Legittima difesa. Alla Camera vince la destra estrema, amante del far west, mentre il M5S batte in ritirata. Commercianti contro, non vogliono le pistole

Legittima difesa. Alla Camera vince la destra estrema, amante del far west, mentre il M5S batte in ritirata. Commercianti contro, non vogliono le pistole

“Presto regaleremo agli italiani” la nuova legge sulla legittima difesa. L’annuncio di Matteo Salvini, che vede in arrivo l’ok definitivo entro domani, non appare lontano dal realizzarsi: il patto Lega-M5s regge, modifiche dal partner di governo non ne vengono proposte, il soccorso delle forze di centrodestra garantisce numeri larghi. Ma anche la legittima difesa stressa la tenuta della coalizione parlamentare di maggioranza: nelle votazioni dell’aula della Camera sugli emendamenti non mancano tra i deputati del Movimento 5 stelle le assenze “ingiustificate” (cioè di parlamentari che non sono in missione o in malattia). E nel voto segreto, arrivano anche i franchi tiratori. Mentre, curiosamente, il dibattito dell’assemblea si svolge in sostanza fra Pd, Forza Italia e Fratelli d’Italia: la maggioranza, come è stato fatto rilevare in più occasioni dai parlamentari dem, tace e vota.

Lo scontro politico in aula a Montecitorio si concentra soprattutto sull’articolo 1, il cui carattere più significativo è l’introduzione della legittimazione della difesa armata in qualsiasi condizione, attraverso l’introduzione della parola “sempre” dopo il verbo “sussiste” all’articolo 52 del Codice penale laddove parla del rapporto di proporzione fra offesa e difesa. Il provvedimento è di fatto una bandiera della Lega, agli stellati non è stato concesso spazio per proporre modifiche e così gli assenti del M5s sono numerosi: una volta 29, una volta 32 (missioni a parte). Tra gli assenti, qualche parlamentare già in dissenso con le posizioni del gruppo sul decreto sicurezza o sulle recenti mozioni in materia di global compact sulle migrazioni, come Yana Chiara Ehm, Doriana Sarli, Gilda Sportiello. La maggioranza non corre reali rischi numerici perché la legittima difesa faceva parte del programma del centrodestra e gode del favore di Forza Italia e di FdI (che pure chiedono modifiche, tutte bocciate in aula, essendo un provvedimento in seconda lettura, già approvato dal Senato e che quindi va portato in fondo senza modifiche se si vuole dar corpo all’auspicio di Salvini). Ma è su un emendamento del deputato del Pd Alfredo Bazoli (1.10) che i segnali di malumore dall’interno della maggioranza diventano più concreti. Il voto è segreto, ma i votanti previsti a favore sono 92 del Pd, 12 di LeU, 6 del gruppo misto. I favorevoli all’emendamento sono invece 125. Piccola salva di avvertimento, che non avrà conseguenze, ma dimostra che la navigazione della coalizione gialloverde continua a tenere in sofferenza il partner di maggioranza relativa, quel M5s già punito nelle elezioni regionali e minacciato da un vero e proprio crollo nei sondaggi d’opinione.

Via libera anche all’articolo 2 che pone fine all’eccesso colposo di legittima difesa

Via libera dell’Aula della Camera anche all’articolo 2 della riforma della Legittima difesa, i voti a favore sono 378, i contrari 103. L’articolo 2 modifica l’articolo 55 del codice penale sull’eccesso colposo. L’articolo inserisce tra le cause di non punibilità chi si è difeso in “stato di grave turbamento”. Con l’approvazione dell’articolo 2, il codice penale, all’articolo 55 che disciplina l’eccesso colposo, viene così modificato, introducendo un nuovo comma: “Quando, nel commettere alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 51, 52, 53 e 54, si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall’ordine dell’autorità ovvero imposti dalla necessità, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo”. “Nei casi di cui ai commi secondo, terzo e quarto dell’articolo 52, la punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito nelle condizioni di cui all’articolo 61, primo comma, numero 5), ovvero in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto”. Di fatto, quindi, viene riconosciuta la legittima difesa e, quindi, la non punibilità di chi si difende, se lo ha fatto in stato di “grave turbamento”.

I commercianti non ci stanno a celebrare la nuova barbarie medievale di Salvini e delle destre

Gioiellieri, tabaccai e benzinai sebbene siano tra le categorie di commercianti più esposte ad attacchi criminali, subendo furti e rapine anche reiteratamente, sono contrari a trasformarsi in “giustizieri” e a impugnare la pistola. Invocano piuttosto, maggiore sicurezza da parte delle istituzioni e chiedono inasprimento e certezza delle pene verso i malviventi che vengono assicurati alla giustizia. E’ quanto emerge da un’inchiesta dell’Adnkronos, svolta in occasione dell’avvio della discussione alla Camera del disegno di legge sulla legittima difesa, fortemente voluto dalla Lega e che, secondo quanto prevede il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, sarà legge entro marzo. Numerosi sono gli episodi in cui i gioiellieri sono rimasti vittime ma a differenza di altri, si sentono un po’ più sicuri in quanto protetti da porte blindate e telecamere “deterrenti per il malvivente che magari può aver paura di vedersi bloccata la via di fuga”. “Siamo contrari, in linea di massima, ad armarci: vogliamo evitare il Far West”. E’ quanto sostiene all’Adnkronos Steven Tranquilli, direttore di Federpreziosi- Confcommercio. “Con una pistola puntata contro può capitare che si reagisca in preda all’emotività, all’ansia, – prosegue Tranquilli – come capitò al gioielliere Carlo Barducci di Firenze che venne ucciso durante un tentativo di rapina nel suo negozio di via Strozzi il 20 dicembre 1992”.

Civati: “una legge per favorire la vendita di armi”

“Una riforma per pochi casi che si chiudono quasi sempre con un’assoluzione. Addirittura in oltre il 90% dei procedimenti, secondo i dati ufficiali. La legittima difesa è quindi un’operazione pensata da Matteo Salvini, con il supporto di tutte le destre e il silenzio imbarazzato dei 5 Stelle, con un solo scopo: favorire la vendita di armi per far ricambiare il sostegno alla lobby che ha sostenuto la Lega. Perché il messaggio lanciato da questo provvedimento è chiaro: incentiva i cittadini a comprare una pistola. E più pistole significa più pericoli per i cittadini, quindi meno sicurezza”, dichiara Giuseppe Civati, fondatore di Possibile, sulla riforma della legittima difesa in esame dell’Aula alla Camera.”Ed è anche necessario – aggiunge Civati – che siano ricordate le vittime di armi da fuoco legalmente detenute, che sono decine all’anno. Quasi venti dall’inizio dell’anno. Mentre non si segnalano casi di legittima difesa. Basta questa osservazione per capire quale sarebbe la vera priorità: diminuire le armi in circolazione”

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