Cgil, Cisl e Uil. Le risposte attese dal governo non sono arrivate e ora lo sciopero generale è ufficiale: sabato 9 febbraio

Cgil, Cisl e Uil. Le risposte attese dal governo non sono arrivate e ora lo sciopero generale è ufficiale: sabato 9 febbraio

Le risposte attese non sono arrivate e ora lo sciopero è ufficiale. L’impianto della manovra, compresi reddito di cittadinanza e quota 100, non è mai stato davvero digerito da Cgil-Cisl-Uil, che hanno annunciato “una grande manifestazione nazionale” sabato 9 febbraio a Roma. L’idea è quella di “sostenere le proposte unitarie contenute nella piattaforma sottoposta ai lavoratori”, per tentare di cambiare le scelte dell’esecutivo giallo-verde e aprire un “confronto serio e di merito”. Dopo l’incontro a Palazzo Chigi, le principali sigle dei corpi intermedi avevano chiesto a fine dicembre un confronto sulla Legge di Bilancio, mai arrivato nonostante le tante rassicurazioni del premier Giuseppe Conte.

Cgil, Cisl e Uil: troppi i nodi irrisolti nella manovra finanziaria

Ora si scende in piazza, perché la finanziaria “ha lasciato irrisolte molte questioni fondamentali per lo sviluppo del Paese – aggiungono i sindacati – a partire dai temi del lavoro, delle pensioni, del fisco, degli investimenti per le infrastrutture, delle politiche per i giovani, per le donne e per il Mezzogiorno”. Sul reddito, ad esempio, la leader della Cgil Susanna Camusso lamenta “confusione” e “contraddizioni evidenti”. Quali? Un senza-tetto riceverà un assegno inferiore di chi ha una casa, un mutuo o un affitto. Inoltre, denuncia la leader uscente, l’obbligo di essere da dieci anni residenti contrasta con il testo unico sull’immigrazione e punisce anche gli italiani che vogliono rientrare. La Cisl con la segretaria generale Annamaria Furlan, lamentava invece come “il governo pare navighi a vista: non ha una visione lunga del Paese, una visione in prospettiva”. A manifestare con i sindacati ci sarà anche il Pd, perché, come sottolinea il candidato alla segreteria dem Maurizio Martina, “il mondo del lavoro e i pensionati italiani non si possono prendere in giro come sta facendo questo governo che nella manovra ha fatto un disastro”. Intanto sul fronte sindacale rimane ancora insoluto il problema del blocco delle assunzioni fino al 15 novembre nella Pa, con Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa da quasi un mese in attesa di risposte.

Cgil, Paese è fermo, investimenti per creare lavoro

Il mercato del lavoro “è ormai da troppi mesi immobile. Il Paese è fermo, anzi, dai dati diffusi quest’oggi dall’Istat sugli occupati e disoccupati si intravede, ancor più distintamente, l’avvicinarsi del rischio recessione, un rischio aggravato ulteriormente dalla stagnazione della produzione industriale”. Lo dichiara la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti, rimarcando la necessità di “ingenti investimenti per la creazione di lavoro”. La dirigente sindacale esprime particolare preoccupazione per il dato sugli occupati (58,6%) e sottolinea che “si ripete sostanzialmente dalla scorsa primavera. Tra gli occupati, su base annua, crescono solo gli ultracinquantenni e calano tutte le altre fasce di età. Diminuisce l’occupazione femminile e quella dipendente. Cala la disoccupazione, ma solo a fronte dell’aumento degli inattivi e dell’esaurirsi dei tempi degli ammortizzatori sociali, e il dato sull’occupazione giovanile ristagna, ormai da troppo tempo, al 31,6%”. “Il futuro del Paese, e le rilevazioni di oggi lo dimostrano, ha bisogno di ingenti investimenti per la creazione di lavoro, a partire dalle infrastrutture materiali e immateriali. Purtroppo – conclude Scacchetti – la manovra economica del Governo non va in questa direzione: diminuiscono gli investimenti e si depotenziano le già esigue iniziative e misure in materia di politiche attive. Per questo il 9 febbraio saremo in piazza a Roma, insieme a Cisl e Uil, per un’importante manifestazione nazionale”.

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