Is, decapitato l’ostaggio Peter Kassig

Is, decapitato l’ostaggio Peter Kassig

Torna l’orrore con un nuovo video diffuso dagli estremisti islamici dell’Is su diversi siti jihadisti: Peter Kassig, 26enne ostaggio statunitense, è stato decapitato dallo Stato Islamico. “Questo è Peter Edward Kassig, un cittadino americano del vostro paese” dichiara il boia, giustificando la decapitazione per l’impegno statunitense nella guerra contro l’Is. Secondo la Bbc, comunque, ancora non sarebbe possibile confermare che l’ostaggio ucciso sia proprio Kassig, rapito in Siria il 1 ottobre, dove lavorava come operatore umanitario. Nel filmato compare un boia, a volto coperto, in piedi vicino a una testa mozzata. Nello stesso video, compaiono anche diversi soldati siriani decapitati. Sembra che il boia sia ancora una volta il “jihadista John”, l’uomo dall’accento britannico che ha già ucciso i britannici David Haines e Alan Henning e gli statunitensi James Foley e Steven Sotloff. A renderlo noto, Skynews, secondo cui ancora non è chiaro quando il video sia stato girato. Sembra però che il jihadista John sia rimasto colpito in un dei raid aerei a stelle e strisce, anche se il ministero degli esteri britannico non è stato in grado di confermare la notizia.

La disperazione della famiglia di Peter Kassig o Abdul Rahman/Peter

Peter Kassig si chiamava Abdul Rahman/Peter da quando si era convertito all’Islam, durante il periodo di prigionia. Rapito il 1 ottobre, nello stesso mese i membri dello Stato Islamico avevano già minacciato di ucciderlo. La madre di Peter si era rivolta direttamente ad Abu Bakr, il califfo dell’Is, con un appello straziante su Twitter del 9 ottobre: “Sono una donna anziana e Abdul Rahman è il mio unico figlio. Vorremmo parlare con te, come possiamo raggiungerti?”. La famiglia, ora, rimane in attesa di notizie ufficiali da parte del governo.

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