Bologna e l’Emilia al centro del dibattito politico e delle polemiche tra LeU e Prodi (e il Pd). Grasso a Bologna e Reggio Emilia parla di istruzione. Alla Castelfrigo di lavoro senza diritti e di false coop

Bologna e l’Emilia al centro del dibattito politico e delle polemiche tra LeU e Prodi (e il Pd). Grasso a Bologna e Reggio Emilia parla di istruzione. Alla Castelfrigo di lavoro senza diritti e di false coop

Tour dedicato all’Emilia di Pietro Grasso, presidente del Senato e candidato premier per Liberi e Uguali. Con i candidati regionali di Leu, tra i quali Errani, Paglia e Tutino, Grasso ha messo al centro le questioni legate alla scuola e all’università, a Bologna e Reggio Emilia, e al lavoro senza diritti alla Castelfrigo di Castelnuovo Rangone, vicino Modena. In particolare, incontrando ricercatori e studenti universitari a Bologna, Pietro Grasso ha voluto ribadire il programma di Liberi e Uguali a partire dalla estensione dell’obbligo scolastico dai 5 ai 18 anni. “Dobbiamo riportare i ragazzi a scuola e tenerli a scuola – ha sostienuto – noi proponiamo che l’obbligo scolastico cresca dall’ultimo anno della materna fino all’ultimo anno delle superiori”. Per i ragazzi più grandi, in particolare, “non dovranno più essere offerti questi mezzi tirocini dell’alternanza scuola-lavoro: quello è un altro pezzo da smontare”, sostiene il leader di LeU, che ribadisce l’intenzione di “rimettere le mani sulla legge della ‘Buona scuola’. Raramente una riforma è stata così contestata, ha scontentato tutti. Ci sono ancora 83.000 precari e la presunta managerialità della scuola è stata un flop in tutta Italia. Speriamo di metterci un altro aggettivo alla scuola, magari ottima”.

Grasso a Bologna: “abbiamo riportato istruzione e ricerca al centro del dibattito politico, ed è un primo successo”

Inoltre, ha detto, “serve un nuovo piano straordinario di edilizia scolastica per fare nuovi edifici e per la messa in sicurezza di quelli esistenti. In Abruzzo il 96% scuole è in territorio sismico, ma quelle antisismiche sono solo il 2%. E questo lo deve fare lo Stato. Infine, il leader di Leu spiega che la “proposta monstre dell’abolizione delle tasse” è soprattutto una “provocazione per riportare l’Università al centro del dibattito. Abbiamo riportato i riflettori della politica e dei programmi elettorali sul tema dell’istruzione e per noi questo è il primo successo”. Grasso aggiunge quindi una seconda proposta. “Va abolito l’Anvur”, sostiene, ovvero l’Agenzia nazionale di valutazione della ricerca. “L’Università deve smettere di uccidere i suoi docenti – afferma il leader di Leu – lasciando fuori dalla porta i precari. Va interrotta questa spirale che vede la valutazione come strumento di taglio e finanziamento dell’università, finendo per creare disparità tra gli Atenei”. Secondo Grasso, dunque, “bisogna riportare un po’ di uguaglianza nell’universita’. Vanno stabilizzati i precari, riformato l’accesso alla docenza e alla ricerca e dobbiamo prepararci ad accogliere piu’ studenti”.

Grasso a Reggio Emilia: “fascismo e violenza vanno condannati, e le associazioni fasciste sciolte”

Dopo Bologna, Grasso ha voluto farsi raccontare il Centro per l’infanzia di Reggio Children, ideato da Malaguzzi nella città del Tricolore. A margine della visita reggiana, conversando coi giornalisti, Grasso non ha risparmiato una stoccata al Pd, che a Bologna schiera contro il candidato di Leu Vasco Errani, Pierferdinando Casini. “Liberi e Uguali – ha detto Grasso – è un progetto politico progressivo e di sinistra, che ha alla base la lotta alla criminalità e per i diritti. Siamo certi che questo gli elettori lo capiranno, soprattutto se comprenderanno che questa legge elettorale è così perversa per cui si vota una lista e si fa eleggere qualcuno di diverso e magari assolutamente non gradito, come può avvenire soprattutto a Bologna”. A chi gli chiede se dopo il voto è possibile riaprire un dialogo con il Pd, il presidente del Senato risponde invece senza sbilanciarsi: “C’è un 40% di persone indecise, almeno così dicono i dati. Aspettiamo che si decidano, aspettiamo il 5 marzo e vediamo le forze in campo: poi inizieremo a valutare il futuro”. Infine, ribadisce la sua posizione antifascista: “Tutte le manifestazioni di odio razziale, di fascismo e violenza vanno condannate e le associazioni che fanno propaganda di questo tipo vanno sciolte”, sostenendo dunque la posizione rilanciata da Laura Boldrini. Ma è soprattutto contro il Jobs act che Grasso ha voluto essere preciso: “Va assolutamente abolito, va riscritta la legge sul lavoro, sulla dignità del lavoro, ridandola ai lavoratori con l’articolo 18”. A Grasso è stato anche consegnato un documento sullo Ius soli. “Se saremo eletti-dice- lo metteremo per prima cosa all’ordine del giorno”.

Grasso alla Castelfrigo condanna, con la Cgil, le false coop, e il lavoro senza diritti

E a proposito di lavoro senza diritti,  a Castelnuovo Rangone, partecipando al presidio organizzato dai lavoratori della Castelfrigo e dalla Cgil ha affermato che “noi di Liberi e Uguali abbiamo una visione di Paese in cui il lavoro viene tutelato, la dignità del lavoratore viene difesa e il posto di lavoro viene garantito. Questa è la nostra visione del Paese, lotteremo per questo. E lotteremo contro le false cooperative”. A Castelnuovo, nel cuore del distretto della lavorazione delle carni modenese, Grasso viene ricevuto dal sindacalista Flai-Cgil Emilia-Romagna Umberto Franciosi e dagli stessi lavoratori, che pian piano verranno ricollocati grazie all’accordo di fine dicembre fatto valere dalla Regione.  Dopo uno sciopero che tiene banco da ottobre e oltre due mesi e mezzo di presidio, “c’è ancora tantissima strada da fare e bisogna ripristinare la norma, cancellata dal Jobs, della penalizzazione della somministrazione fraudolenta di manodopera”, dice Franciosi a Grasso. Che risponde: “Sono qui per dare solidarietà ai lavoratori e a voi che li aiutate a difendere le loro ragioni. E siamo qui per rilanciare la tutela e la dignità del lavoro attraverso la riformulazione di quelle norme che sono state abrogate, l’articolo 18 ma anche l’illecita fruizione di manodopera”, insiste il leader LeU. Assicura ancora Grasso a Castelnuovo Rangone: “Nel momento in cui torneremo in Parlamento, il primo nostro disegno di legge sarà proprio su questi temi. Abbiamo un Paese che vive tante vertenze come questa, noi siamo qui per mostrare tutta la nostra solidarietà e vicinanza”, aggiunge Grasso prima di parlare coi singoli lavoratori Castelfrigo delle coop spurie.

D’Alema a Prodi: “sei tu il compagni che sbaglia”. Fratoianni a Prodi: “sei tu che devi votare Casini a Bologna turandoti il naso”

A dimostrazione che l’Emilia è al centro del dibattito tra le forze politiche va segnalata una presa di posizione molto dura di Massimo D’Alema contro Romano Prodi. Da sabato, quando dal palco del teatro ‘Celebrazioni’ Romano Prodi ha ‘benedetto’ l’operato di Paolo Gentiloni alla guida del Governo e siglato il suo endorsement alla lista ‘Insieme’, per la politica italiana Bologna sembra essere diventata l’ombelico del centrosinistra e delle sue anime che sotto le Due Torri, pur senza sfiorarsi, paiono essersi date appuntamento. Anche se a dar fuoco alle polveri è stato Massimo D’Alema, con un fuori campo radiofonico, spedendo al mittente le critiche del professore alla sinistra, “E’ lui il compagno che sbaglia, non si può votare per Gentiloni”, ha attaccato D’Alema. “Prodi dice che abbiamo commesso un errore? – affonda l’esponente di LeU – è la stessa cosa che io penso di lui”. “La legge elettorale, che Gentiloni ha imposto con 8 voti di fiducia, prevede che ci sia il Pd e il capo, che si chiama Matteo Renzi, e se c’erano dubbi Matteo ha imposto delle liste con metodo padronale”, ha continuato l’ex premier. A sua volta, Nicola Fratoianni usa il caso bolognese come metafora di questa campagna elettorale: “Casini attacca Grasso che ha ‘osato’ dire con chiarezza che Prodi dovrà turarsi il naso per votare Casini invece che Errani a Bologna. Lesa maestà per tutti. Sono talmente preoccupati dalla destra che passano le giornate ad attaccare Grasso e Liberi e uguali. Il punto è che non tollerano che uno dica la verità con libertà e chiarezza”.

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