica Atalanta, posizionandosi a ridosso delle prime. Salutare  il ritorno alla vittoria del Verona a Cagliari  con la quale l’undici di Mandorlini ha interrotto la serie negativa di risultati. Palermo ed Empoli  hanno chiuso con uno 0-0 una partita giocata splendidamente da entrambe, con diversi momenti di spettacolarità da ambo le parti; forse sarebbe stato più giusto un 3-3 ma i due portieri hanno negato il gol, finendo con acquisire la palma di migliori in campo. Onore al merito di due squadre prive di grossi nomi ma ricche di tante giovani promesse che mordono  il freno per la loro bravura. Ricompare dai bassifondi il Cesena, vittorioso con l’Udinese, avvicinandosi al Cagliari, ormai a -1, e all’Atalanta a -4.  Punto d’oro per il Chievo. Anche qui tutto riaperto, tranne per il povero Parma.

Milan:  che dire ?  Anche contro un modesto Chievo  (quint’ultimo),  ennesima prestazione grigia, scialba, inconcludente,  di un Milan che, sia  come squadra che come società, ha, ormai,  tutta l’aria di desiderare la fine di un campionato che si trascina nella più penosa tristezza e in forma ingloriosa.  Inzaghi, anche lui purtroppo, non sa più raccapezzarsi,  confondendo le idee ai suoi giocatori che, tranne un paio di nomi, sono di una levatura che più modesta non si può e, quindi,  è anche inutile e ingiusto criticarli.  Berlusconi ha eliminato la visita del venerdì a Milanello, forse (finalmente) conscio che i suoi incitamenti erano solo una personale, risibile quanto  inutile spettacolarizzazione che non avrebbe mai potuto trasformare i mediocri rimasugli presi a prezzi stracciati negli storici campioni che ancora si vedono nelle foto attaccate alle pareti del centro sportivo….

Peggio del Milan, solo il Parma.  Seconda partita rinviata per la derelitta squadra parmense in attesa che qualcosa o qualcuno possa miracolosamente risollevare la situazione, ma chi o che cosa può azzerare debiti intorno ai 100 milioni? Purtroppo solo il fallimento legalizzato dal tribunale perché quello di fatto è già avvenuto.

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