Fusione Fca-Renault. Si riaprono spiragli. Resta il nodo Nissan

Fusione Fca-Renault. Si riaprono spiragli. Resta il nodo Nissan

Si riaprono spiragli per le nozze tra Fca e Renault, ma sullo sfondo resta ancora da sciogliere il nodo dell’alleanza tra la casa francese e il socio Nissan che a giudizio di molti analisti resta il principale ostacolo sulla ripresa delle trattative. A far capire che la porta per l’alleanza tra Fca e Renault non è definitivamente chiusa è stato il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire che in una conferenza stampa ha spiegato che “il progetto di fusione con Fca resta una bella opportunità”. Il ministro ha però ribadito quali sono i paletti che vanno rispettati nel condurre l’operazione. Secondo Le Maire dovrebbero essere preservati “la continuità” dell’alleanza con Nissan e Mitsubishi, oltre alla salvaguardia dell’occupazione industriale. E su questo punto Le Maire ha sottolineato di avere fiducia nel presidente di Renault Jean-Dominique Senard per procedere con il “rafforzamento dell’alleanza tra Renault e Nissan” che il ministro giudica indispensabile in vista del matrimonio con Fca che senza il via libera del socio giapponese non appare realizzabile.

E su questo terreno Nissan, secondo fonti citati da Reuters, in cambio del sì avrebbe chiesto ai soci francesi di scendere dalla quota del 43,4% detenuta in Nissan. Una possibilità non esclusa neanche dallo stesso Le Maire. I rapporti tra Renault e Nissan restano comunque sotto osservazione, anche se a livello di governo i ministri delle Finanze di Giappone e Francia assicurano che i malintesi degli ultimi tempi sono stati chiariti. Secondo quanto riportato dal Financial Times la casa francese, partner e maggiore azionista di Nissan, è pronta a bloccare una riforma della governance dell’azienda giapponese, nel timore che questa possa comportare una sua perdita di influenza. Stando a quanto riportato dal quotidiano economico-finanziario, in una lettera inviata al numero uno di Nissan, Hiroto Saikawa, il presidente di Renault, Jean-Dominique Senard, ha annunciato che i suoi rappresentanti si asterranno durante il voto sulla creazione di tre comitati (nomine, audit e remunerazione), in occasione dell’assemblea generale dei soci del costruttore giapponese, programmata per il 25 giugno. Una astensione che bloccherebbe la riforma, dal momento che questa dovrebbe essere approvata con una maggioranza dei due terzi.In Italia i riflessi dell’operazione restano intanto al centro dell’attenzione. E se il segretario della Cisl Annamaria Furlan lamenta l’occasione persa, il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro non si pronuncia nel dettaglio sul matrimonio ma osserva: “Vedo come inevitabile un consolidamento dimensionale nel settore dell’automotive e quindi sono sicuro che un simile scenario si dovrà realizzare”.

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