Francia: il capo dei metalmeccanici eletto segretario generale della CGT

Francia: il capo dei metalmeccanici eletto segretario generale della CGT

Il segretario della federazione dei metalmeccanici francesi della CGT, la Confederazione Generale del Lavoro, Philippe Martinez, è stato eletto segretario generale con il 93,4% dei voti, dal CCN, il “parlamentino” del sindacato più grande di Francia, omologo della nostra Cgil. Martinez è il successore di Thierry Lepaon, che si è dimesso in seguito ad uno scandalo relativo all’utilizzazione per fini privati di fondi del sindacato.

Martinez ha 53 anni ed è di origini spagnole. Nel 1982 è stato assunto come tecnico alle industrie Renault di Boulogne-Billancourt. Da allora, Martinez ha scalato tutti i gradini del sindacato CGT, da delegato sindacale di fabbrica fino a segretario generale della Confederazione. Dal 2008 è segretario della federazione dei metalmeccanici della CGT, che conta 60.000 iscritti. Martinez viene descritto dalla stampa francese come un sindacalista molto vicino alle posizioni del Partito Comunista, e dunque, come una specie di “ortodosso” che osserverà una linea rigorosa del sindacato, anche se pragmatica, per quanto alcuni lo accusano “di non aver firmato molti accordi asindacali”. Altri gli contestano l’arretramento dei metalmeccanici CGT in fabbriche importanti quali la Renault e l’Airbus, fino ad essere scavalcato nei numeri dalla CGC. Infatti, quasi un mese fa, quando la sua candidatura venne proposta per la prima volta, “il parlamentino” CGT non lo aveva votato nella misura minima dei due terzi richiesti dallo Statuto. Martinez ha avuto bisogno di una seconda votazione, quella del 3 febbraio, per riportare l’unità del sindacato sul suo nome. Il fatto è che dopo l’affaire Lepaon e dopo la lunga crisi interna, determinata anche dal controverso rapporto coi socialisti di Valls, non più “ortodossi”, la CGT ha davanti a sé un grande lavoro di pulizia da fare. L’ex segretario Lepaon ha messo in evidenza che in quel sindacato vi è un problema di accumulazione di salario sindacale, indennità e rimborsi più o meno fasulli, che fa pensare a una vera e propria “questione morale” e di corretta gestione del patrimonio degli iscritti. Non a caso, secondo le indiscrezioni di Liberation, dall’entourage di Hollande si dice che Martinez “dovrà affrontare soprattutto e velocemente una riforma della CGT, senza della quale proseguiranno le guerre interne”.

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