A Sofia si rivede un’Italietta, 2 a 2 con la Bulgaria grazie a Eder

A Sofia si rivede un’Italietta, 2 a 2 con la Bulgaria grazie a Eder

A Sofia ritorna l’Italietta incapace di vincere, di sconfiggere la Bulgaria che ha ben poco da dire. Una normale squadra del nostro campionato di A sarebbe uscita in modo migliore dallo stadio. Vero è che  era cominciata male, Buffon messo fuori causa da una influenza, l’incidente a Marchisio, polemiche a non finire sugli oriundi convocati da un Conte sempre  più scontroso, accigliato, polemico, un vero e proprio diluvio che si abbatte sulla città, le tribune scoperte e del Vasil Levski desolatamente semivuote, un drappello di italiani a sostegno degli azzurri. Sirigu è chiamato ad una prima esibizione  e se la caverà bene. Sembra che, malgrado tutto, lo stellone sia dalla parte degli azzurri. Immobile sfiora il vantaggio dopo 19 secondi, Zaza causa l’autorete di Minev inseguendo un cross di Bertolacci, Candreva va vicino al raddoppio su punizione.  Dieci minuti in cui la Bulgaria sembrava in ginocchio, in preda ad un vera e propria crisi di nervi. La Bulgaria non gioca, subisce, e gli azzurri si danno alla pazza gioia. Fino a che i padroni di casa si mettono a giocare spronati dalle grida dell’allenatore, un giovane di nome Perev, ex del Ludogorets, sconosciuto negli ambienti internazionali. Noi ricordavamo la Bulgaria che quattro mesi fa pareggiò 1 a 1 a Malta. Bene, anzi male per noi. Cominciano a macinare gioco, non una cosa grande, ma basta per mandare in barca gli azzurri. Conte non riesce a dare la sveglia, la difesa barcolla,  Chiellini sembra dormire, l’attacco si smarrisce, Verratti non è il trascinatore che ci si aspetta. Piano piano i bulgari appaiono come dei giganti. Hanno un uomo di grande talento che si chiama Popov, una specie di gloria nazionale, macina e macina chilometri, è padrone del campo, fa sballare la difesa della grande Juventus, scoperta in particolare sul fianco che dovrebbe essere tutelato da Antonelli. Sono sei minuti d’inferno, dall’11° al 17°. La mezzapunta del Kuban Krasnodar, Popov, prima inventa l’1-1 liberando un destro da applausi. Poi, altra occasione, fa saltare la difesa azzurra che non riesce a fermarlo, apre per  Milanov, bravo a crossare,  incontra la testa di Micanski, tutto libero, insacca. Debole reazione di Zaza e Darmian e al riposo l’Italia si trova in svantaggio, 2 a 1. Pesano le assenze di Pirlo , Montolivo, Marchisio, Candreva non è lui, Bertolacci cerca di costruire ma si trova quasi sempre solo. Eder, il brasiliano che  Dunga non ha mai convocato per la nazionale carioca, l’oggetto della polemica sugli oriundi, è tenuto in panchina, non si sa perché. Quando le squadre tornano in campo si vede proprio lui, Eder. Si fanno vivi con qualche tiro e qualche azione Verratti, Immobile. Entrano anche Gabbiadini e Soriano.Parte l’assalto, si fa per dire, alla porta difesa da Mihaylov, non proprio una saracinesca, ci prova anche Chiellini. Niente da fare. Sarà Eder a salvare la nazionale, segno che oriundo fa bene, con un destro a giro. Ormai siamo alla fine della partita. Gabbiadini potrebbe segnare con una magnifica girata ma la palle si perde a pochi metri dai pali. Ancora qualche mischia, poi il fischio finale. Arrivano intanto notizie sulla altre partite per le qualificazioni europee  del girone H, in cui si trovano gli azzurri: la Croazia se ne va in fuga, rifila cinque gol alla Norvegia, uno ne subisce. Sarà la nostra prossima avversaria. L’Azerbaigian batte Malta 2 a 0. La classifica comunque ci vede  bene in corsa, al secondo posto, a due punti dalla Croazia. Conte, intanto, continua ad essere arrabbiato. Ce l’ha con i dirigenti della Juve che lui ha curato come una figlia quasi fossero sue le responsabilità del doloroso infortunio di Marchisio. Sembra addirittura che se ne volesse andare, abbandonando la nazionale. Ora dice solo “Lasciatemi lavorare in pace”. Ora lo aspetta l’amichevole con l’Inghilterra. Amichevole, si fa per dire. Fra Italia e Inghilterra  le strette di mano solo all’inizio della partita.

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