Engie, azienda francese: sciopero e blocco degli straordinari contro la disdetta del contratto di lavoro del settore elettrico, gas e acqua. A vuoto la trattativa al ministero del Lavoro

Engie, azienda francese: sciopero e blocco degli straordinari contro la disdetta del contratto di lavoro del settore elettrico, gas e acqua. A vuoto la trattativa al ministero del Lavoro

Continua l’attacco alla contrattazione nazionale da parte di aziende e gruppi multinazionali che hanno rilevato aziende italiane che operano in importanti settori industriali, senza che i ministeri interessati, da quello del Lavoro, Poletti, a quello per lo Sviluppo economico, Calenda, che parla molto ma combina poco, abbiamo mosso un dito. Non solo, non sono capaci di far rispettare alle aziende che operano in altri paesi, come la Francia, il contenuto dei contratti nazionali di lavoro ma anche disdettano contratti di un settore ad un altro. Così sta avvenendo per i lavoratori del Gruppo francese Engie, regolati dai contratti del settore Elettrico e Gas acqua che hanno deciso in modo unilaterale di “trasferire” i lavoratori dal contratto elettrico a quello dei metalmeccanici, facendo venir meno le specificità professionali. A metà gennaio c’è stato un “tentativo di conciliazione al ministero del Lavoro che non ha sortito esito positivo. L’azienda non ha fatto un passo indietro. Da qui la decisione dei sindacati di proclamare lo sciopero nazionale di tutti i lavoratori del Gruppo Engie regolati dai contratti nazionali di settore Elettrico e Gas/acqua per il giorno 16 febbraio e il blocco degli straordinari di tutto il personale giornaliero dal 5 al 25 febbraio 2018. Engie italiana ha 2600 dipendenti, 50 Uffici, gestisce 4 centrali termoelettriche, 6 parchi eolici, 4 impianti fotovoltaici20 centrali di cogenerazione, 9 centrali di cogenerazione industriale, 8 reti di teleriscaldamento,70.000 punti luce, 7.100 impianti gestiti in edifici pubblici e privati. Ha contratti con 1000 enti locali. Un complesso di non poco conto.

“Abbiamo ripetutamente invitato i vertici aziendali ad un incontro per riportare il dialogo su un piano di buone e proficue relazioni industriali – affermano i segretari generali Filctem Cgil, Flaei Cisl, Femca Cisl e Uiltec Uil, Emilio Miceli, Carlo Meazzi, Nora Garofalo e Paolo Pirani – in particolare, abbiamo proposto il ritiro delle disdette unilaterali a fronte della riapertura del tavolo di armonizzazione, ma l’assoluto diniego ci costringe a mettere in campo gli strumenti di lotta a nostra disposizione”.

“Il modello contrattuale italiano – prosegue la nota dei sindacati – garantisce specificità settoriali e competenze professionali che non possono essere non osservate in un mercato regolamentato e pertanto contestiamo il tentativo di destrutturazione del modello contrattuale nonché il dumping in atto e lotteremo per garantire che non vi sia alcuna forma di concorrenza sleale in un settore regolato e tutelato”. “È doveroso sottolineare – concludono – come nessuna azienda sino ad oggi abbia mai disdetto il contratto di settore, dal momento in cui questi sono in vigore, anche quando sono stati realizzati complessi processi di ristrutturazione”.

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