Libia. Sembra confermato il naufragio di un barcone con 130 migranti venerdì scorso. 100 i dispersi. Civati: responsabilità di Minniti. Centro Astalli: politiche di chiusura inadeguate

Libia. Sembra confermato il naufragio di un barcone con 130 migranti venerdì scorso. 100 i dispersi. Civati: responsabilità di Minniti. Centro Astalli: politiche di chiusura inadeguate

Nonostante il calo degli sbarchi di migranti in Italia delle ultime settimane, c’è stata una nuova tragedia del mare al largo delle coste occidentali della Libia in cui si temono quasi un centinaio di vittime. Secondo informazioni diffuse dalla Marina libica, a naufragare è stato un barcone salpato venerdì da Sabrata, a ovest di Tripoli, con circa 130 persone a bordo. I resti dell’imbarcazione sono stati trovati mercoledì a circa 20 km a ovest di Zuara assieme a quattro cadaveri, due dei quali di donne. Di sette naufraghi salvati, uno è poi morto in ospedale. Dopo che nelle ultime ore sono stati salvati altri 30 migranti, la stima è dunque di circa 90 dispersi, ha precisato il portavoce della Marina di Tripoli, l’ammiraglio Ayob Amr Ghasem. Qualunque sia il bilancio definitivo, quella mediterranea centrale si conferma dunque la rotta più micidiale al mondo per i migranti, come sottolinea l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Iom) spiegando il fenomeno con la lunghezza della traversata e le pratiche del traffico di essere umani sempre più pericolose.

Civati e Maestri, Possibile: Codice Minniti ha allontanato le navi Ong, e ora ricerca e salvataggio in mano alla Guardia costiera libica. La responsabilità è di Minniti

“La macchina messa in piedi dal ministro Minniti per fermare gli sbarchi di migranti sta funzionando bene secondo la narrazione mediatica: meno 21%. Un dato buono da rivendere sul mercato politico-elettorale, ma con effetti devastanti per il capitolo dei diritti umani. Il codice Minniti ha allontanato le navi delle Ong dal confine delle acque territoriali libiche e ora ricerca e salvataggio sono in mano alla ‘efficientissima’ guardia costiera tripolitana, dallo stesso Minniti equipaggiata e foraggiata”, dichiarano il segretario e deputato di Possibile, Pippo Civati, e il parlamentare dello stesso partito, Andrea Maestri. “L’ultimo ‘successo’ – attaccano i due parlamentari di Possibile – è di questi giorni: un barcone con 130 migranti è rimasto in mare a 20 km da Sabrata, alla deriva per oltre 5 giorni e 100 persone sono morte o disperse. Certo, non sono mai sbarcate, ma solo perché inghiottite dal mare. Con il nostro question time alla Camera abbiamo letto al sempre ‘efficientissimo’ ministro Minniti le responsabilità politiche, che con questo ultimo episodio aumentano di numero e gravità. Violando il diritto internazionale del mare, è stato costruito un blocco di fatto alla ricerca e soccorso di natanti in difficoltà. Violando il diritto di asilo costituzionale, la Convenzione di Ginevra del 1951 sulla protezione dei rifugiati e l’art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, vengono attuati respingimenti collettivi di potenziali richiedenti asilo verso paesi come la Libia che non hanno ratificato tale Convenzione e sottopongono i migranti a restrizioni di libertà, trattamenti disumani e degradanti, torture e stupri”. “Non si può affermare – concludono Civati e Maestri – di temere per la tenuta democratica del Paese e poi scardinare i pilastri su cui una democrazia si regge, tra cui i principi fondamentali della Costituzione e i valori più profondi della Repubblica”.

Padre Camillo Ripamonti, centro Astalli: “la notizia dovrebbe provocare indignazione e sgomento. Le politiche di chiusura sono inadeguate a gestire il fenomeno”

“Attivazione immediata di vie legali che consentano a chi scappa da guerre e persecuzioni di giungere in Europa per chiedere protezione; di non far accordi con paesi terzi in cui non vengono rispettati i diritti umani e in cui non sia pienamente assicurato il rispetto del diritto d’asilo; non ridurre lo sforzo di ricerca e soccorso delle imbarcazioni in difficoltà nel Mediterraneo” torna a chiedere a istituzioni nazionali e sovranazionali il Centro Astalli dopo l’ennesima tragedia del mare che ha visto morire in un naufragio forse 100 migranti in un barcone al largo della Libia. Padre Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, afferma: “La notizia di questi cento migranti morti dovrebbe provocare indignazione e sgomento. Le politiche europee di chiusura mostrano ancora una volta la loro inadeguatezza nel gestire un fenomeno complesso come quello delle migrazioni. Umanità e lungimiranza guidino i governanti nel prendere decisioni che mettano al centro la persona e ispirino i cittadini ad aprirsi all’altro, in un’ottica di promozione umana e solidarietà”. La situazione in Libia, si legge in una nota del Centro, “resta altamente instabile, nei centri di detenzione i migranti, esposti a violenze e abusi, rischiano la vita. Il tentativo di attraversare il mare per molti migranti è dunque l’unica possibilità di salvezza. Purtroppo come era prevedibile le trattative con la Libia e con i Paesi di transito anche se hanno ridotto rapidamente il numero degli arrivi non hanno cambiato nella sostanza fenomeni troppo complessi da essere risolti nell’immediato. A prova di ciò i migranti continuano ad essere vittime del traffico di esseri umani senza un’alternativa legale che consenta l’arrivo in Europa in sicurezza”.

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