Coronavirus. In Italia 3.916 positivi, 197 morti e 523 guariti dall’inizio della crisi. L’Oms: prepararsi al meglio ad una crisi che potrebbe durare ancora a lungo. Il tonfo delle Borse

Coronavirus. In Italia 3.916 positivi, 197 morti e 523 guariti dall’inizio della crisi. L’Oms: prepararsi al meglio ad una crisi che potrebbe durare ancora a lungo. Il tonfo delle Borse

“Il dato complessivo delle persone che sono positive al Coronavirus è di 3916, il dato complessivo dei guariti è di 523, con 109 in più rispetto a ieri, mentre il numero dei decessi è 197 in totale, 49 persone in più rispetto a ieri” ha detto il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, in conferenza stampa con il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, per fare il punto sull’emergenza coronavirus, spiegando che complessivamente la percentuale dei guariti è l’11,28% del totale mentre i deceduti sono il 4,25%. Il capo della Protezione Civile ha poi aggiunto che l’Oms ha ricordato come “l’Italia stia reagendo energicamente alla epidemia e che ha messo in campo misure di contenimento adeguate. Si tratta di una constatazione che ci conforta rispetto all’attività che stiamo facendo”. Il numero complessivo di contagiati nelle singole regioni (compresi guariti e deceduti) è di 2612 per la Lombardia, 870 in Emilia-Romagna, 488 in Veneto, 159 nelle Marche, 143 in Piemonte, 79 in Toscana, 57 in Campania, 54 nel Lazio, 32 in Liguria, 31 in Friuli Venezia Giulia, 24 in Sicilia, 17 in Puglia, 16 in Umbria, 12 in Molise, 10 nella Provincia autonoma di Trento, 9 in Abruzzo, 7 in Valle d’Aosta, 5 in Sardegna, 4 in Calabria, 4 nella Provincia autonoma di Bolzano e 3 in Basilicata.

Altre zone rosse? Borrelli non si sbilancia. Non andare in pronto soccorso in caso di sintomatologia

Sulla possibilità di istituire nuove zone rosse nel bergamasco o per tutta la Lombardia, Borrelli ha detto che il comitato tecnico scientifico sta analizzando le informazioni e i dati e per domani sarà noto quale sarà la sorte delle aree che sono definite zone rosse. “Dalla settimana prossima dovremmo avere la fornitura di almeno 2 milioni di mascherine chirurgiche. Riusciremo a dare il supporto a tutte le Regioni. Oggi registriamo 395 tende per il pre triage all’esterno degli ospedali, questo per riuscire a trattare preventivamente eventuali persone positive e non infettare i Pronto soccorso”, ha concluso Borrelli. Anche il presidente Brusaferro ha parlato della possibilità di allargare le zone rosse e ha sottolineato che la realtà della Lombardia è particolare “i dati mostrano che c’è un incremento in alcune aree, i dati confermano questa crescita e il comitato tecnico scientifico sta lavorando attentamente per capire e suggerire delle misure da adottare, è in fase di discussione e analisi. La raccomandazione di non andare al Pronto soccorso in caso di sintomatologia è fondamentale. Raccomando come appello, ma anche come dovere civico, che persone positive che sono quarantenate nel loro appartamento non devono recarsi in luoghi pubblici. Non è una bravata – ha concluso Brusaferro – ma una precisa responsabilità non farlo, stiamo studiando eventuali conseguenze per un atto di questo tipo”.

L’epidemia scoppiata tre mesi fa in Cina ha raggiunto 91 paesi, uccidendo oltre 3.400 persone.

Le guarigioni sono oltre 55mila, un numero che fa ben sperare, ma preoccupano i contagi nel resto del mondo, arrivati a 20mila sugli oltre centomila complessivi. Tanto più che il Covid-19 inizia a marciare anche nei continenti con sistemi sanitari più fragili, come l’Africa (41 casi, i primi in Camerun e Togo), l’America Latina ed i Caraibi (34 casi, il primo in Perù). Se in Africa e America Latina la situazione peggiorasse, l’Oms potrebbe alzare il livello di allerta, finora molto alto, dichiarando la pandemia. Per questo motivo, in questa fase, “l’obiettivo prioritario resta ancora il contenimento dell’epidemia”, ha spiegato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, sottolineando che se si rallenta la diffusione “guadagniamo tempo per trovare vaccini e terapie” e tutti i Paesi possono attrezzarsi meglio per curare i pazienti. Guadagnare tempo per prepararsi al meglio ad una crisi che potrebbe durare ancora a lungo, è il mantra dell’Oms, secondo cui “non c’è al momento alcun segnale che ci dica che in estate il coronavirus sparirà come una normale influenza”. Fuori dalla Cina, la Corea del Sud ha superato i 6.500 contagi, con 42 morti, mentre in Iran la situazione è sempre più grave, con un balzo di 1.200 nuovi casi in 24 ore. Anche gli Stati Uniti si sono scoperti più vulnerabili, con 14 morti e 230 contagi estesi a 20 Stati su 50: 33 i casi in quello di New York e 4mila persone in quarantena precauzionale. Si diffonde l’epidemia del nuovo coronavirus in Francia: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 190 nuovi casi di contagio portando il totale a 613. I decessi sono nove. Nel resto d’Europa i contagi sono aumentati in Germania, Gran Bretagna, Svizzera, Spagna, Belgio, Grecia, Islanda e Russia. Ed il coronavirus si è affacciato per la prima volta in Serbia, Slovacchia e nella Città del Vaticano. In Olanda è stato registrato il primo morto.

La Cgil, le scuole sono chiuse ma i presidi sono ancora in attesa della circolare ministeriale

I presidi sono in attesa di una circolare del ministero dell’Istruzione che dia indicazioni rispetto all’applicazione della didattica a distanza e di come, in generale, le scuole devono muoversi in questo difficile momento. “L’ultimo decreto emanato dal governo – spiega Roberta Fanfarillo che rappresenta i dirigenti scolastici della Flc per la Cgil – affida ai presidi l’attivazione della didattica a distanza e delega loro la responsabilità dell’intera procedura ma a seconda dei contesti questa possibilità assume un significato. Il problema è che una procedura sperimentale, che è una buona pratica, è diventata improvvisamente l’unica modalità d’azione per tutte le scuole d’Italia: è una situazione inedita che stentiamo a gestire”. I presidi hanno attivato gruppi di docenti, animatori digitali, professionalità in grado di dare un contributo ai docenti. “Il problema è anche che in zone periferiche del Paese i bambini a casa non hanno internet; in questo senso whatsapp è uno strumento più democratico. Tutti si stanno comunque attivando, comprendendo l’eccezionalità del momento e dalle regioni del nord, con le scuole chiuse da più tempo, stanno arrivando materiali e contributi che vengono diffusi a tutte le altre”, conclude la sindacalista.

Un miliardo per il servizio sanitario nazionale chiamato a fronteggiare l’emergenza coronavirus.

E’ questa, si apprende, la misura che finirà sul tavolo del Consiglio dei ministri, slittato alle 20 e 30, e contenuta in un decreto legge. Le risorse stanziate sono per l’assunzione di circa 20 mila persone fra medici specialisti, infermieri e operatori socio sanitari, ma anche per l’acquisto di dispositivi di ventilazione per la terapia intensiva e sub intensiva. All’esame del Consiglio dei ministri anche le misure di prudenza che riguardano i tribunali, sulle quali si starebbe ancora limando il testo. Il decreto legge contro il coronavirus istituisce le unità speciali. Così funzionerà il ricorso ai medici e al personale sanitario da parte dei pazienti. Con il nuovo decreto per l’emergenza Coronavirus sono in arrivo 4.800 medici, 10 mila infermieri e oltre 5mila operatori socio-sanitari.

La crisi economica mondiale tra coronavirus e tonfo pesante delle Borse

Il coronavirus e il fallimento del vertice Opec+, che non ha trovato un accordo sui tagli alla produzione di petrolio, affondano i mercati. Il nuovo venerdì nero delle Borse europee si chiude con 305 miliardi di capitalizzazione bruciata, un conto che sale a 1.350 miliardi nelle ultime due settimane, da quando cioè si è registrato il primo caso dell’epidemia in Italia. Non basta neanche l’ottimismo di Donald Trump, che invita la Federal Reserve a maggiore coraggio e si dice convinto che i listini rimbalzeranno, per risollevare l’umore degli investitori. L’apertura in rosso di Wall Street, a dispetto dei buoni dati sull’occupazione, si trasforma invece nel definitivo segnale per il sell off. A fine giornata il Cac 40 di Parigi, maglia nera del vecchio continente, va giù del 4,14%. L’Ftse 100 di Londra e il Dax lasciano sul terreno il 3,57% e il 3,34%. A Milano la flessione è del 3,5%, per un conto di 21 miliardi di euro che porta la capitalizzazione di Piazza Affari sotto i 600 miliardi. Nelle due settimane sono 110 i miliardi bruciati dal listino tricolore. Inevitabile, in questo quadro, l’allargamento dello spread, con il Btp che, dopo un picco a 190 punti, ha chiuso la giornata a quota 180, appesantito anche dall’allarme recessione lanciato da Moody’s sul nostro Paese. Per il 2020 l’agenzia di classificazione prevede ora una contrazione di almeno lo 0,5%.

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