‘Ndrangheta, nuovo blitz dei Carabinieri tra Roma e Palmi (Rc). Arresti e denunce

‘Ndrangheta, nuovo blitz dei Carabinieri tra Roma e Palmi (Rc). Arresti e denunce
Nel corso della notte tra venerdì e sabato a Roma e Palmi (Reggio Calabria), i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Roma, con la collaborazione dell’Arma locale, hanno arrestato 3 persone in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia. I tre arrestati, tutti di origine calabrese, sono ritenuti responsabili dei reati di favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena, per avere operato al fine di agevolare la cosca della ‘ndrangheta “Bellocco”, operante a Rosarno (RC) e comuni limitrofi. In manette, oggi, sono finiti M. A. (classe ’83), originario di Oppido Mamertina ma residente a Roma in zona Boccea e vicino al clan Gallico di Palmi (RC), C. L. (classe ’83), originario di Palmi, e G.A.R. (classe ’78) originario di Taurianova (RC). La misura cautelare si basa sulle risultanze acquisite dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo Carabinieri di Roma a seguito della cattura dei latitanti Umberto Bellocco (cl. 1983) e Francesco Bellocco (cl. 1989) eseguito dai Carabinieri della Stazione di Roma Casalotti il 24 luglio 2012 nel corso di un normale servizio di controllo del territorio, indagini che hanno consentito di individuare la rete di persone di cui i due Bellocco si avvalevano per trascorrere indisturbati la loro latitanza nella città di Roma.
L’arresto dei Bellocco fu eseguito in circostanze rocambolesche da una pattuglia di Carabinieri in servizio serale che decise di procedere al controllo di un gruppo di giovani che sostavano in strada nei pressi di un complesso residenziale di via Carentino. Alla vista dell’autoradio dei Carabinieri, i giovani si diedero alla fuga al fine di sottrarsi al controllo e i militari riuscirono a bloccarne due i quali, in un primo momento fornirono dei documenti di identità falsi e, successivamente, furono identificati nei citati cugini Umberto e Francesco Bellocco, all’epoca entrambi latitanti da due anni, in quanto destinatari di numerosi provvedimenti restrittivi emessi dalle A.G. di Palmi (RC) e Reggio Calabria nel 2010 per gravi reati, tra i quali anche il reato associativo di tipo mafioso.
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