Venezia 2017: il Leone d’oro a “The Shape of Water”, di Guillermo del Toro. Coppa Volpi a Charlotte Rampling e Kamel El Basha

Venezia 2017: il Leone d’oro a “The Shape of Water”, di Guillermo del Toro. Coppa Volpi a Charlotte Rampling e Kamel El Basha

Il Leone d’oro per il miglior film di Venezia 74 parla messicano. Ad aggiudicarselo il regista Guillermo del Toro per “The Shape of Water”. La giuria della 74a edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ha scelto quest’anno di premiare una favola ultraterrena ambientata intorno al 1962 sullo sfondo dell’America della Guerra Fredda. All’interno del remoto laboratorio governativo di massima sicurezza dove lavora, la solitaria Elisa è intrappolata in una vita di silenzio e isolamento che viene cambiata per sempre quando lei e la sua collega Zelda scoprono un esperimento segreto. Poi sboccia l’amore tra un mostro acquatico e una delle due donne delle pulizie. “Ho 52 anni, peso poco più di 110 kg e sono la dimostrazione che a volte può davvero succedere di fare qualcosa di diverso nella vita, rischiando tutto ciò che si ha. Dedico questo premio a tutti i registi latinoamericani che vogliono fare qualcosa: abbiate fede, restate puri. Bisogna avere fede in qualsiasi cosa si creda: io credo nella vita, nell’amore, nel cinema”, ha dichiarato sul palco Del Toro.

Serata da incorniciare anche per il francese Xavier Legrand, che ha conquistato il Leone d’argento per la miglior regia e, subito dopo aver ricevuto il premio, è scoppiato in lacrime di gioia. Il transalpino ha vinto anche il Leone del futuro opera prima “Luigi De Laurentiis”.  Leone d’argento – Gran Premio della Giuria invece a Samuel Maoz per Foxtrot”.

La  Coppa Volpi come migliore interpretazione femminile è andata Charlotte Rampling per il film “Hannah” del nostro Andrea Pallaoro. “Sono doppiamente onorata di ricevere questo premio qui”, ha dichiarato l’attrice britannica. “L’Italia è la mia più grande fonte d’ispirazione, sono venuta qui a 22 anni, ho lavorato con i più grandi maestri del vostro cinema. E sono felice, oggi, di avere girato questo film con un regista della nuova generazione”. Kamel El Basha, uno dei due duellanti protagonisti di “The Insult” del regista Ziad Doueiri, si è portato a casa il riconoscimento per la migliore interpretazione maschile.

L’Italia festeggia doppiamente a Venezia, perché il premio Orizzonti per il miglior film è andato a “Nico, 1988” di Susanna Nicchiarelli. Così sul palco con voce commossa: “Questo è un film complicato, perché è italiano ma anche internazionale visto che abbiamo girato l’Europa. Per il cast, le musiche devo ringraziare chi lo ha reso possibile soprattutto Tryne Dyrholm perché se il film è così bello è merito suo”.

Il film più sottovalutato “Three Billboards Outside Ebbing”, diretto da Martin Donagh, alla fine gratificato solo con un premio alla sceneggiatura, riduttivo rispetto al valore dell’opera. Si rifarà nelle sale, anche, e molto, per merito della protagonista Frances McDormand. Il futuro del cinema, oltre che nei premi ai film della sezione Venice Virtual Reality, è nello sguardo quasi infantile dell’emergente Charlie Plummer, protagonista sensibile di “Lean on Pete”, storia di un ragazzo, del suo cavallo, e di un mondo dove certe volte è molto difficile trovare un posto.

Dopo la cerimonia di premiazione il sipario sulla Mostra 2017 è calato con la proiezione del film di chiusura fuori concorso, “Outrage Coda”, il film di Takeshi Kitano che chiude la trilogia sulla yakuza del maestro giapponese. Esattamente 20 anni fa Takeshi Kitano vinse il Leone d’oro con uno dei suoi capolavori, Hanabi e ”posso dire che Venezia ha salvato me e la mia carriera”. Lo dice il grande regista e attore giapponese prima della proiezione. ”Fino ad Hanabi – spiega Kitano – avevo già fatto una serie di film, ma non venivano considerati, si pensava fossi adatto solo alla stand up comedy o alla televisione. Poi avevo da poco avuto un brutto incidente d’auto e negli articoli su di me in Giappone scrivevano che ero finito. Era un periodo della mia vita in cui ero molto depresso: quando a Venezia ho vinto questo fantastico premio in un lampo ho ritrovato le energie e mi sono rialzato con la voglia di continuare a creare. Senza Venezia non ci sarei riuscito, sono molto grato alla Mostra per il tipo di carriera che ho avuto”.

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