Bimbo libanese colto da malore in aereo, inutile l’atterraggio di emergenza a Bari. Era atteso al Bambin Gesù di Roma per essere ricoverato in attesa di un doppio trapianto

Bimbo libanese colto da malore in aereo, inutile l’atterraggio di emergenza a Bari. Era atteso al Bambin Gesù di Roma per essere ricoverato in attesa di un doppio trapianto

Un bimbo libanese di 2 anni è morto sul volo Alitalia Beirut-Roma (AZ 827), che è stato per questo dirottato per i soccorsi ed è atterrato nell’aeroporto di Bari-Palese. Secondo quanto finora ricostruito dagli agenti della Polaria della Polizia di Stato, il piccolo è stato colto da una crisi cardiaca durante il volo. Una delle hostess gli ha prestato il primo soccorso per rianimarlo ed è stato deciso l’atterraggio nell’aeroporto più vicino. Una volta a Bari il bimbo, in viaggio con i genitori, è stato preso in carico dal personale medico del 118 che ha continuato le manovre di rianimazione, ma per il piccolo non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono giunti il magistrato di turno e il medico legale. Poi la nota del Bambin Gesù di Roma che ha spiegato cosa doveva accadere in queste ore e che purtroppo non è avvenuto. “Il bambino libanese di 2 anni, purtroppo deceduto sul volo di trasferimento da Beirut in Italia – si legge in una nota dell’ospedale – era atteso a Fiumicino da un’ambulanza che lo avrebbe portato al Bambino Gesù di Roma per la sua presa in carico da parte dei medici dell’Ospedale Pediatrico della Santa Sede”. È quanto si legge in una nota dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù.
“Il bimbo era affetto da iperossaluria primitiva – spiega il comunicato – forma severa di una malattia metabolica rara nota come ossalosi (frequenza compresa tra 1 caso ogni 100.000 abitanti e 1 ogni 333.000), e caratterizzata dall’accumulo, in vari organi e tessuti, di ossalato di calcio. Il deposito di ossalato di calcio a livello renale comporta la formazione di calcoli che causano ostruzioni o infezioni delle vie urinarie e danno renale permanente, con necessità di dialisi. La sintomatologia delle forme più gravi comprende, oltre all’insufficienza renale, anche alterazioni delle ossa che possono compromettere la crescita staturale del bambino e favorire la comparsa di fratture per traumi di intensità minima. In questi casi, il percorso terapeutico prevede il doppio trapianto, contemporaneo o sequenziale, di fegato e rene: il trapianto del fegato permette di guarire il difetto metabolico, quello del rene di ripristinare la funzione renale. Il trapianto in questi bambini non è semplice, perché richiede alcune attenzioni particolari inclusa spesso una dialisi da effettuare nel corso dell’intervento di trapianto stesso. Nel nostro Ospedale abbiamo in questi anni accumulato una significativa esperienza in questo campo e abbiamo già trapiantato 11 bambini con questa malattia con trapianti combinati e sequenziali. Da alcuni anni è attiva una collaborazione con l’Ospedale Hotel Dieu de France di Beirut per la cura dei bambini affetti da ossalosi. Sino ad ora 4 pazienti pediatrici libanesi sono stati trasferiti e Roma e sottoposti con successo a trapianto sequenziale di fegato e rene o a trapianto combinato, contemporaneo, di fegato e rene”. “Purtroppo – concludono i medici – quest’ultimo bambino non è riuscito a raggiungere il nostro Ospedale, dove sarebbe stato sottoposto a valutazione per l’inserimento nella lista d’attesa per i trapianti. Siamo molto dispiaciuti da questo triste epilogo, ma non possiamo dimenticare che si tratta di malattie complesse che possono presentare, come in questo piccolo bambino, quadri molto severi e, talvolta complicarsi con eventi drammatici come questi”.

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