Torino. Embraco conferma 497 licenziamenti e chiude i battenti. Corteo dei lavoratori. Fiom Cgil: il governo porti al tavolo di trattativa la Whirlpool per discutere la reindustrializzazione dell’impianto

Torino. Embraco conferma 497 licenziamenti e chiude i battenti. Corteo dei lavoratori. Fiom Cgil: il governo porti al  tavolo di trattativa la Whirlpool per discutere la reindustrializzazione dell’impianto

L’Embraco, gruppo Whirlpool, non mantiene gli impegni e conferma il licenziamento di 497 sui 537 occupati nello stabilimento di Riva di Chieri (Torino) che produce compressori per frigoriferi. Dopo aver preso contributi statali, ora, così come altre aziende di grandi gruppi multinazionali, fa le valigie e se ne va in altri paesi. “Delocalizza”, trasferisce la produzione in altri paesi dove può fare incetta di altri contributi. Non solo, al danno che viene arrecato alla economia piemontese, e non solo, anche la beffa. Annuncia infatti che manterrà “una presenza” in Italia. Di cosa si tratti non è dato sapere. Forse un ufficio commerciale o qualcosa di simile. Proprio nel giorno in cui i lavoratori hanno manifestato a Torino è arrivata una nuova fumata nera nella trattativa tra Embraco e i sindacati, presso l’Unione industriali di Torino. Un nuovo incontro azienda-sindacati è previsto l’8 febbraio al ministero per lo Sviluppo economico.

Lino Lamendola, della segreteria  provinciale della Fiom ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma: “Speravamo in un atteggiamento più distensivo, ma non è avvenuto”. Resta  valido il termine del 25 marzo per l’inizio delle procedure di licenziamento. “Siamo nel campo delle intenzioni per quanto riguarda la reindustrializzazione dell’impianto. Serve un interlocutore che decida, ma se il Governo non porta la Whirlpool al tavolo, chi deve portarli?”, ha detto Lamendola. I ministri del Lavoro Giuliano Poletti e dello Sviluppo Carlo Calenda avevano infatti sollecitato l’azienda affinché presentasse un piano di reindustrializzazione in grado di dare vita, per alcuni mesi, alla cassa integrazione per i dipendenti. La risposta della Embraco alla richiesta, però, è stata  ancora una volta negativa. Il ministro Calenda ha rilasciato una nota molto dura nei confronti dell’azienda. Ma ciò non basta. Ormai dal suo ministero passano vertenze che non trovano soluzione positiva. Quando va bene la cassa integrazione.

Il problema ora è quello di riportare al tavolo del confronto l’azienda per  discutere un progetto di reindustrializzazione dando modo ai lavoratori di poter usufruire perlomeno della cassa integrazione e non far scattare le procedure di licenziamento. Dice Calenda: “Considero l’atteggiamento di Embraco irresponsabile, inaccettabile e contrario agli impegni assunti nel corso di vari incontri al Ministero. Ho riconvocato urgentemente l’azienda e mi aspetto che tenga fede agli impegni assunti”. I lavoratori intanto hanno dato vita ad una nuova manifestazione. Un corteo è partito da Piazza Castello a Torino. Le tute blu hanno attraversato il centro cittadino per raggiungere la sede dell’Unione Industriali di Torino, dove si è svolto l’incontro tra l’azienda, del gruppo Whirlpool, e i sindacati. Ad aprire il corteo, a cui hanno partecipato centinaia di persone, davanti allo striscione della fabbrica, una corona di fiori per simboleggiare la morte dell’occupazione con la chiusura dell’azienda.

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