La singolare proposta dei radicali di Bonino a Bernardini. Che replica: voi, che siete stati i nostri più acerrimi boicottatori…

La singolare proposta dei radicali di Bonino a Bernardini. Che replica: voi, che siete stati i nostri più acerrimi boicottatori…

“Faccia di tolla” sta, dicono i dizionari della lingua italiana, per personaggio sfrontato, impudente. Ed è l’immagine, quella di facce di bronzo (o di latta, se si preferisce), che viene in mente alla lettura delle proposte che alcuni dirigenti dell’associazione Radicali Italiani (Riccardo Magi, Silvia Manzi, Antonella Soldo), dell’associazione Luca Coscioni (Filomena Gallo e Marco Cappato), con il supporto di Emma Bonino e Gianfranco Spadaccia hanno inviato a Rita Bernardini, della presidenza del Partito Radicale, impegnata da sempre sul fronte giustizia e carcere. Il breve carteggio che segue è quanto mai significativo.
 

Magi e compagnia vogliono costituire una listarella-cespuglio che faccia da alibi libertario e radicale per il PD renziano e così contribuisca a frenare quella che par essere una inarrestabile emorragia di consensi. Cercano volti noti e presentabili da spendere in questa loro impresa e propongono a Bernardini di “arruolarsi” nel loro caravanserraglio. “Cara Rita”, scrivono, “stiamo preparando le liste Più Europa alle quali, per garantire una riconoscibilità radicale, Emma ha assicurato la disponibilità del suo nome nel simbolo: crediamo sia chiaro il perché di questa scelta che come Radicali Italiani abbiamo compiuto insieme a Benedetto. Negli ultimi anni tu e noi abbiamo intrapreso scelte politiche e organizzative diverse per ragioni che è inutile qui e ora ricordare; ma riteniamo che le comuni battaglie sul carcere e sulla giustizia giusta dovrebbero essere rappresentate direttamente da te in Parlamento. Non sappiamo se ce la faremo, se i nostri sforzi saranno coronati da successo, ma in caso positivo pensiamo che anche con la tua elezione sarà garantita la continuazione in Parlamento delle tue e nostre battaglie sulla giustizia e sul carcere. Sappiamo di esprimere una scelta ampiamente condivisa tra noi. Ti chiediamo di pensare a questa proposta e di darci una risposta il prima possibile”.
  

La risposta, articolata e gelida, è arrivata a stretto giro di posta: “Il fatto che mi proponiate una candidatura nella vostra lista mi porta a pensare che il mio comportamento politico non sia stato chiaro ai vostri occhi e ciò mi dispiace perché ero convinta di essermi manifestata in modo limpido. E non mi riferisco a tempi recentissimi ma almeno da quando le vostre strade sono confluite in un’unica strada contraria a quella percorsa da Marco Pannella, strada – quella di Marco – che io ho condiviso e che cerco di portare avanti oggi con le compagne e i compagni del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito. Non è ‘per caso’ che i soggetti politici che rappresentate con le vostre firme siano stati i più acerrimi boicottatori, con atti, comportamenti e omissioni, del raggiungimento nel 2017 dei 3.000 iscritti. Non sono secondarie, come scrive Riccardo Magi con l’espressione ‘è inutile qui e ora ricordare’, le ragioni che mi hanno portato a ‘scelte politiche e organizzative diverse’ anche perché ‘giustizia giusta’ e ‘carceri’ non sono un brand, semplici titoli di iniziative da poter vantare in campagna elettorale, ma elementi essenziali di un regime a-democratico e anti-popolare che ha ridotto il Paese sul lastrico non solo e non tanto economico (quella semmai è una conseguenza), ma istituzionale e civile. Avete il ‘vostro’ partito, la ‘vostra’ lista, il nome di Emma Bonino ceduto a Radicali Italiani come patrimonio da far fruttare nelle competizioni elettorali. Avete spazi televisivi a gò-gò, quelli per conquistare i quali (e non certo per se stesso) Pannella doveva giungere in punto di morte: che ve ne fate di una scostumata Bernardini?”.
  

L’esponente del Partito Radicale chiude la sua nota con una citazione di Marco Pannella che risale al 1978: “Non possiamo non prevedere fin d’ora – pena la morte politica di tutti noi – che si tenterà di separare, di annettere, di integrare qualsiasi radicale che proponga in modo non scostumato, cioè secondo il costume di classe del potere, e quindi con costumi omogenei a quelli del potere, quello che insieme abbiamo imparato e a cui stiamo dando corpo”. C’è poco da aggiungere, se non che si rimane basiti nel constatare che chi ha rivolto quell’invito a Bernardini abbia anche per un momento potuto pensare che la proposta sarebbe stata accolta. Ma forse i firmatari dell’invito a Bernardini sono convinti che il prossimo sia fatto a loro immagine e somiglianza: di visione e di comportamenti; e tutto, allora, si spiega.

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