Nuccio Iovene. Articolo1-Mdp, Sinistra italiana, Possibile, divisi alle elezioni… Invece di guardare avanti tornano ai punti di partenza. L’assenza di un confronto politico, esplicito, pubblico. Lacerazioni spesso sbagliate, incomprensibili

Nuccio Iovene. Articolo1-Mdp, Sinistra italiana, Possibile, divisi alle elezioni… Invece di guardare avanti tornano ai punti di partenza. L’assenza di un confronto politico, esplicito, pubblico. Lacerazioni spesso sbagliate, incomprensibili

A pochi giorni dalla scadenza del 17 aprile per la presentazione delle liste per le elezioni europee le cose sono ormai definitivamente chiare: le tre “forze” politiche, o meglio i tre raggruppamenti che solo un anno fa in occasione delle elezioni politiche avevano dato vita a Liberi e Uguali, e cioè Articolo Uno-MDP, Sinistra Italiana e Possibile si presenteranno divise e con collocazioni diverse. Le motivazioni ed i percorsi che hanno portato a questo approdo sono però un po’ meno chiari. Innanzitutto per l’assenza di un confronto politico esplicito, pubblico, in grado di evidenziare le ragioni di scelte diverse e consentire a ciascuno di sentirsi parte di una decisione, caparbiamente evitato nel corso dell’ultimo anno. Un’esperienza politica che comunque aveva raccolto un milione di elettori e fatto sperare finalmente in un processo aggregativo a Sinistra è stata liquidata praticamente nel silenzio generale e con i protagonisti principali impegnati più a non rimanere con il cerino acceso in mano che ad evitare l’ennesima diaspora. Come già era successo all’esperienza della Sinistra Arcobaleno dieci anni prima invece di guardare avanti è prevalso il ritorno ai rispettivi punti di partenza.

Liberi e Uguali un gruppo parlamentare sempre più in imbarazzo

 Liberi e Uguali probabilmente continuerà ad essere, per il momento, la denominazione di un gruppo parlamentare sempre più in imbarazzo, i cui membri saranno impegnati fin dalle prossime ore su proposte politiche diverse e messo in frigorifero in attesa di leggere i risultati elettorali del 26 maggio. La lista aperta, da Calenda a Tsipras, annunciata da Zingaretti  nuovo segretario del Pd vede certamente Calenda capolista nel Nord Est, ma non Tsipras che con il suo partito Syriza corre in collegamento con la Sinistra Europea e candida in Grecia Luciana Castellina. L’allargamento a sinistra delle liste del Pd al momento si limita quindi alla candidatura dell’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, come capolista nel Nord Ovest, alla candidatura di Massimiliano Smeriglio, vice presidente con Zingaretti alla Regione Lazio e prima con lui anche alla Provincia di Roma in un sodalizio ormai più che decennale, e due candidature per Articolo Uno-MDP (Cecilia Guerra ex capogruppo al Senato e Massimo Paolucci parlamentare europeo uscente, entrambi eletti in precedenza dal Pd).

 I mugugni dei renziani e di Calenda. Rinuncia della Schlein, brava parlamentare uscente

 Ovviamente non sono mancati i mugugni dei renziani e dello stesso Calenda mentre queste pur timide aperture dovranno fare i conti con due semplici ma durissime realtà: la prima è che nonostante i tentativi generosi di recupero da parte di Zingaretti il Pd si fermerà assai lontano dal 40% delle elezioni europee precedenti e quindi registrerà una riduzione consistente degli eletti, la seconda è che a contare saranno esclusivamente le preferenze e quindi l’esito reale, in termini di rappresentanza, di questa apertura sarà tutto da vedere dopo il 26 maggio. Possibile, dopo un referendum interno che l’ha visto dividersi praticamente a metà, ha deciso di presentarsi in lista con i Verdi, scelta che ha comportato la rinuncia a ricandidarsi della loro unica, e brava, parlamentare europea uscente Elly Schlein dopo aver preso atto che i suoi sforzi per unire ecologisti e sinistra in un’unica lista erano caduti nel vuoto. Dopo dieci anni di collocazioni diverse e contrapposte invece, anche se con la sola positiva parentesi delle passate europee, Sinistra Italiana, Rifondazione (che nel frattempo si è separata da Potere al Popolo) e quel che resta dell’Altra Europa con Tsipras si ritrovano nella lista La Sinistra, collegata con il GUE-Sinistra Europea.

Lo scoglio dello sbarramento al 4%. Enorme spreco di risorse umane

Entrambe queste liste così come quella che vede insieme +Europa della Bonino, Italia Bene Comune di Pizzarotti e Partito Socialista dovranno innanzitutto superare lo scoglio dello sbarramento al 4%. L’impressione prevalente che deriva da quanto accaduto negli ultimi mesi e dagli esiti a cui si è giunti è quella che scelte e decisioni più impegnative siano state volutamente rimandate a dopo le elezioni in attesa di vedere quali tendenze si manifesteranno nell’elettorato dopo un anno di Governo giallo verde, dopo il cambio al vertice del Pd, e in attesa di pesare ciascuna delle forze in campo. Questo però senza tener conto di due aspetti tutt’altro che irrilevanti: l’enorme spreco di risorse umane, di esperienze ed intelligenze accompagnato da  abbandoni e delusioni registratosi a sinistra in questi anni, e la sempre crescente difficoltà di rendere credibile una qualsiasi proposta unitaria dopo anni di divisioni e lacerazioni spesso incomprensibili e in molti casi sbagliate.

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