Bankitalia. Venerdì il Consiglio dei ministri indica chi sarà il governatore. Scotto (Mdp): da evitare la presenza della Boschi per conflitto di interessi. Interrogazione a Gentiloni e Padoan. Richiamo di Violante al senso dello Stato

Bankitalia. Venerdì il Consiglio dei ministri indica chi sarà il governatore. Scotto (Mdp): da evitare la presenza della Boschi per conflitto di interessi. Interrogazione a Gentiloni e Padoan. Richiamo di Violante al senso dello Stato

Il referendum consultivo sulla autonomia che ha chiamato al voto Veneto e Lombardia, le Regioni che lo hanno promosso, impazza. Nei commenti, nelle cronache dei quotidiani, in particolare Zaia e Maroni, i governatori delle due Regioni, sembrano dimenticare che la Costituzione pone precisi paletti e indica il quadro, inderogabile, entro il quale deve avvenire il confronto fra governo e regioni. Ne parliamo in altra parte del giornale. Ci pare utile però ricordare i limiti del referendum consultivo non per calmierare i bollenti spiriti ma per riportare il problema al suo contenuto. Insomma non si tratta, come dice il governatore del Veneto, di un evento epocale come l’abbattimento del muro di Berlino, ma di un adeguamento degli spazi di intervento di questi enti di cui, per esempio, stanno discutendo governo e Regione Emilia. Non significa sottovalutare o ignorare il significato politico del voto nelle due Regioni. E neppure di sminuire l’apertura al confronto  di cui ha dato disponibilità il presidente del Consiglio. Si tratta di un atto dovuto. Il problema sono i contenuti che si intendono dare a questo confronto. Non si tratta, è bene ripeterlo, di apportare modifiche alla Costituzione di cui parla il governatore Zaia.

Il rischio di far passare in secondo piano legge elettorale, Bilancio, Bankitalia

C’è un rischio da evitare ad ogni costo. Quello di far passare in secondo piano tre problemi reali, destinati a segnare il futuro prossimo del Paese. Parliamo della manovra che riguarda  il Bilancio del 2018 in discussione in Parlamento, della legge elettorale, segnata dai voti di fiducia alla Camera, oggi in Aula al Senato, dove il governo non esclude la ripetizione di quanto avvenuto alla Camera,  della nomina del governatore della Banca d’Italia, segnata dalla mozione presentata dal Pd che, di fatto, esprime netta contrarietà alla conferma di Ignazio Visco. Il Consiglio dei ministri che dovrebbe svolgersi venerdì dovrebbe indicare al presidente del Consiglio o la conferma o un nuovo nome da “consegnare” al presidente della Repubblica al quale spetta compito di mettere il sigillo alla nomina. La mozione presentata dal Pd e poi approvata dalla  Camera, il “no” alla conferma di Visco  ha suscitato critiche molto forti a partire dal fatto che un ruolo fondamentale l’ha giocato Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, che sarebbe stata la “mente” dell’operazione. Articolo 1-Mdp, Sinistra Italiana, sindacati, una quarantina di economisti, giuristi, costituzionalisti hanno espresso solidarietà a Visco, ricordando che non possono essere violate indipendenza e autonomia di Bankitalia. Critiche molto forti anche dall’interno del Pd, da Veltroni e Napolitano, da personalità come Prodi. Arturo Scotto, deputato di Articolo 1 ha posto un problema di fondo: può – ha messo per scritto in una interrogazione –  partecipare alla riunione dei ministri Maria Elena Boschi  che  non solo ha svolto un ruolo nella messa a punto della mozione del Pd con la quale, di fatto, si mette un veto alla conferma dell’attuale governatore. Per la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio si pone il problema del conflitto di interessi, visto che il padre è stato coinvolto nelle vicende di Banca Etruria, colpito da due multe una dalla Consob e l’altra da Bankitalia. Scotto ha ritenuto che la presenza della Boschi alla riunione dei ministri sia da evitare. Ha preso carta e penna, si fa per dire, ed ha inviato una interrogazione inviata a Paolo Gentiloni e al ministro Pier Carlo Padon di cui riportiamo il testo integrale a conclusione dell’articolo, chiedendo che Boschi non partecipi alla riunione dei ministri.

Il richiamo alla normativa. Il ruolo in Banca Etruria di Pier Luigi Boschi

Scotto parte da una considerazione di merito e di metodo. “L’interessamento da parte di un esponente di spicco dell’attuale Governo e titolare di un ruolo strategico per quanto concerne le decisioni in seno al Consiglio dei Ministri, come per l’appunto quella sulla nomina del Governatore della Banca d’Italia – afferma – suscita gravi perplessità, anche alla luce di quanto disposto dalla normativa che regola le operazioni per i soggetti in conflitto di interesse, considerato che il padre dell’On. Boschi, Pier Luigi Boschi – le cui attività in qualità di ex Vice Presidente di Banca Etruria sono state a lungo oggetto della vigilanza bancaria e finanziaria operata da Palazzo Koch – e comunque rientrante nella fattispecie giuridica ‘stretti familiari’ di cui alla Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 della Banca d’Italia, che stabilisce precise disposizioni sui conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati, come per l’appunto la Sottosegretaria Boschi”. Da queste considerazioni parte la richiesta di Scotto a Gentiloni e Padoan di “sospendere” la partecipazione della numero due del Giglio magico dal Cdm che il 27 ottobre dovrà valutare il nuovo inquilino di Palazzo Koch.

L’ex presidente della Camera Violante. Il Parlamento non può fare di tutto

Intanto si segnalano nuove prese di posizione su questa vicenda. L’ex presidente della Camera, Luciano Violante, afferma che “Si può benissimo criticare o cambiare il governatore della Banca centrale, ma non per mezzo di un atto parlamentare (la mozione del Pd ndr). Non è una questione formale. Esistono limiti definiti dal senso dello Stato e dal rispetto delle istituzioni. Non è accettabile una sorta di relativismo istituzionale; il Parlamento non può fare di tutto, altrimenti diventa ininfluente. Proprio per le sue essenziali funzioni in democrazia deve evitare di assumere posizioni che tolgono reputazione alla Repubblica e alle sue istituzioni”.

La Malfa: Visco ha l’obbligo di rendersi disponibile alla conferma

La Malfa in una dichiarazione comparsa sul Quotidiano nazionale afferma che la legge 262 del 2005 fissa una procedura precisa per la nomina del governatore della Banca d’Italia in cui “non  è previsto un ruolo né per il Parlamento, né tantomeno per le segreterie dei partiti. Se gli orientamenti del Parlamento e dei partiti fossero determinanti vi sarebbe una precisa violazione di legge”. La Malfa sottolinea che “Palazzo Koch non è dei partiti”. “Una prima confusione – afferma – è nata in Parlamento; ma il vero problema è nato dalle dichiarazioni successive del segretario del Pd, il quale ha affermato che, in sostanza, la mozione approvata doveva essere considerata come un invito esplicito al governo, della cui maggioranza il Pd è la componente principale, a non confermare l’attuale governatore. Questo cambia la natura del problema. E prospetta una violazione delle procedure di legge e una invasione nelle competenze di altri organi dello Stato, ivi inclusa la presidenza della Repubblica”. Per La Malfa, “a questo tentativo deve opporsi in primis l’attuale governatore che a questo punto ha l’obbligo, non per sé ma per la Banca d’Italia, di rendersi disponibile alla conferma. Questo aiuterà in modo decisivo il presidente del Consiglio Gentiloni a fare quello che ha dichiarato, cioè difendere l’autonomia della Banca d’Italia”. Attacca duramente Luigi Di Maio (M5S, vicepresidente della Camera): “A Roma c’è chi ha massacrato i risparmiatori e che adesso vuole fare il loro paladino e cioè Renzi. Lui e la Boschi – afferma – sono gli aguzzini dei risparmiatori italiani, non i loro salvatori. Si devono ricordare che quando hanno governato non solo hanno favorito le banche, ma in 20 minuti hanno fatto un decreto per salvare la banca della Boschi e mandare sul lastrico centinaia di migliaia di risparmiatori”.

Falbi, sindacato aziendale: Sistematica aggressione a  Bankitalia, fortino assediato

Dopo Cgil e Cisl interviene  la Falbi, uno dei sindacati che rappresenta i dipendenti di Palazzo Koch, aderente a Confsal con una nota del segretario Luigi Leone in cui afferma che “L’autonomia, l’indipendenza, la competenza, la probità e l’efficienza di Bankitalia sono un patrimonio di cui  è azionista e detentore ogni singolo lavoratore dell’Istituto. La Falbi – afferma – ha il dovere di biasimare la sconsideratezza di coloro che, in queste ore, stanno offrendo all’Europa, che ci guarda, un indecoroso scenario di macerie istituzionali”. “La Banca d’Italia”,  continua il segretario generale della Falbi, “è un fortino assediato da una muta di partiti a cui fa argine un secolare esercizio di autonomia, rigoroso e mai autoreferenziale. E quando si avvicinano i momenti cruciali in cui tale autonomia va esercitata, i latrati diventano assordanti: a fine ottobre scade il mandato del Governatore, per cui la corsa all’occupazione della relativa poltrona mette in fila sgomitanti editorialisti e pseudo-paladini dei cittadini che con la sistematica aggressione a Bankitalia tentano di occupare il palcoscenico”.  Nessun commento da parte della Commissione europea. Il capo dei portavoce, Margaritis Schinas, alle domande dei giornalisti in conferenza stampa ha fatto scena muta.

Il testo integrale dell’interrogazione presentata da Arturo Scotto

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e delle Finanze –

premesso che:

l’articolo 19, comma 8, della legge 28 dicembre 2005, n. 262, stabilisce che la nomina del governatore della Banca d’Italia è disposta con Decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d’Italia;

dal gennaio 2017, l’On, Maria Elena Boschi, ha assunto l’incarico di Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con funzioni di Segretario del Consiglio e delega in materia di attuazione del programma di Governo e pari opportunità;

alla Sottosegretaria Boschi, sono, altresì, delegate le funzioni di coordinamento in materia di valutazione e controllo strategico nelle amministrazioni dello Stato, come stabilisce il Dpcm di delega funzioni del 19 gennaio 2017;

in questi giorni, proprio in concomitanza dell’avvio dell’iter di rinnovo del governatore della Banca d’Italia, come è emerso su gran parte della stampa nazionale, la Sottosegretaria Boschi avrebbe avuto un ruolo determinante nella stesura di una mozione parlamentare che, nella parte degli impegni, ha come obiettivo proprio quello di orientare politicamente la scelta sul nuovo vertice dell’Istituto;

l’interessamento da parte di un esponente di spicco dell’attuale Governo e titolare di un ruolo strategico per quanto concerne le decisioni in seno al Consiglio dei Ministri, come per l’appunto quella sulla nomina del Governatore della Banca d’Italia, suscita gravi perplessità, anche alla luce di quanto disposto dalla normativa che regola le operazioni per i soggetti in conflitto di interesse, considerato che il padre dell’On, Boschi, Pier Luigi Boschi – le cui attività in qualità di ex Vice Presidente di Banca Etruria sono state a lungo oggetto della vigilanza bancaria e finanziaria operata da Palazzo Koch – e comunque rientrante nella fattispecie giuridica “stretti familiari” di cui alla Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 della Banca d’Italia, che stabilisce precise disposizioni sui conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati, come per l’appunto la Sottosegretaria Boschi;

per sapere:

se, esclusivamente in merito alla procedura di nomina di cui all’articolo 19, comma 8, della legge 28 dicembre 2005, n. 262, non sia maturato in seno al Governo il convincimento di sospendere i poteri e le funzioni, di cui all’articolo 4 della legge 23 agosto 1988, n. 400, della Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, anche tenuto conto della disciplina generale sul conflitto d’interessi che regola l’attività dei membri del Governo in carica.

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