Servizi di Roma Capitale, peggiora la pagella assegnata dai romani all’amministrazione Raggi. Male trasporti, mobilità e igiene urbana. Bene cultura e gestione degli asili nido anche se in flessione rispetto al passato

Servizi di Roma Capitale, peggiora la pagella assegnata dai romani all’amministrazione Raggi. Male trasporti, mobilità e igiene urbana. Bene cultura e gestione degli asili nido anche se in flessione rispetto al passato
E’ stata presentata la relazione annuale sullo stato dei servizi pubblici locali e sull’attività svolta dall’Amministrazione Comunale di Roma Capitale con il Report di Carlo Sgandurra, presidente dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale. Presenti l’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti e il presidente dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito. Per la sindaca Raggi si è trattato di un Rapporto con molte ombre ed alcune luci. Le insufficienze più gravi vanno ancora una volta all’igiene urbana e alla mobilità, che costituiscono i principali motivi di insoddisfazione degli utenti. C’è invece da registrare una inversione di tendenza, o comunque una tenuta nella gestione degli asili nido e per le attività culturali e l’Estate romana. “L’indagine compie una rigorosa ricognizione sull’evoluzione normativa e contrattuale dei servizi pubblici e fornisce una mappa dettagliata e completa del loro funzionamento, della loro distribuzione, della loro qualità e della loro percezione tra i romani. Dimostrando che dalla qualità dei servizi pubblici locali dipende la qualità della vita di quattro milioni di cittadini”, ha detto Sgandurra. Ma entriamo nel dettaglio delle ricognizioni fatte dall’Agenzia. Il trasporto pubblico è senza dubbio il servizio considerato peggiore dai romani.
 
Trasporti e mobilità sotto la sufficienza. Ecco nel dettaglio la pagella assegnata alla Giunta Raggi dai romani
 
Nel 2017, secondo la relazione, si collocano sotto la sufficienza (in un voto da uno a dieci), i bus e tram (4,3) le strisce blu (4,9) ma anche la metropolitana (5,9), i taxi (5,9), che negli anni passati erano stati valutati in modo più positivo. “La percezione sembra rispecchiare l’andamento dell’offerta di Tpl”, si legge nella relazione. Un’offerta che ha visto ridurre il servizio in superficie di quasi 28 milioni di vetture per chilometro dal 2006. Quella di metropolitana nel contempo è cresciuta più 15 milioni di vetture per km, ma il servizio effettivamente erogato è sempre stato inferiore alla programmazione, con uno scarto negativo per i primi 10 mesi del 2017 che è stato pari al 15%. Il drastico calo degli investimenti effettuati in Atac (66% del 2009) ha provocato poi un aumento dell’età media dei veicoli di superficie e, congiuntamente alla riduzione delle risorse destinate alla manutenzione (-20% dal 2009) ha causato anche un aumento dei guasti che hanno interessato nel 2016 il 36% dei mezzi. Tale percentuale al 8% nel 2007: sono stati persi in questo modo circa un milione di corse. Il servizio di metropolitana ha sofferto maggiormente delle disfunzioni organizzative e nel 2016 quasi il 30% delle corse sono state perse per la mancanza di personale, ma ultimamente anche il deficit di approvvigionamento di materiali di ricambio che ha provocato la perdita del 37% delle corse. Inoltre, spiega la relazione, a differenza della superficie l’infrastruttura metropolitana è sottodimensionata rispetto alla popolazione: due km di rete ogni 100.000 abitanti contro i quattro chilometri di Berlino e i 9 di Madrid. “Tutto ciò evidenzia che è imprescindibile un nuovo e robusto piano di investimenti”.
 
Servizi culturali promossi, anche se in flessione rispetto alle ultima valutazioni
 
Di gran lunga diverso e comunque al di sopra della sufficienza, anche se in flessione rispetto al passato, il voto che i romani hanno dato ai servizi culturali, sceso, in una scala da 1 a 10, dal 7,6 del 2016, al 7,2 nel 2017. Il punteggio più alto è stato assegnato al palaexpo, (7,6) seguito dall’auditorium (7,5) dai musei comunali (7,3) dalle biblioteche comunali (6,9) e dal Bioparco (6,8). Dal punto di vista della vendita dei biglietti nel 2016 Bioparco ha guadagnato l’8% rispetto al 2015, il 22% rispetto al 2010, Palaexpo è invece è sceso del 45%, anche a causa della perdita della gestione delle Scuderie del Quirinale. La società Zetema, che gestisce il sistema museale comunale, ha perso il 10% rispetto al 2015, ma guadagnato l’80% rispetto al 2010. “L’autofinanziamento, cioè il rapporto tra le risorse proprie i costi totali al netto delle sovvenzioni pubbliche, spiega poi la relazione, vede risultati differenti a seconda della peculiarità del servizio che la società gestiscono: si va da un 2,5% delle biblioteche comunali, al 42% del Palaexpo, al 66% di musica per Roma, al 75% del Bioparco”. Infine, la spesa totale dei turisti per consumi culturali si posiziona in un range tra 4,4 e 5,8 miliardi di euro e la loro permanenza media è stata di 2,3 notti per turista.
Share