La Consulta dichiara inammissibili i ricorsi per conflitto di attribuzione contro il Rosatellum. Besostri: “la sentenza non entra nel merito e non chiude tutte le porte”

La Consulta dichiara inammissibili i ricorsi per conflitto di attribuzione contro il Rosatellum. Besostri: “la sentenza non entra nel merito e non chiude tutte le porte”

Inammissibili i conflitti di attribuzione per Italicum e Rosatellum. Lo ha deciso la Corte Costituzionale nella camera di consiglio di martedì durante la quale ha discusso, in sede preliminare di ammissibilità sui quattro conflitti di attribuzione riguardanti le procedure di approvazione delle leggi elettorali cosiddette Italicum e Rosatellum. Tre conflitti sono stati presentati da alcuni soggetti che si sono qualificati allo stesso tempo come elettori, soggetti politici, parlamentari e rappresentanti di un gruppo parlamentare (Movimento 5 Stelle). “Nessuno dei tre ricorsi individua in modo chiaro e univoco né la qualità in cui i ricorrenti si rivolgono alla Corte né le competenze eventualmente lese né l’atto impugnato – si legge in una nota -. Tali gravi carenze degli atti introduttivi non mettono la Corte in condizione di deliberare sul merito delle questioni. Perciò ne è stata dichiarata l’inammissibilità. Il quarto ricorso è stato proposto congiuntamente dal Codacons, da un cittadino elettore e da un senatore contro il governo, per aver posto la questione di fiducia, alla Camera dei deputati, durante l’iter di approvazione della legge elettorale cd. Rosatellum. Per ragioni analoghe anche tale conflitto è stato dichiarato inammissibile”. Inoltre, “posto che un senatore non ha titolo per sollevare conflitto contro il governo, per di più lamentando vizi del procedimento parlamentare seguito presso la Camera dei deputati, nessuno dei ricorrenti è, nel caso di specie, qualificabile quale potere dello Stato”, ha concluso la Consulta.

Besostri, legale anti-Italicum: “Ma la Consulta non chiude tutte le porte e non entra nel merito”

“Le motivazioni della Corte costituzionale per quanto riguarda i ricorsi dei Parlamentari sul conflitto di attribuzione nei confronti dei Presidenti delle Camere non chiudono in maniera definitiva la possibilità di riproporli tenendo conto delle critiche sollevate dalla Corte sulla loro formulazione”. Lo sottolinea l’avvocato Felice Besostri, coordinatore degli Avvocati Antitalikum. “Sembra quasi – avverte – che la Corte si lamenti di non essere potuta entrare nel merito. In questa situazione di distacco dei cittadini dalle istituzioni, sarebbe bene che leggi elettorali nel loro contenuto e loro procedura di approvazione siano esaminati nel merito dalla Corte Costituzionale nella sua piena ed esclusiva autorità”. “Il prossimo Parlamento, se dura 5 anni – spiega – dovrà eleggere o confermare il Presidente della Repubblica, nominare i membri laici del Csm e un giudice della Corte Costituzionale. Sarebbe bene che godesse di una legittimazione politica sostanziale. La decisione di inammissibilità è meramente procedurale, nulla dice né direttamente né indirettamente sulla legittimità costituzionale del Rosatellum, che resta incostituzionale, perché ancora una volta la grande maggioranza se non la totalità dei Parlamentari sono nominati dai partiti e non eletti dai cittadini”. “Voto disgiunto, assenza di scorporo -rimarca Besostri- e norme a favore dei Parlamentari uscenti non sono un buon segno di sviluppo democratico, che deve sempre consentire il sorgere di nuovi soggetti politici che interpretino meglio le aspirazioni dei cittadini”. “Attendiamo il deposito delle motivazioni per un giudizio definitivo. Ritenteremo con altri strumenti come un nuovo conflitto di attribuzione, assolutamente inedito, e con i ricorsi ai Tribunali, come già fatto con l’Italicum”, conclude.

Share