Voto in Basilicata. Le considerazioni del giorno dopo di vincitori e sconfitti. Per il Cattaneo, risultato storico positivo per il centrodestra, e negativo per il centrosinistra

Voto in Basilicata. Le considerazioni del giorno dopo di vincitori e sconfitti. Per il Cattaneo, risultato storico positivo per il centrodestra, e negativo per il centrosinistra

Il centrodestra moltiplica per due volte e mezzo i voti nelle Regionali di domenica in Basilicata rispetto a quelli del 18 novembre 2013, salendo da 48.370 a 122.548 voti, soprattutto grazie all’exploit della Lega, che cinque anni fa non si era neanche presentata e che domenica ha raccolto 55.393 suffragi. Se il raffronto viene invece effettuato, per ragioni temporali, con le politiche del 4 marzo 2018, il dato più evidente è il marcato calo di M5S che si è attestato a 58.658 rispetto ai 139.158 delle politiche di appena un anno fa. Ma i pentastellati crescono nettamente rispetto alle Regionali 2013, passando dai 32.919 voti ai 60.070 di domenica (20,32%). E mantengono il primato come partito. Se il centrodestra è il vincitore di queste Regionali della Basilicata, la geografia interna è completamente riscritta. Fi, domenica ha raccolto 26.457 voti dei 122.548 dell’intera coalizione, mentre nelle precedenti Regionali ne controllava il 57% (29.022 su 48.370). Anche il paragone con le politiche consegna gli stessi trend; nel marzo 2018 Fi ottenne 38.906 voti (12,40%), cioè il doppio della Lega (19.704 voti pari al 6,28%), mentre Fdi aveva raccolto il consenso di 11.587 elettori (3,69%). Il centrosinistra risulta in forte ridimensionamento rispetto al 2013 e in ripresa sul 2018, ma con il Pd fermo: la coalizione ha raccolto esattamente 96.000 voti (33,18%) rispetto ai 148.381 (62,75%) delle precedenti Regionali. Di questi il Pd ne aveva avuti 58.730 (24,84%) e i restanti le altre liste (civiche e di partiti); domenica il Pd si è fermato a 22.423 voti pari solo al 7,75%, superato da Avanti Basilicata 24.957 (8,63%), a cui si aggiungono altre liste civiche ad esso riconducibili. Alle politiche 2018 il centrosinistra ottenne 61.547 voti (19,62%), di cui 50.653 al Pd (16,15%).

L’analisi dell’Istituto Cattaneo: risultato storico in positivo per il centrodestra, e in negativo per il centrosinistra

Le elezioni regionali in Basilicata hanno prodotto un “risultato storico per il centrodestra”: lo rileva una prima analisi sui voti dell’Istituto Cattaneo. La coalizione ha ottenuto il suo miglior risultato nelle elezioni regionali dal 1995 ad oggi, superando il 42% dei consensi. Un successo che va attribuito soprattutto alla crescita della Lega, che cinque anni fa addirittura non si era presentata. Da allora il centrodestra ha raddoppiato i propri consensi. In maniera speculare, è storico anche il risultato per il centrosinistra che in Basilicata raccoglieva mediamente il 56% dei consensi: in cinque anni li ha praticamente dimezzati passando dal 62,7% al 33,3%: un dato che riflette sia fattori contingenti (legati alle vicissitudini giudiziarie del governatore uscente) sia strutturali, come lo slittamento di un numero consistente di voti verso il centrodestra e il M5s. Per quanto riguarda il M5s, infine, se è vero che rispetto alle politiche ha perso moltissimi voti, confermando l’andamento “a fisarmonica dell’elettorato cinquestelle”, le elezioni di ieri hanno dato anche un segnale positivo, visto che nel 2013 il M5s alle regionali lucane raccolse meno della metà dei voti. “Il che indica – sostiene il Cattaneo, nell’analisi curata da Marco Valbruzzi – non solo una crescita di voti, ma anche un progressivo radicamento del M5s in Basilicata: un fenomeno in controtendenza rispetto a quanto osservato nelle regionali dei mesi scorsi”.

Il Pd nel caos. Mentre alcuni festeggiano, altri rimproverano: “non possiamo essere come Toto Cutugno eterni secondi” 

Il secondo posto ottenuto in Basilicata, stesso piazzamento delle precedenti quattro tornate elettorali in altrettante regioni, riaccende lo scontro tra maggioranza e minoranza del Partito Democratico. I renziani, che fino ad oggi hanno retto sulla linea del ‘no al fuoco amico’ imposta dal leader, scatenano le batterie dei social network e attaccano con Luciano Nobili e Anna Ascani, mozione Giachetti: “Da quando Matteo Renzi si è dimesso abbiamo perso Friuli, Molise, Abruzzo, Sardegna, Basilicata, Trento e Bolzano. Ma il problema era il carattere di Renzi, ovvio. E finalmente oggi, senza di lui, tutti felici per il secondo posto in Basilicata: felici e perdenti”, scrive Nobili, mentre Ascani tira in ballo il secondo piazzato per antonomasia: “Alla sesta volta credo che persino il grande Toto Cutugno abbia smesso di esultare per il secondo posto. Noi abbiamo intenzione di andare avanti parecchio?”. La soddisfazione del segretario, Nicola Zingaretti, è tuttavia “ben motivata” a sentire i parlamentari a lui più vicini. Tra i non molti esponenti riconducibili al presidente della Regione Lazio alle Camere – dove la maggioranza è ancora renziana in virtù delle liste elettorali stilate dall’ex segretario per le elezioni 2018 – c’è la consapevolezza che ottenere il secondo posto dopo 24 anni di governo ininterrotto e l’inchiesta sulla sanità locale che ha coinvolto l’ex governatore Marcello Pittella, non era un risultato scontato. Dunque, se non si può festeggiare, il secondo posto in Basilicata è per la nuova maggioranza dem sicuramente motivo di soddisfazione. “I numeri del Pd e del centrosinistra sono questi”, conferma Marco Miccoli, responsabile Comunicazione del partito”. Non solo: quanto sia importante il secondo posto ottenuto è rappresentato anche dai seggi nel consiglio regionale dove Salvini elegge 6 consiglieri contro i 5 del Pd (Comunità Democratiche – Pd e Avanti Basilicata più il candidato Trerotola), un quarto del consiglio. Di tutto questo, Nicola Zingaretti parlerà domani, alle 10 al Nazareno, nel corso della direzione nazionale del Pd. Una direzione convocata per chiedere il pieno mandato a ragionare di alleanze in vista delle prossime elezioni amministrative e delle elezioni europee. L’intento di Zingaretti è chiudere la partita delle alleanze per le europee e poter, poi, presentare il logo. Si continua a ragionare per le amministrative su una alleanza che comprenda Leu, Italia in Comune, Democrazia Solidale e Più Europa. Per quello che riguarda le Europee, invece, rimane l’ipotesi Pd-Siamo Europei allargata alle realtà civiche e sociali. Sempre durante l’appuntamento di domani, il segretario e la direzione faranno il punto sull’esito del voto in Basilicata.

Pd, Zingaretti prende atto della sconfitta e rilancia sulle europee

“Purtroppo in Basilicata eravamo arrivati ad un punto da presentare addirittura quattro simboli diversi, anzi per la verità il simbolo del Pd neanche era stato presentato, si è presentato insieme ad una dicitura ‘Comunità democratiche’. Insieme questi quattro simboli raccolgono circa il 23% rispetto al 16% delle politiche, però è ovvio che bisogna cambiare e io trovo solo una convinzione: continuare su un processo di rafforzamento e di unità del Pd e di allargamento delle alleanze. Sono i due pilastri di una stagione che io credo che insieme dobbiamo costruire senza divisioni, rafforzare e rinnovare il Pd e ricostruire un schema di alleanze rispetto a un popolo che vediamo, quando si propone questo schema, reagisce e ritorna, ancora in maniera non sufficiente per vincere, ma quello è il nostro obiettivo, come per le europee”. Nicola Zingaretti prosegue: “io penso ad una battaglia per una nuova Europa che sarà l’Europa del lavoro, della scuola e della conoscenza, quindi un’Europa che sperimenti anche forme inedite per sentirsi e farsi vedere più vicina alle persone come con l’assicurazione europea contro la disoccupazione o il fondo europeo per la casa alle nuove generazioni. Cose molto concrete per far vedere che abbiamo in testa un’idea di Europa per le persone che inizi dal lavoro come grande scommessa della nuova fase storica”.

Ma anche tra Lega e M5S è giunto il momento di fare le verifiche. Salvini sempre più egemone, Di Maio in costante difficoltà

Dopo che la Basilicata ha mostrato l’ennesima divaricazione di consensi all’interno della maggioranza di governo, tra una Lega sempre più in crescita e un Movimento 5 Stelle sempre più in calo, Matteo Salvini ha provato a tranquillizzare il suo alleato nazionale, spiegando in conferenza stampa a Milano che “non ho incassi politici da realizzare, il mio orizzonte politico è di 4 anni”. Secondo il leader leghista infatti “gli sconfitti stanno a sinistra, i cinquestelle non hanno mai avuto grandi successi a livello regionale e comunque hanno avuto un buon risultato, se fossi in Luigi Di Maio non mi preoccuperei, per quello che mi riguarda si va avanti tranquillamente così”. Eppure la situazione tra i due rischia di scricchiolare nuovamente solo pochi minuti dopo, sul capitolo cittadinanza: proprio mentre Salvini, ancora in conferenza stampa, prendeva tempo sull’ipotesi di concederla al piccolo Ramy, il tredicenne-eroe egiziano che ha contribuito a sventare il dirottamento dell’autobus pieno di studenti vicino a Crema la scorsa settimana, (“Stiamo facendo gli approfondimenti del caso, non sul ragazzino su cui non c’è nulla da approfondire, ma sulla concessione. Se non ci saranno problemi sarò il più felice del mondo”), Luigi Di Maio pubblicava un post su Facebook dal tono molto più deciso: “Su Ramy confido in una rapida risoluzione per quanto riguarda la cittadinanza per meriti speciali. Quel bambino di origini egiziane ha compiuto un gesto straordinario. Durante l’assalto a San Donato Milanese ha avuto il coraggio di chiamare i Carabinieri e salvare così la sua vita e quella dei suoi compagni. Come sapete nei giorni scorsi ho scritto anche ai ministeri competenti per fare in modo che la sua pratica arrivi presto al Consiglio dei Ministri. Mi aspetto che accada. Anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è d’accordo”.

Fratoianni: “anche in Basilicata la sinistra politica e sociale è viva e vegeta”

Il voto in Basilicata, afferma Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, “ci consegna diverse conferme e una notizia. Il centrodestra a trazione leghista vince ancora. La riedizione di un centrosinistra balbettante e in continuità con le stagioni precedenti dimostra di non essere competitivo e il Movimento 5 Stelle continua nella sua fragorosa discesa”. Nicola Fratoianni sostiene: “fin qui le conferme di un trend facilmente prevedibile. La notizia è che la sinistra politica e sociale – a cui va il nostro ringraziamento per l’impegno da Valerio Tramutoli a tutti i candidati e le candidate di Basilicata Possibile – che mette al centro una proposta radicale e comprensibile capace di tenere assieme giustizia sociale e centralità della questione ecologica, è viva e vegeta”.

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