Palestina: soldati israeliani uccidono ministro di Fatah. Si teme l’escalation della violenza

Palestina: soldati israeliani uccidono ministro di Fatah. Si teme l’escalation della violenza

Il ministro palestinese Ziad Abu Ein, responsabile dei movimenti separatisti di protesta nella West Bank, è morto mercoledì colpito da soldati israeliani. Secondo le prime testimonianze, il ministro era a Ramallah, dove erano in corso le proteste degli abitanti dei villaggi palestinesi Turmusiya e Al Mugheir contro gli insediamenti illegali di Adei Ad, che ha preso il controllo della loro terra e ne ha vietato la coltivazione da parte dei palestinesi. Il ministro era intento a piantare un albero di ulivo, quando è stato colpito dai soldati israeliani, prima col calcio di una pistola, e poi quand’era a terra. Caricato su un’ambulanza, il ministro è spirato durante il tragitto verso il vicino ospedale di Ramallah. Il ministro era un esponente di spicco della corrente di al-Fatah che, dopo un accordo storico con Hamas, ha dato vita al governo di unità nazionale nei Territori palestinesi. Sembra che il ministro sia morto non solo per le percosse subite da parte dei militari israeliani ma soprattutto per aver ingerito notevoli quantità di gas lacrimogeni, Il ministro aveva problemi di salute.

Testimonianze dirette delle botte subite dal ministro palestinese giungono da testimoni indipendenti, un cronista dell’agenzia internazionale Reuters, che ha postato la foto dell’uomo a terra, dopo essere stato colpito, e il cronista Chaim Levinson, del quotidiano israeliano Haaretz, che ha immediatamente inviato online le foto del massacro messo in atto dai soldati israeliani. Confermando la morte del ministro, un membro autorevole dell’OLP, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, ha detto al Guardian: “era andato a Turmusiya a piantare alberi di ulivo nella giornata mondiale dei diritti umani, quando sono arrivati i soldati israeliani per fermare le manfestazioni. Circolano diverse versioni su quanto è accaduto, ma è certo che non è stato ucciso da pallottole”.

Il presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, ha definito la morte del ministro Abu Ein “barbarie”, e “un atto che non si può tollerare né accettare. Prenderemo le misure necessarie dopo i risultati dell’inchiesta sull’incidente”. Il ministro degli esteri palestinese, Riyad al-Maliki ha commentato: “Israele la pagherà”.

L’esercito israeliano ha subito aperto un’inchiesta sulle circostanze che hanno portato alla morte del ministro Abu Ein. Secondo le testimonianze dei militari israeliani, è nato un alterco tra gli stessi soldati, i poliziotti di confine e i palestinesi. Le forze israeliane hanno lanciato bombe lacrimogene e granate contro i manifestanti palestinesi. La fonte israeliana spiega che le truppe erano state minacciate durante gli scontri, che hanno avuto nell’area circostante Ramallah e hanno deciso di aprire il fuoco.

Come si vede, le versioni sono contrastanti. Quello che ci si chiede è cosa accadrà dopo la morte del ministro, evidentemente non accidentale, e se qualcuno in Israele, paese politicamente destabilizzato dopo la decisione di Netanyahu di sciogliere la Knesset e di andare ad elezioni anticipate, vorrebbe tornare a muovere guerra nella Striscia di Gaza e nella West Bank, probabilmente non ancora soddisfatto di quanto è accaduto nel corso dei tragici 50 giorni tra luglio e agosto, con l’avanzata delle truppe israeliane.

Intanto, sul piano delle reazioni internazionali, Federica Mogherini, Alto rappresentante UE in politica estera, ha chiesto “un’immediata, indipendente indagine sulla morte del ministro” ed ha aggiunto che “i rapporti sull’uso eccessivo della forza da parte dei servizi di sicurezza israeliani sono spaventosi”. A sua volta, il segretario generale dell’ONU, Ban-Ki-Moon ha reclamato con forza “un’indagine rapida e trasparente” ed ha invitato ambedue le parti “ad evitare l’escalation del conflitto”. Il  ministro israeliano alla Difesa, Moshe, ha detto inoltre che “l’incidente in cui è morto Ziad Abu Ein è in corso di investigazione da parte dell’IDF. Noi siamo addolorati per la sua morte. Abbiamo offerto all’Autorità palestinese un’indagine congiunta, e avrà luogo un’autopsia congiunta sul corpo del ministro”.

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha annunciato tre giorni di lutto nazionale ed ha concordato con le autorità israeliane il controllo congiunto dei servizi di sicurezza. Abu Ein sarà sepolto giovedì.

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