Cgil. Il segretario confederale Baseotto a RadioArticolo1: “Giustizia sociale e democrazia economica. La Cgil verso il XVIII Congresso”

Cgil. Il segretario confederale Baseotto a RadioArticolo1: “Giustizia sociale e democrazia economica. La Cgil verso il XVIII Congresso”

Il XVIII Congresso della Cgil si terrà a Bari dal 22 al 25 gennaio 2019. Lo ha deciso il direttivo di corso d’Italia, indicando il calendario delle assemblee generali e dei singoli congressi delle strutture e delle categorie. È stata anche votata la commissione politica composta di 52 membri più i componenti della segreteria nazionale. Le novità rilevanti sono due. “Per la prima volta dopo 45 anni si svolgerà in una città del Mezzogiorno”, spiega Nino Baseotto, segretario confederale della Cgil, ai microfoni di RadioArticolo1.

Il secondo fatto nuovo è nella fase iniziale. “Nella storia della Cgil – sottolinea Baseotto – il compito di preparare il documento congressuale è sempre stato affidato alla commissione politica. Poi, se nel documento non si riconoscevano tutti, allora c’era secondo o un terzo documento. Mai si era deciso di convocare prima gli organismi dirigenti e le assemblee generali di tutte le strutture. Questo significa coinvolgere un pezzo importante del nostro quadro attivo, che va tra le 15 e le 20 mila persone, per elaborare un documento sulla base della bozza che la commissione politica offrirà al dibattito e alla riflessione. Un contributo largo, partecipato, non un’occasione per determinare schieramenti precongressuali”.

L’obiettivo, sottolinea il responsabile organizzativo del sindacato, è “provare a redigere un documento che per chiarezza e anche per relativa brevità possa essere fruibile, comprensibile e discutibile dall’insieme delle iscritte e degli iscritti che parteciperanno. Noi abbiamo sempre fatto documenti molto seri, articolati e complessi, e alla fine ci siamo sempre dovuti trovare nella condizione di fare le sintesi. La cosa che non funziona tanto, che a me pare anche una limitazione della nostra democrazia, è che il gruppo dirigente discute di documenti complessi di tante pagine, e poi le iscritte e gli iscritti dovevano votare sulle sintesi. Ecco, noi vorremmo chiudere questa forbice tra i documenti che vanno agli atti e quelli che si discutono”.

In vista dell’importante appuntamento “ci attendono dieci mesi di lavoro impegnativo – conclude il dirigente sindacale –, perché come sempre il nostro congresso vuole essere un grande fatto democratico nella vita interna dell’organizzazione, ma vuole anche essere un’occasione per parlare a voce alta e forte al Paese. La Cgil è un sindacato confederale, un sindacato generale che guarda all’interesse di chi rappresenta, ma guarda questi interessi coniugandoli con quelli di un Paese che deve rinnovarsi e cambiare per intraprendere molto più di prima la strada dello sviluppo, della solidarietà e della convivenza civile”.

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