La morte di Astori sconvolge il campionato infrangendo il mito calcistico e la sconfitta del Napoli passa giustamente in secondo piano

La morte di Astori sconvolge il campionato infrangendo il mito calcistico e  la sconfitta del Napoli passa giustamente in secondo piano

La 27esima giornata di questo campionato verrà ricordata negli annali non per avvenimenti calcistici ma per la improvvisa scomparsa di Davide Astori, difensore e capitano della Fiorentina, trovato morto nella sua camera dell’albergo di Udine nella mattinata di domenica poche ore prima di Udinese-Fiorentina.

La tragica notizia, immediatamente diffusa dai media, lasciava tutti sgomenti, in particolare i suoi compagni attuali ma anche gli ex atleti che avevano precedentemente militato con lui in altre squadre. In tanti lo hanno ricordato come un professionista serio, leale e corretto in campo e fuori, insomma la classica persona perbene e questa cornice senza la benché minima ombra ha ancora di più accresciuto l’emozione alla notizia della sua repentina scomparsa.

A Malagò, nella veste di Commissario Straordinario di Lega, veniva rappresentata una situazione emotiva talmente generalizzata da fargli ritenere opportuno il rinvio delle partite, di A e B, programmate per domenica, compreso il derby milanese che avrebbe mobilitato 80 mila persone.

La scomparsa, improvvisa, in pieno sonno, di un calciatore di 31 anni, sottoposto a chissà quante visite ed esami specialistici nel corso della sua carriera, lascia prima increduli e poi perplessi. Possibile, ci si chiede, che da nessun test di laboratorio non  sia mai emerso un segnale, un sintomo, una qualsiasi anomalia da valutare, da approfondire per eliminare qualsiasi dubbio, assumendo le dovute precauzioni?

Un altro precedente di qualche anno fa, il centrocampista livornese Morosini che si accasciava in campo nel corso di Pescara-Livorno, fu motivato da un’anomalia congenita impossibile da individuare se non a tragedia avvenuta e, per Astori, presumibilmente, si sarà trattato di una causa simile.

Nel pianeta calcio, i giocatori, simboli di vigore e forza fisica abituati a tutte le intemperie, sono visti come degli dei immortali, dei quali è impossibile immaginarne la scomparsa nel corso della loro attività e, quando questo succede, il clamore si espande insieme alla sorpresa perché non poteva e non doveva succedere…

E allora, tutto passa in secondo piano, anche gli anticipi giocati sabato che hanno visto il tonfo casalingo del Napoli per mano della Roma, che insieme all’ennesima, solita, vittoria della Juve in casa Lazio, fa vedere in classifica un teorico, ipotetico sorpasso dei bianconeri.

Ma questa è un’altra storia della quale si parlerà dopo i risultati della prossima giornata quando lo spettacolo calcistico sarà stato ripreso, con la morte di Astori  ricondotta ad un semplice caso del destino e con i calciatori tornati ad essere per tutti forti e  vigorosi, ma, forse, dopo questa terribile tragedia, ridiscesi anche loro fra i comuni mortali.

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