Roma. La sindaca Raggi festeggia con i suoi che attaccano i cronisti in Piazza del Campidoglio. E apre un fronte polemico sulla Casa Internazionale delle Donne

Roma. La sindaca Raggi festeggia con i suoi che attaccano i cronisti in Piazza del Campidoglio. E apre un fronte polemico sulla Casa Internazionale delle Donne

Cambia scenario, cambiano protagonisti e supporter, la sostanza del M5S resta comunque la stessa. Anche nel tardo pomeriggio di un freddo sabato di metà novembre, la commedia è andata in scena con lo stesso copione: attaccare e perché no, insultare i giornalisti. E’ accaduto ancora una volta sulla Piazza del Campidoglio a Roma, dove i militanti del M5S, si sono stretti intorno alla loro sindaca dopo che era stata lanciata una mobilitazione dalla pagina Fb “Sempre con Virginia”. Si è trattato di un primo piccolo bagno di folla dopo la sua elezione. La Raggi è scesa in piazza commossa, a ringraziare personalmente i manifestanti. “Avanti per dare una svolta a questa città”, la promessa della sindaca. Poi, come sempre, si sono levati cori di sostegno per lei e “bugiardi” ai giornalisti. Cronisti e operatori, presenti per raccontare la manifestazione, sono stati anche oggetto di insulti e qualche minaccia da alcuni manifestanti.

Alcuni di loro parlando ai cronisti hanno detto che quanto accade in città, ovvero le tante cose lasciate fino ad ora irrisolte dall’Amministrazione pentastellata, sono solo il “frutto di un complotto”. Altri hanno chiesto alla sindaca di ricandidarsi sin da ora per un secondo mandato. Ma la Raggi sempre nella giornata di sabato è stata protagonista di un nuovo episodio, che probabilmente terrà banco ancora per i prossimi giorni. La sindaca, ospite della trasmissione di Maria Latella su Skytg24, ha sferrato un duro attacco sulla storia legata alla gestione ed all’utilizzo degli spazi che ospitano la Casa Internazionale della Donna, che tante polemiche ha scatenato nelle settimane e nei mesi scorsi. Ecco le parole della sindaca: “Abbiamo lottato per avere diritti non privilegi, per me quello è femminismo: non si deve pensare che siccome siamo donne possiamo scavalcare leggi e regole. Non ho vissuto gli anni del femminismo, però quello che le donne della mia generazione sono riuscite a costruire lo dobbiamo sicuramente all’impegno, alla passione, anche alle lotte fatte prima della mia nascita o quando ero piccola. Per questo già sono grata alle donne che si sono impegnate. Però – ha proseguito Raggi – ricordo che abbiamo lottato per avere parità di diritti e doveri, non privilegi, e questo per me è fondamentale. La Casa delle donne è un luogo nel quale storicamente le donne hanno fatto il loro quartiere generale, il Comune ha concesso loro un immobile molto prestigioso, sempre con sconti importanti, in linea però con tante altre associazioni che si occupano dei diritti e delle tutele delle persone fragili e svantaggiate. Tante associazioni onorano il loro debito, si chiama canone ricognitorio, faticano a pagare quel 20 per cento che chiediamo loro, ma ce la fanno. La Casa delle donne continua a non voler pagare anche quella piccola quota”, che oggi ammonta a “900mila euro”, ed è “ulteriormente scontata, perché devono pagare il 10 per cento del canone di mercato”, un “prezzo irrisorio” perché “dovrebbero pagare molto molto di più”. Le promotrici “sono riuscite durante la protesta a raccogliere 80mila firme in pochissimi giorni, tante persone credono nell’attività, e io credo sia meritoria: io ho suggerito loro di chiedere un piccolissimo contributo di 10 euro a ogni sottoscrittore: avrebbero ripagato il debito, io come persona e cittadina avrei versato la mia quota. Ma sostanzialmente mi hanno riso in faccia. Abbiamo lottato per avere diritti non privilegi, per me quello è femminismo: non si deve pensare che siccome siamo donne possiamo scavalcare leggi e regole. Vogliamo trovare una transazione, un accordo? Facciamolo. Ma loro pretendono di non pagare nulla, e per me è inaccettabile. E lo dico da donna. Gli uomini che si sono succediti non hanno avuto il coraggio di dirlo. Io sono stata massacrata dalle donne, ma bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno”. Parole che certamente incendieranno un clima già surriscaldato. Un attacco frontale che la dice lunga sulle volontà politiche di questa amministrazione.

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