Si fa notte in una giornata di speranza. Migranti prigionieri nel mare di Malta. Responsabilità del governo italiano. Qualcosa si muove in Europa. Iniziative del Comune di Napoli. Appello a Conte delle organizzazioni umanitarie

Si fa notte in una giornata di speranza. Migranti prigionieri nel mare di Malta. Responsabilità del governo italiano. Qualcosa si muove in Europa. Iniziative del Comune di Napoli. Appello a Conte delle organizzazioni umanitarie

Le navi ong Sea Watch e Sea Eye bloccate nelle acque territoriali di Malta senza poter entrare in porto. In particolare, gli “ospiti”, si fa per dire, della prima nave sono arrivati al giorno numero 18 prigionieri del mare e vittime di una crudeltà  senza limiti che porta un  nome, uno solo, quello del governo gialloverde, di Salvini, Di Maio, Conte,  nemici dichiarati di donne, uomini, bambini che soffrono, vittime di tragedie che hanno sconvolto le loro vite nei paesi di origine, costretti a fuggire, a migrare. 18 giorni senza conoscere il proprio destino, senza sapere se potranno ancora vivere insieme padri, madri e figli e se dovranno separarsi, come ha proposto il vicepremier Di Maio. Dalle due navi, ha proposto, possono scendere donne e bambini, trovare ospitalità a Malta. Per gli uomini nessuna proposta. In questo modo il geniale vicepremier ha provato a trovare  il sì di Salvini. Niente da fare. Il “duro” che indossa magliette delle forze dell’ordine ha detto di no, nessun migrante metterà piede in Italia. Si muove Papa Francesco, fa appello alla Commissione europea, ci sia un intervento perché la situazione si fa sempre più difficile. La “vita”, chiamiamola così,  diventa sempre più impossibile. Il tempo sta peggiorando, onde di quattro metri scuotono le barche. Manca l’acqua, mancano i viveri. È un delitto parlare di “vita” a bordo. Nella barca più piccola una donna mangia, dorme, vive insieme a sedici uomini. Manca l’acqua, mancano i viveri. Ieri  è stata una giornata terribile. L’attesa delle decisione della Commissione Ue, dei paesi che potrebbero ospitare parte dei migranti aprendo l’accesso al porto maltese e da lì indirizzare i migranti verso altri paesi, primo fra tutti l’Italia. Malta non apre il porto se non lo fa anche l’Italia. E Salvini continua a fare il volto feroce. “Ora perlomeno – afferma su twitter la ong tedesca che aveva lanciato l’allarme – è stato portato a bordo il vitto almeno mangiano di nuovo tutti”.

Nuovi contatti fra Ue e capitali europee. Disponibilità di Parigi e Berlino

Pensate, addirittura  il fatto che sia stato possibile “far mangiare tutti” diventa un “successo” o perlomeno apre la strada alla speranza di un possibile sbarco a Malta e poi verso i paesi che stanno dando la disponibilità ad ospitare i migranti a bordo delle due navi. Addirittura viene annunciato dalle agenzie di stampa che “si avvicina la soluzione per sbloccare l’impasse delle due navi”. Si dà notizia che proseguono i contatti tra la Ue e le capitali. Viene reso noto che Parigi e Berlino hanno aumentato l’impegno e sono pronte a ricevere 50 persone ognuna. Ma Malta chiede che  vengano trasferiti, oltre ai migranti che sono  a bordo delle due navi  tedesche, i 248 arrivati nel mese di dicembre. La Ue ipotizza di trasferire solo chi ha possibilità di ottenere asilo. Il governo della Valletta fa sapere che  la soluzione “è vicina”. Ma non si smuove di un millimetro. Dicono le autorità maltesi che non vogliono diventare il porto che  si fa carico dei migranti, visto che l’Italia si chiama fuori. Oltre a Francia e Germania, il Portogallo ha dato disponibilità ad accogliere 10 richiedenti asilo, e Lussemburgo e Olanda 6 ognuno. Anche la Romania, in qualità di presidenza di turno del Consiglio dell’Ue è pronta a fare sforzi e riceverne alcuni.

Il premier Conte: è l’ora di far sbarcare i migranti. Ma non muove neppure un dito

Per l’Italia invece le fonti preferiscono non pronunciarsi. Solo a tarda sera il presidente del Consiglio scopre l’acqua calda, dice che “è l’ora di far sbarcare i migranti”. Già, ma dove, visto che il vicepremier Salvini è irremovibile. Continua a indossare magliette delle forze dell’ordine facendo la felicità di un commentatore de La Stampa, tal Mattia Feltri, il quale tesse le lodi del capo della Lega  e se la prende con Saviano perché critica il Salvini. Passano le ore, arriva la sera, il mare si fa minaccioso, la notte non sarà piena di stelle. Le speranze  dei migranti, la meta di un porto accogliente, si allontana. Il Consiglio dei ministri degli Affari generali Ue a Bruxelles invita gli Stati membri a dimostrare solidarietà concreta. “Le persone devono essere sbarcate in sicurezza senza ulteriori rinvii”, afferma il portavoce della Commissione Ue. “Domani il responsabile europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos sarà in sala stampa per gli aggiornamenti, dopo la riunione dei commissari. Si spera che annunci il via libera di Malta allo sbarco dei migranti a bordo di Sea Eye e Sea Watch”.

Il tasso di umanità di Salvini, Di Maio, Conte ai minimi termini

Ma se la speranza, come si dice, è l’ultima a morire, i fatti dicono che per “ammorbidire” la pattuglia dei barbari, che occupa posti di governo, non solo in Italia, occorre far crescere mobilitazione e solidarietà. Non si muovono Conte, Salvini, Di Maio, il loro tasso di “umanità” è ai minimi termini. Si muovono organizzazioni umanitarie, forze sociali, vengono lanciati appelli. Il Comune di Napoli  invia a Malta il vicesindaco, Enrico Panini. Porterà a nome del sindaco Luigi de Magistris e dell’Amministrazione comunale di Napoli “la solidarietà ai migranti in balia del mare dal 22 dicembre” e per avere un colloquio con il comandante e con l’equipaggio della nave Sea Watch, nonché per prendere contatti e avere incontri con le autorità locali di Malta. “Anche oggi – dichiara de Magistris – ho inviato una importante missiva al comandante della nave. Il vicesindaco e segretario nazionale di Dema, Enrico Panini, si è recato lì per cercare di favorire la soluzione più rapida possibile per la grave situazione umanitaria che riguarda persone fragili, bambini e donne. Inoltre l’Amministrazione comunale, grazie al lavoro dell’assessore Marmorale e degli altri assessori coinvolti, è già pronta ad ospitare i migranti a Napoli, nel momento in cui si dovesse sbloccare la situazione”, conclude de Magistris.

Libera annuncia la manifestazione che si svolge domani a Catania

Dal canto suo, Libera, l’associazione guidata da don Ciotti, annuncia una manifestazione a Catania per mercoledì alle ore 18,30, “Nessuno  è illegale”. “Dopo l’approvazione del Decreto Salvini il clima di intolleranza e la continua negazione dei diritti fondamentali dei Migranti ha purtroppo preso ancor più vigore”, si legge in un comunicato a firma dell’associazione. Libera spiega: “Centinaia di richiedenti asilo vengono espulsi dalle strutture di accoglienza, riversandosi senza alloggio nelle strade delle nostre città, perché di punto in bianco il decreto ha fatto venire meno i requisiti necessari per l’ospitalità, e vengono costretti all’illegalità pur avendo titolo di permanenza in Italia. Moltissimi titolari di Permesso di Soggiorno per motivi Umanitari con il nuovo decreto non riescono ad ottenere un rinnovo”.  I sindaci di numerose città si stanno opponendo all’applicazione della legge (in)sicurezza. Da Catania, città che ha dato un grande segnale di solidarietà alle Migranti ed ai Migranti sequestrati nella nave Diciotti lo scorso agosto, dobbiamo costruire una forte mobilitazione di tutte e tutti coloro che sono rimasti umani e si oppongono concretamente al dilagante razzismo”.

Palazzotto (Leu): deve finire la  prova di forza  fra Stati  sulla pelle dei migranti

Interviene per Leu il deputato Palazzotto, promotore della piattaforma Mediterranea e della nave Mare Jonio. Si rivolge a Conte e lo invita ad incontrare subito le organizzazioni e le Ong, che oggi gli hanno inviato una accorata lettera sulla situazione dei 49 migranti a bordo delle navi Sea Watch e Sea Eye, “ormai da diversi giorni ostaggi e capro espiatorio della incapacità europea di gestire i flussi migratori. E lo faccia prima che la situazione degeneri. È necessario, prosegue Palazzotto, che tutti i migranti possano finalmente toccare terra il prima possibile. Questa ennesima prova di forza tra Stati sulla pelle delle persone deve finire. Conte faccia il Presidente del Consiglio e non solo il comprimario di Salvini e Di Maio”, conclude Palazzotto. Di seguito il testo della lettera inviata dalle organizzazioni al presidente Conte.

“Dopo cinque giorni dal nostro appello allo sbarco immediato dei 49 Migranti a bordo delle navi Sea Watch e Sea Eye, bambini, donne e uomini non hanno ancora toccato terra e restano ostaggio di una disputa tra Stati. Per questo motivo chiediamo con urgenza al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte un incontro per chiarire i passi intrapresi dall’Italia per sbloccare la situazione e la posizione del nostro Paese sulla vicenda”. Hanno firmato la lettera le organizzazioni A Buon Diritto Onlus, Acli, ActionAid, Amnesty International Italia, Arci, ASGI, Avvocato di Strada, Focus – Casa dei Diritti Sociali, CNCA, Centro Astalli, CIR Consiglio Italiano per i Rifugiati, Comunità di S. Egidio, Emergency ONG, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia – FCEI, Salesiani per il Sociale, INTERSOS, Medici Senza Frontiere, Médecins du Monde Missione Italia, Medici per i Diritti Umani, Oxfam Italia, Save The Children Italia, SenzaConfine, Terre des Hommes – che lo scorso 3 gennaio avevano lanciato un appello all’Italia e ai Paesi membri dell’Unione Europea per sollecitare lo sbarco immediato dei Migranti a bordo delle due navi bloccate i nel Mediterraneo.

Share