Il Rosatellum passa alla Camera col voto segreto, 375 sì e 215 no, ben 75 i franchi tiratori. Renzi e Berlusconi contentissimi, ma si prevedono guai per gli italiani. Fratoianni, Bersani, i 5 Stelle pronti alla battaglia in Senato

Il Rosatellum passa alla Camera col voto segreto, 375 sì e 215 no, ben 75 i franchi tiratori. Renzi e Berlusconi contentissimi, ma si prevedono guai per gli italiani. Fratoianni, Bersani, i 5 Stelle pronti alla battaglia in Senato

Il Rosatellum bis passa alla Camera, con voto segreto, quando sono le 21 di giovedì 12 ottobre, una di quelle date che resterà tra le peggiori e nere nella storia della democrazia parlamentare italiana. Dopo tre voti di fiducia, sui tre articoli principali della legge elettorale, con appena 307, 308 e 309 voti, al di sotto della maggioranza assoluta della Camera, sulla base delle dichiarazioni di voto finali fatte dai gruppi parlamentari, il Rosatellum bis poteva contare su una maggioranza blindatissima di 450 voti. Ha incassato invece 375 sì. Il che vuol dire che, sempre sulla carta e tenendo conto delle assenze giustificate, dello scrutinio segreto e dei voti non favorevoli dati dai ‘dissidenti’ interni, sono venuti a mancare 75 voti. Il fronte del ‘no’ alla legge elettorale, sempre sulla carta, poteva contare su 164 voti. I voti contrari sono stati 215, quindi gli oppositori della riforma hanno ‘guadagnato’ almeno 50 voti. Che sia un segnale politico lo vedono tutti, ma evidentemente è sfuggito agli aedi della nuova maggioranza, quelli che hanno stretto un patto su sollecitazione di Renzi, Berlusconi, Salvini e Alfano. Tradotto, si tratta di una legge approvata soprattutto dai deputati del centrodestra, osteggiata a sinistra e dai Cinquestelle, che per tre giorni hanno gridato al golpe, allo schiaffo alla democrazia, alla ferita istituzionale e costituzionale. Con la complicità del premier Gentiloni e la benedizione finale di Renzi, che ha perfino avuto il coraggio di citare Alcide De Gasperi, senza però dire che con la legge truffa del 1953 ebbe fine la sua carriera politica. Ma si sa, in questi giorni ne abbiamo viste e ascoltate tante di mistificazioni del presente e del passato.

L’aula della Camera si è trasformata subito dopo il via libera al Rosatellum. Da tesa e silenziosa si è divisa a metà: esultanza nei banchi del Pd e palese delusione dalle parti della sinistra e del Movimento 5 Stelle. Dopo aver applaudito a lungo, il capogruppo Ettore Rosato che a questa riforma ha dato il suo nome, i Dem si sono alzati in piedi battendo le mani e gridando di esultanza, con spudorata offesa all’Aula della Camera (con 450 voti di partenza, si aspettavano di perdere?). Sguardi bassi e nessun commento soprattutto tra i 5 Stelle, alcuni dei quali sono rimasti seduti al proprio posto mentre l’emiciclo ha cominciato a svuotarsi. Capannelli tra i dem: complimenti a vicenda e abbracci a Rosato rimasto in piedi vicino al suo scranno sorridente come non mai. Ed ora i deputati dem, forzisti, leghisti e alfaniani possono tranquillamente raggiungere le proprie abitazioni a festeggiare questa orrenda giornata di terrore per la democrazia. Dopo l’approvazione alla Camera, ora il Rosatellum bis passa al Senato, dove è prevista una nuova fiducia.

“Buffoni”, “maledetti”, “vergogna”. La folla dei simpatizzanti 5 Stelle radunata in piazza Montecitorio reagisce così, con urla e fischi, al voto favorevole dell’Aula della Camera al Rosatellum. Da Di Maio a Di Battista, da Fico a Toninelli, a Bonafede. Sul palco allestito in piazza Montecitorio è salito lo stato maggiore dell’M5S per parlare alla folla dei propri sostenitori dopo l’ok della Camera al Rosatellum. “Sono tranquillissimo perché una legge elettorale non potrà mai fermare il cambiamento nel Paese. Questo non è un colpo al Movimento 5 Stelle ma ai cittadini italiani”, ha detto Fico. “Hanno approvato una pessima legge. Con questa scelta la democrazia italiana è più fragile. La cosa più grave è che oggi si stabilisce un precedente inquietante: da qui in avanti ogni maggioranza si sentirà autorizzata a cambiare le regole del gioco a pochi giorni dalle elezioni. Comunque continuerà la nostra battaglia nel Paese e nell’aula del Senato”, afferma Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana.

“Renzi non parlava di coalizione e ora si parla di coalizione”, dicono gli orlandiani del Pd. “Adesso lo scenario cambia, se il Pd non vuole morire deve uscire dall’impero e confrontarsi seriamente”, sottolinea Tabacci. “Avevamo ragione noi”, aggiungono i franceschiniani. Con l’ampio sì della Camera dei deputati al ‘Rosatellum’ partono le manovre nel campo del centrosinistra e del centrodestra. Mdp è fermo sulla sua posizione: “Ma quali coalizioni? Sono vaghe alleanze per raccogliere i voti anche con le reti a strascico e le liste civetta”, osserva Bersani. “Apriamo al trasformismo”, sottolinea Speranza. “Sono le regole che fanno le alleanze, non le alleanze le regole”, osserva un fedelissimo dell’ex sindaco di Milano. “Renzi ha vinto su tutta la linea”, spiega uno dei renziani. Ma la vera partita si giocherà dopo le elezioni siciliane.

“Ora si apre una nuova fase nel centrosinistra”, ha spiegato Rosato nel suo intervento. Ap si presenterà da sola se non verrà aperta la porta da parte del centrodestra. “Ora toccherà soprattutto a Berlusconi e Salvini trovare un accordo”, dicono in Forza Italia. Ma nelle fila del Carroccio si spiega che al momento non è previsto alcun appuntamento. Mentre, invece, aumentano sempre di più le distanze tra il Carroccio e Fratelli d’Italia. Brunetta al termine della votazione di oggi ha telefonato a Berlusconi. “Era contentissimo”, riferisce il capogruppo azzurro alla camera. E se è contentissimo Silvio, vuol dire che saranno guai per gli italiani.

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