Roma Multiservizi, la Cgil porta l’Azienda partecipata da Ama in Tribunale

Roma Multiservizi, la Cgil porta l’Azienda partecipata da Ama in Tribunale

Dopo una serie infinita di tavoli di confronto, assemblee, scioperi e mobilitazioni, la vicenda dell’azienda partecipata da Ama Spa, Roma Multiservizi, finisce in Tribunale. Non sono dunque servite le disponibilità al confronto dei sindacati, per far cambiare opinione sui licenziamenti all’amministrazione Raggi e soprattutto al vertice della società che, di fatto, tiene in scacco amministrazione, lavoratori e sindacati. La svolta, comunque, è arrivata nella giornata di venerdì, quando la Cgil di Roma e del Lazio, ha convocato per una conferenza stampa i giornalisti ed ha annunciato di voler ricorrere alle carte bollate.

“Serve una scossa al Comune di Roma: la gestione di Multiservizi evidenzia tutte le criticità del passato. Il sistema degli appalti di Roma va cambiato. Il licenziamento esercitato da Multiservizi nei confronti dei lavoratori è solo l’ennesimo ricatto, che viene esercitato sull’Amministrazione Capitolina”. Queste le prime parole battagliere del segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola. Poi l’affondo: “I primi giorni della prossima settimana – ha aggiunto – presenteremo una denuncia al Tribunale civile di Roma per chiedere il risarcimento dei danni al Campidoglio, che ha prodotto un atto grave disattendendo l’accordo con i sindacati che prevedeva di non effettuare licenziamenti creando un danno diretto economico e di immagine alla Cgil perché gli iscritti a questo punto possono dire che gli accordi siglati con noi non valgono nulla e cancellarsi dal sindacato. Poi – ha spiegato – valuteremo con i nostri legali una denuncia alla Corte dei conti per valutare come si stanno spendendo le risorse pubbliche del Comune di Roma”.

Azzola, inoltre ha chiarito che “420 milioni di appalto sono una torta troppo grossa, il Comune deve garantire una trasparenza diversa, l’amministrazione Raggi deve rispondere degli accordi che ha siglato e che sono stati violati, è necessario che venga fatta quella trasparenza che era stata richiesta. Siamo profondamente insoddisfatti di come l’amministrazione sta gestendo questa vicenda. Staremo a fianco di quei lavoratori, ma soprattutto di tutti quei cittadini che avranno una qualità del servizio che sta peggiorando, mentre dentro Multiservizi c’è chi si distribuisce le risorse pubbliche assegnandosi soldi con bonus che non sono giustificati. Tutto ciò non ha senso e bisogna portarlo alla luce”. Per quanto riguarda i lavoratori di Cassino, Azzola ha detto che “l’azienda ha pagato dei soldi facendo delle transazioni per far rientrare alcuni dei 18 licenziamenti e far accettare ai lavoratori di ‘non lavorare’: sono stati portati a Cassino in una università a firmare una conciliazione con una elargizione di 20mila euro per far accettare il cambio di mansione”.

Sulla vicenda da registrare anche la presa di posizione della segretaria generale di Filcams Cgil di Roma e del Lazio, Alessandra Pelliccia: “Siamo con le lavoratrici e i lavoratori della Multiservizi, la Cgil non si distrae. Roma Capitale è datore di lavoro indiretto di queste persone perché controlla il maggior azionista dell’azienda ed è contemporaneamente il committente di questa società. Non può immaginare – ha aggiunto Pelliccia – che non venga chiamata in causa rispetto non solo ai 30 licenziamenti annunciati dalla società, ma anche a rispondere rispetto agli accordi con alcuni lavoratori che hanno rappresentato un costo ulteriore rispetto a quanto previsto e del mancato rispetto delle procedure della legge Madia, che nel caso di esubero nel personale delle partecipate prevede operazioni di confronto, riordino e riassegnazione. Non può, infine, immaginare – ha concluso – di non essere chiamata in causa rispetto al destino della totalità dei lavoratori della Roma Multiservizi, che attendono di capire quale sia il loro destino. La gara a doppio oggetto è stata bocciata dal Tar, ora cosa accadrà? Quale sarà il destino del servizio e di tutti i lavoratori impiegati? Queste risposte il Comune le deve ai dipendenti della Multiservizi, al sindacato e a tutta la cittadinanza”.

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