I sindacati a Conte: urgente un vero confronto. Il premier: “Remiamo insieme per il bene del Paese”. Segnali di discontinuità con il Conte gialloverde. Positive valutazioni di Fornaro (Leu) e De Petris (Misto Senato)

I sindacati a Conte: urgente un vero confronto. Il premier: “Remiamo insieme per il bene del Paese”. Segnali  di  discontinuità con il Conte gialloverde. Positive valutazioni di Fornaro (Leu) e De Petris (Misto Senato)

Non c’è più tempo da perdere se il governo vuole davvero un confronto con i sindacati  sui problemi urgenti che devono essere affrontati  per affrontare una situazione  del nostro paese che non volge al meglio. Anzi, non ci sono segnali di ripresa, al massimo siamo in presenza di una stagnazione che  precede una fase recessiva. Inutili i tentativi, a partire da Istat volti a presentare uno stato del paese nel segno dell’ottimismo. In particolare vengono diffusi ogni trimestre dati relati alla occupazione nel segno dell’ottimismo in particolare per quanto riguarda l’occupazione che sarebbe sempre in crescita. Il giochino non regge più. Perché le ore lavorate diminuiscono di continuo, la cassa integrazione sale vertiginosamente, le aziende in crisi, non riescono a risollevarsi. Nel frattempo incombono scadenze non rinviabili destinate a produrre effetti determinanti sulla nostra economia quali il 27 settembre la presentazione alla Commissione Ue della Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza. che indica la strategia economica e di finanza pubblica nel medio termine. Dopo la Nota sarà la volta del Dpb, il progetto di documento programmatico di bilancio che dovrà arrivare alla commissione Ue e all’eurogruppo. Entro il 20 ottobre, il governo deve presentare alle Camere il disegno di Legge di Bilancio il cui iter parlamentare dovrà chiudersi entro il 31 dicembre. Priorità assoluta come ha sottolineato il ministro dell’ Economia Roberto Gualtieri, scongiurare l’aumento Iva con la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia  Iva, che costano per il prossimo anno 23,1 miliardi.

Il precedente governo gialloverde non ha lasciato niente in eredità

Tempi stretti quelli del confronto fra governo a sindacati che è ripreso. Niente, di  fatto, ha lasciato il governo gialloverde, pentastellati e Lega, in eredità al governo giallorosso, pentastellati, Pd con l’arrivo, da una porta secondaria dei fuoriusciti dal Pd al seguito di Renzi Matteo e la sua, proprio sua, lista, partito, non si sa bene cosa, che porta il nome di Italia Viva. E lui, inutile dirlo, sarebbe il salvatore. Unica eredità, ci correggiamo, quella del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il quale ha già avuto occasione di incontrare i dirigenti di Cgil, Cisl, Uil quando occupava Palazzo Chigi per conto dei gialloverdi. È tornato ad incontrare le tre Confederazioni sindacali in vista della manovra di autunno insieme ai ministri dell’Economia e del Lavoro, Roberto Gualtieri e Nunzia Catalfo. Si è discusso in particolare sul metodo del confronto. Il premier ha sottolineato  che “l’ascolto delle parti sociali è un metodo di lavoro che ho adottato sin dall’inizio e che intendo proseguire”. Ma, nella precedente versione, il Conte gialloverde non era mai entrato nel concreto. Solo generici impegni, la “ciccia”, come si dice in gergo è rimasta in qualche cassetto.

Il premier indica le priorità riprendendo il programma approvato dalle Camere

Ha indicato le priorità, riprendendo il programma di governo presentato e approvato dalle Camere. “Il nostro obiettivo -ha detto – è quello di remare insieme per il bene del Paese. Temi come l’alleggerimento della pressione fiscale a partire dalla riduzione delle tasse sul lavoro, una nuova agenda di investimenti ‘verdi’, e un piano strutturale di interventi per il Mezzogiorno sono priorità che siamo determinati a mettere al centro della prossima manovra economica. Temi che hanno bisogno di misure concrete, tempi e contenuti, sui quali il confronto con i sindacati a concreti interventi deve approdare. Abbiamo un quadro di finanza pubblica che ci impegna con vincoli precisi. Vogliamo tenere i conti in ordine. Sarà fondamentale una seria lotta all’evasione fiscale. Tutti – ha sottolineato – devono pagare le tasse per pagarne meno”. Conte, nel corso dell’incontro, ha fatto riferimento anche al “tema della sicurezza sul lavoro che è al centro dell’agenda di governo” e alla necessità di potenziare le misure in favore della prevenzione dei troppi incidenti sul lavoro.

Gualtieri. Programmazione e concretezza degli obiettivi

Il ministro dell’Economia, Gualtieri, ha fatto un passo avanti indicando alle parti sociali una programmazione per dare concretezza agli obiettivi. “L’orizzonte del governo triennale è fondamentale – ha detto – per rilanciare la crescita e l’occupazione” in vista del lavoro comune. Per il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, “è positivo che si riapra un canale di confronto, discussione, di ascolto nel Paese con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Sul piano del metodo è un fatto molto importante che il nuovo governo abbia accettato di confrontarsi con noi sia sulla legge di bilancio, il fatto che con il presidente del Consiglio, con il ministro dell’Economia e del Lavoro si discuta di legge di bilancio, di riforma fiscale, è un fatto nuovo che in questa forma non si era ancora realizzato”.

Landini (Cgil): definiamo nei prossimi giorni un calendario di appuntamenti

La Cgil, prosegue Landini, accoglie “favorevolmente l’impegno a definire, nelle prossime ore o nei prossimi giorni, un calendario di appuntamenti, così da avere un altro incontro in cui il governo prima della legge di Bilancio, ovvero di metà ottobre, dovrà dire concretamente cosa intende fare, andando oltre i titoli. Poi definiremo una serie di tavoli tematici di approfondimento”. Il segretario generale della Cgil si è poi soffermato su due capitoli, quelli che riguardano quota 100 e reddito di cittadinanza: “Pensano che una serie di provvedimenti abbiano una loro conferma dentro alla nuova manovra che faranno. Noi su entrambi i temi abbiamo detto che vorremmo fare un’analisi concreta di quello che è avvenuto, per capire se veramente quello strumento è servito per combattere la povertà o se sono necessari dei miglioramenti o aggiustamenti. Così come abbiamo ribadito che il problema della revisione della legge Fornero non è solo quota 100”. E sul salario minimo afferma: “A Conte abbiamo ribadito che, per quanto ci riguarda, è importante arrivare a una normativa, se necessario anche di legge, che dia validità erga omnes ai contratti. Che poi è il modo migliore per tutelare non solo la paga oraria, ma tutti i diritti che un contratto sancisce oltre la paga oraria”. Landini rispondendo a domande rivoltegli dai giornalisti a proposito della “discontinuità” con il precedente governo, uno dei temi di discussione a proposito della conferma a presidente di Conte, ha sottolineato che “Sicuramente, ad oggi, già il fatto che ci sia un incontro con il presidente del Consiglio e i ministri, che si discuta con le organizzazioni sindacali di che legge di Stabilità si fa, di che riforma fiscale si fa è un fatto nuovo che, in questa forma, non si era ancora realizzato”. Ed ha aggiunto: “è chiaro che sui titoli conveniamo, la questione è qual è lo svolgimento e quali sono le scelte che vengono fatte. Ci sono titoli importanti, il tema è che noi ci aspettiamo quel cambiamento e quella svolta che pure oggi il premier e i ministri hanno confermato essere obiettivo di questo governo. Per quello che ci riguarda, naturalmente, un cambiamento è combattere seriamente l’evasione fiscale e avviare già da questa legge di Stabilità la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti e i pensionati”.

Furlan (Cisl). Un buon punto di partenza il programma esposto dal premier

Apprezzamento dalla segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan per “toni e contenuti”.  “Un buon punto di partenza il programma esposto dal presidente del Consiglio, ma ora bisogna individuare un percorso comune con il governo per dare una scossa all’economia”. “Positivo – dice – riconfermare il ruolo centrale dell’Italia in Europa e la progressività del sistema fiscale – ha sottolineato Furlan -. La riduzione delle tasse è fondamentale per alzare le buste paga dei lavoratori e sostenere anche le imprese che producono per il 75% per i consumi interni. Abbiamo chiesto, così come aveva fatto Landini, anche un segnale per i nostri pensionati e pensionate. Le pensioni italiane sono in assoluto le più tassate in Europa”.

Barbagallo (Uil). Bene l’incontro dal punto di vista del metodo

Il segretario generale della Uil, Barbagallo, in sintonia con Landini e Furlan ha affermato che “l’incontro dal punto di vista del metodo è andato bene. Ci auguriamo, e c’è stato l’impegno da parte dei ministri, di portare avanti tutta la piattaforma che abbiamo definito. Abbiamo specificato che noi non siamo per tutto e subito ma nemmeno per il niente e mai, se questo è un governo di svolta la prima cosa che deve fare è mettere la freccia e andare nella direzione giusta che è quella dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani”. Sottolinea che “i pensionati hanno sempre fatto da bancomat del Paese. Ora serve una svolta, bisogna dare un segnale positivo ai 15 milioni di pensionati che, peraltro, svolgono anche una funzione di ammortizzatori sociali. Serve l’adeguamento delle pensioni, dunque, e l’avvio delle Commissioni per la separazione della previdenza dall’assistenza e per l’individuazione dei lavori gravosi. Così com’è altrettanto urgente – osserva – prevedere risorse per il rinnovo dei contratti”.  I ministri Gualtieri e Catalfo hanno dato chiarimenti, il primo sulla manovra di bilancio, sulla elaborazione della nota di aggiustamento, sulle linee di politica economica e sociale che il governo intende seguire. La ministra Catalfo ha annunciato che la firma della convenzione sulla rappresentanza sindacale, in calendario giovedì all’Inps, con Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, che dà il via alla misurazione e certificazione del ‘peso’ delle sigle, è “un passo importante”.

I primi commenti positivi da parte delle forze politiche.

Arrivano i primi commenti dalle forze politiche. Loredana de Petris, presidente del Gruppo Misto del Senato sottolinea che “si iniziano a riaprire canali reali di comunicazione tra governo e forze sociali al posto della propaganda chiassosa dell’ultimo anno. È importante e positivo che il premier abbia messo ai primi posti il Piano sicurezza per il lavoro, gli investimenti verdi e il piano di interventi strutturali per il Mezzogiorno. È di questo che l’Italia ha bisogno”. Federico Fornaro, capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, afferma: “L’incontro con i sindacati promosso dal presidente Conte tra i suoi primi atti dell’attività governativa rappresenta un segnale positivo. La ripresa del confronto periodico con le parti sociali, infatti, è essenziale per ricostruire quella coesione sociale e istituzionale, necessaria per superare un clima improduttivo di sterili contrapposizioni”. “La prossima manovra – ha sottolineato – sarà il primo banco di prova del governo in cui dovranno esserci alcuni fondamentali segnali di svolta nel segno della giustizia sociale, a cominciare anche dal metodo di ascolto e confronto con i sindacati e le associazioni. Giù le tasse sul lavoro, lotta all’evasione e piano straordinario per la sicurezza”.

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