A Cisterna di Latina i funerali di Desirèe. In centinaia dentro e fuori la chiesa di San Valentino

A Cisterna di Latina i funerali di Desirèe. In centinaia dentro e fuori la chiesa di San Valentino

Si sono svolti nel pomeriggio di questo martedì tormentato dal maltempo i funerali di Desirée Mariottini, la 16enne stuprata e trovata morta in un palazzo occupato nel quartiere San Lorenzo di Roma. In tanti hanno voluto essere presenti alla cerimonia ed hanno riempito la chiesa ed il sagrato di San Valentino a Cisterna di Latina, dove la ragazza viveva, in centinaia hanno accolto il feretro della ragazza con un lungo applauso. In strada, legati ai cartelli e ai pali della luce, palloncini rosa e bianchi e sul sagrato della chiesa tante corone di fiori. In Chiesa le parole del Parroco, Don Lino Fabiani in una sentita omelia: “Rivolgo un appello ai responsabili del bene pubblico a vigilare e intervenire contro ogni forma di violenza senza aspettare che si ripetano simili episodi”.

Il sacerdote ha poi ricordato ai presenti che “siamo qui per pregare per Desirée, una stella volata in cielo. Sono stato io a celebrare la sua comunione e la sua cresima e mai avrei immaginato di dover celebrare il suo funerale”. All’esterno della chiesa, tra i tanti striscioni per chiedere “giustizia“. Le esequie si sono concluse sulle note di “Torna a casa” dei Maneskin e prima ancora “Per te” di Jovanotti . Questo l’omaggio degli amici della 16enne morta nel palazzo della droga nel quartiere San Lorenzo a Roma. Il feretro, accolto da lunghi applausi, la commozione di decine e decine di persone, amici, conoscenti e familiari della ragazzi; i palloncini bianchi e rosa lanciati in aria e i fuochi d’artificio sparati in cielo. A Roma, come annunciato nei giorni scorsi dal sindaco, Virginia Raggi, è stato proclamato il lutto cittadino. Gli inquirenti restano in attesa dei risultati ulteriori legati all’esame autoptico. Oltre all’esame tossicologico, importati elementi potrebbero arrivare dagli esami del Dna: accertamenti che puntano a stabilire se anche altre persone, oltre ai quattro fermati, hanno abusato di lei.

Al momento in Procura si specifica che non ci sono nuovi iscritti nel registro degli indagati ma non è escluso che l’inchiesta possa subire nei prossimi giorni nuove accelerazioni soprattutto in relazione al mancato soccorso della ragazzina: chi ha visto Desirèe esanime, chi ha capito che stava malissimo e non ha fatto nulla ora rischia di entrare nell’inchiesta. Nel provvedimento con cui il gip Maria Paola Tomaselli ha disposto il carcere per i tre fermati a Roma (due senegalesi e un nigeriano) viene affermato che gli indagati “impedirono di chiamare i soccorsi per aiutarla ad alcuni dei presenti”. Proprio questi ultimi, forse in totale otto persone, che erano intorno alla giovane, secondo il racconto di un testimone, potrebbero essere indagati per omissione di soccorso. Intanto resta in carcere, a Foggia, Yusif Salia, il ghanese di 32 anni accusato, insieme con Brian Minteh, Mamadou Gara e Chima Alinno, dell’omicidio. Il gip del Tribunale pugliese, Armando dello Iacovo ha convalidato sia il decreto di fermo emesso dalla Procura di Roma per concorso in omicidio, violenza sessuale di gruppo e spaccio di droga sia l’arresto in flagranza del ghanese per il possesso degli 11 chilogrammi di marijuana trovati a Foggia all’interno della baracca dove si era rifugiato.

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