L’Italia non cresce, ultima in Europa. Una società inquieta, aggressiva. Ci salvano due commissari, Montalbano, fervida fantasia di Camilleri, e Moscovici (Ue): la Commissione non respingerà la manovra di Bilancio

L’Italia non cresce, ultima in Europa. Una società inquieta, aggressiva. Ci salvano due commissari, Montalbano, fervida fantasia di Camilleri, e Moscovici (Ue): la Commissione non respingerà la manovra di Bilancio

Fortunatamente, ci verrebbe da dire, ci sono due commissari che ci fanno sopravvivere in un paese che affonda non solo dal punto di vista economico, pagando un prezzo elevato alle politiche, si fa per dire, del  governo Salvini-Di Maio. Le previsioni economiche autunnali della Commissione Ue dicono che l’Italia crescerà nel 2020 dello 0,4% a fronte dello 0,7% stimato a luglio. Invariata la stima sul Pil 2019 (+0,1%), quasi niente. Nel 2019 e nel 2020, l’anno cui fa riferimento la manovra di Bilancio, l’Italia si conferma ultima in Europa. Non è un belvedere. Anzi. Alla situazione economica  corrisponde una società sempre  più inquieta, ogni giorno un omicidio, una sparatoria, le donne vittime di aggressioni, la senatrice Segre fatta segno di odio tanto da doverle assegnare la scorta, lo sport, il calcio gli stadi dove i “neri” sono presi di mira, una libreria romana, un luogo di ritrovo antifascista, quartiere Centocelle, per la seconda volta data alle fiamme. Si spara con le pistole, con i fucili, salta in aria un vecchio casolare dove muoiono tre vigili del fuoco, su un treno una donna che lavora alla ristorazione viene accoltellata dall’ex fidanzato, è in fin di vita. Già che c’era, questo ex ha accoltellato anche il nuovo fidanzato. Passiamo alla politica, peggio che andar di notte. C’è una manovra di Bilancio messa a punto con grande difficoltà dal governo giallo-rosso o rosso-giallo, a piacere del lettore.

La manovra. Il peso di 23 miliardi di Iva non consentiva voli pindarici

 Il punto di partenza non consentiva voli pindarici. Avere sulle spalle il peso di 23 miliardi di Iva, il disastro economico creato in pochi mesi dal governo giallo-verde, M5s-Lega, Di Maio e Salvini, un tandem dello sfascio, con lo spread che volava   sempre più in alto, con perdite di centinaia di miliardi, era come l’annuncio di un disastro lasciato in eredità al nuovo governo, insieme a 160 vertenze  che si trovano sul tavolo del ministro dello sviluppo economico lasciate dall’allora titolare del dicastero, guarda caso Giggino Di Maio, oggi passato a  far danni agli Esteri. Non è finita qui. Tutto il peso della manovra di Bilancio è sulle spalle del Pd e di Leu, piccola forza ma politicamente importante, uno spruzzo, un odor di sinistra che fa sempre bene all’anima. Ma il Giggino, Giggetto per i più intimi, non ha la minima idea di cosa sia un programma di governo, non lo concepisce proprio. È rimasto al  contratto  sul quale si basava l’alleanza, o meglio la  spartizione, con Salvini. Questo è mio, questo è tuo, la parola d’ordine. Ora  ripete il giochino con il Pd trovando un alleato in Renzi Matteo che arrivato a governo già fatto ha da sistemare le sue cose per raccattare un po’ di voti con la sua Italia viva, leggi Leopolda. Per Zingaretti è dura la vita. Portare avanti la manovra di Bilancio è una specie di tortura cinese, le gocce d’acqua che ti martellano sulla testa all’infinito.

Le nuotate di Montalbano, le rassicurazioni di  Moscovici nei meandri della Ue

Torniamo così all’inizio. I due commissari chi  sono, che  hanno  a che vedere con la vicenda italiana? Uno è il commissario Montalbano, leggi Luca Zingaretti, leggi gli splendidi racconti di Camilleri, i personaggi che descrive, le indagini, la splendida vista sul mare dalla villetta in cui Montalbano abita, le sue nuotate, pranzi e cene succulenti, donne che lo corteggiano, i colpevoli sempre scoperti. Nicola può sempre rivolgersi al fratello, famiglie molto vicine, una parola di conforto, un consiglio. I malfattori  ci sono ovunque, non solo nella malavita.

L’altro commissario se non esistesse andrebbe inventato. Ci vorrebbe un Camilleri ancora vivo che, invece di occuparsi di malfattori, anche questo è far politica e ringraziamo doppiamente il grande scrittore siciliano, si occupasse di governi, partiti, di risse continue, per dirla in poche parole, potesse essere di conforto a Zingaretti  Nicola. In realtà esiste, si chiama Pierre Moscovici, commissario agli  affari economici  della Unione europea, il quale, di fatto, ha assicurato che la Commissione non rispedirà al mittente la legge di Bilancio messa a punto dal ministro Gualtieri con grande passione e grande fatica che ha avuto ed ha a che fare con personaggi come  Giggino Di Maio, il capo (per ora, ndr) dei pentastellati, e Renzi Matteo, il cui obiettivo non è tanto la legge di Bilancio ma quello di rubar voti al Pd mettendo alla gogna Zingaretti. Dopo aver ottenuto ministri e sottosegretari in quanto Pd, se ne è andato e si è portato via ministri e sottosegretari. Ora è il miglior alleato di Di Maio e, per riflesso, di Salvini. Fa il suo gioco.

L’economia italiana in stallo dal 2018 e non mostra segni di ripresa

Veniamo così alla manovra di Bilancio, alla Commissione Ue alle previsioni economiche autunnali partendo da quello 0,4% di crescita, un nulla, una folata di vento di cui abbiamo detto all’inizio. “L’economia italiana è in stallo dall’inizio del 2018 e ancora non mostra segnali significativi di ripresa”, scrive l’esecutivo Ue che lascia invariata rispetto all’estate la stima sul Pil 2019 (+0,1%). Nel 2020 c’è una “modesta” ripresa della crescita, “grazie a domanda esterna e spesa delle famiglie, che però è attenuata dal mercato del lavoro in deterioramento”. L’Italia si conferma comunque ultima in Europa sia nel 2019 che nel 2020. Ad aggravare la situazione  e mette in agitazione Bruxelles è l’incremento del debito pubblico che, a conti fatti, nel 2019 salirà a 136,2%, e nel 2020 a 136,8%, ben oltre le stime di primavera che lo davano al 133,7% e al 135,2%. Le cause principali sono “debole crescita del Pil nominale, deterioramento dell’avanzo primario” e “costo in aumento delle misure passate” cioè reddito di cittadinanza e quota 100. Quanto al deficit, per la Commissione si attesterà al 2,2% per il 2019 e in leggero aumento al 2,3% nel 2020. L’esecutivo Ue avanza dubbi su parte delle coperture, sul gettito delle misure anti-evasione previsto dal Governo nella manovra 2020. “Ci si aspetta – scrive Bruxelles -che anche le misure addizionali contro le frodi fiscali previste nella manovra 2020 sostengano le entrate” del Governo, “anche se il gettito correlato è soggetto a qualche incertezza”, scrive Bruxelles.

Ue. Un buon rapporto con il  governo Pd/M5S. E i renziani?

Secondo le stime della Commissione i costi di quota 100 e il reddito di cittadinanza “appesantiranno deficit e debito pubblico. Ma ciò non incrina il rapporto con il nuovo governo”, un buon rapporto con il governo Pd-M5s ( singolare, ma non troppo che non si faccia cenno al partito renziano di nuovo conio, ndr) per aver estromesso Salvini, il “sovranista” accompagnato dal calo dello spread. Importante dicono a Bruxelles la fine dell’incertezza politica. Ma proprio in questi giorni fra gli alleati di governo non corre buon sangue. Non sono per caso i continui richiami di Zingaretti alla unità fra le tre componenti del governo, alla fine delle liti, degli attacchi in particolare contro il Pd che vengono sia da Renzi che da Di Maio.

Sempre in tema di manovra è intervenuto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici, assicurando che la Commissione non rispedirà al mittente la legge di Bilancio: “C’è stato uno scambio di lettere non nello stesso clima dell’anno scorso. Non abbiamo pensato di bocciare il bilancio italiano. Abbiamo chiesto precisazioni, abbiamo continuato questi scambi, le decisioni che prenderemo saranno rese note nelle nostre comunicazioni verso il 20 novembre”, ha detto Moscovici. “Non ci sono due pesi e due misure tra l’atteggiamento che avevamo verso il governo  M5s Lega e verso questo governo. Ora stiamo cercando adeguamenti e spiegazioni che possono aiutare a prendere la decisione che non sarà un respingimento della manovra italiana o una procedura di infrazione. Non si può raffrontare il dibattito di bilancio di quest’anno che è serio e rappresenta diversità di approccio rispetto allo scontro di un anno fa che era di cattivo auspicio per le relazioni con l’Italia”. E ripete: “La decisione non sarà un respingimento del bilancio italiano o l’apertura di una procedura ora”. Una nota positiva, di speranza  viene dalla Ue di cui la maggioranza che sostiene, o dice di sostenere il governo, dovrebbe tenere nel giusto conto proprio in uno dei momenti più difficili della vita dell’esecutivo. Non c’è bisogno di tante parole. Basta  ricordare  la vicenda ArcelorMittal,  la minaccia che riguarda  il lavoro di più di diecimila persone, la produzione dell’acciaio, l’arroganza dei padroni, sì così si devono chiamare, secondo un  linguaggio che era caro alla sinistra, le lotte dei lavoratori di cui parliamo in altra parte del giornale.

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