Afghanistan. Kabul. Attentato suicida rivendicato dall’Isis. Bilancio provvisorio 57 morti e 112 feriti

Afghanistan. Kabul. Attentato suicida rivendicato dall’Isis. Bilancio provvisorio 57 morti e 112 feriti

E’ di 54 morti e 112 feriti l’ultimo bilancio ufficiale delle vittime civili dell’attentato messo a segno oggi, domenica, a Kabul da un attentatore suicida davanti a un centro di registrazione per le elezioni parlamentari del prossimo 20 ottobre. L’attacco è stato rivendicato dallo Stato islamico (Isis). Un portavoce del ministero della Sanità, Wahid Majrooh, ha precisato che tra le persone rimaste uccise ci sono almeno 22 donne e otto bambini.  L’attentato è stato rivendicato dall’organizzazione terroristica Stato islamico (Isis) attraverso la propria agenzia di propaganda Amaq.

L’attentato è stato messo a segno in un quartiere nella zona occidentale di Kabul, a maggioranza sciita. Una folla arrabbiata ha urlato “morte al governo” e “morte ai talebani”. Un testimone ha detto alla tv afgana Tolo: “Ora sappiamo che il governo non è in grado di proteggerci: dobbiamo armarci e proteggerci da soli”.

L’esplosione è avvenuta a Dasht-e Barchi, un’area della Kabul occidentale abitata da molti membri della minoranza Hazara principalmente sciita, che è stata ripetutamente colpita dagli attacchi rivendicati dallo Stato islamico. L’attentato è un duro colpo per i piani del presidente afghano Ashraf Ghani per tenere elezioni parlamentari entro il 2018. Najib Danesh, portavoce del ministero dell’Interno, ha dichiarato in una conferenza stampa che un uomo munito di cintura esplosiva si è avvicinato al centro dove i funzionari stavano consegnando carte d’identità alla popolazione nel quadro del processo di registrazione degli elettori per le elezioni previste per ottobre. Una volta nei pressi del centro, l’attentatore si è fatto saltare in aria. I centri di registrazione degli elettori sono stati istituiti in tutto l’Afghanistan in vista delle elezioni parlamentari e distrettuali che si terranno a ottobre e vi sono serie preoccupazioni per possibili attacchi da parte di miliziani e gruppi terroristici. Il presidente Ghani è stato sottoposto a forti pressioni da parte dei suoi partner internazionali per garantire che le elezioni si tengano quest’anno, in vista delle presidenziali del 2019.

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