Juventus e Napoli, ancora a punteggio pieno, fanno la sistina, anche le altre vincono tutte tranne il Milan, settimana di Coppe

Juventus e Napoli, ancora a punteggio pieno, fanno la sistina, anche le altre vincono tutte tranne il Milan, settimana di Coppe

Juventus e Napoli, con la sesta vittoria consecutiva, hanno iniziato un testa a testa che, se dovesse continuare così, appassionerebbe parecchio il campionato. Le due capoliste sono uscite indenni rispettivamente da un derby e da una trasferta pesante vinta solo in extremis, confermando, almeno per ora, di essere le favorite anche se il cammino è appena all’inizio. In terza posizione c’è l’Inter che vince a 2 minuti dal termine una partita assai sofferta e in quarta troviamo una splendida Lazio che, stracciando il Verona, sorpassa il Milan malamente battuto dalla Sampdoria e raggiunto dalla Roma che, a sua volta, rientra in zona coppe dopo aver  battuto l’Udinese.

Un derby, si sa, è sempre una partita dai significati particolari  per le squadre e per i tifosi anche se a Torino, la Juve, la fa da padrona, soprattutto,  quando lo gioca in casa dove non perde da ben 22 anni e, con la vittoria di sabato sono diventati 23. Anche stavolta, sul campo, la sfida stracittadina è durata meno di mezz’ora con la Juve subito in vantaggio e il Torino con un uomo in meno per la sciagurata doppia ammonizione di Baselli; prima del riposo,  primo squillo di Dybala e, nella ripresa, Alex Sandro confermava con la tripletta la superiorità bianconera, netta e costante, con un arrotondamento finale in poker grazie ad un altro preziosismo di Dybala, il decimo gol in otto gare. Al di là dell’uomo in più, la Juve ha dominato un Toro piccolo piccolo che ha evitato un punteggio da disfatta solo grazie alle parate di Sirigu. Troppo forte la Juve o troppo debole il Torino? Forse l’uno e l’altro motivo hanno fatto passare alla storia un secco 4-0 nell’albo dei derby sotto la Mole.

Meno facile anzi parecchio più difficile del previsto, il successo esterno del Napoli a Ferrara contro una Spal che ha dato non poco filo a torcere agli uomini di Sarri, sia nel gioco che nell’evolversi del risultato che, alla fine (3-2) ha forse premiato un po’ troppo i partenopei. Dopo un paio di botte e risposte da ambo le parti, alla fine il Napoli è riuscito a allungare la serie mantenendo, così, il passo della Juve.

Inter-Genoa, partita facile sulla carta, per gli uomini di Spalletti, si è rivelata molto ostica e difficile da sbrogliare, a causa di un gioco insoddisfacente ancora in linea con le precedenti insufficienti esibizioni; però, e questa è la qualità maggiore, l’Inter, anche se non dà spettacolo facendo soffrire la tifoseria, non molla mai e, a un paio di minuti dal termine, mette a segno il golletto vincente che riaccende gli entusiasmi e permette di rimanere nella scia delle prime.

La Lazio aveva necessità di riscattare lo scivolone col Napoli e il Verona è stato l’avversario ad hoc per poterlo fare anche brillantemente: 3-0 in casa scaligera con la solita doppietta di uno strepitoso Immobile, al termine di un incontro senza storia anche per l’inconsistenza dell’avversario.  Lazio nuovamente nel gioco di vertice.

Ma anche la Roma, una Roma bene avviata a rientrare fra le grandi dopo qualche incertezza iniziale, ha messo a tappeto una volenterosa Udinese con un secco 3-1, scoprendo in El Shaarawy (doppietta) un altro cannoniere oltre all’implacabile Dzeko. Il metodo Di Francesco comincia a dare i suoi frutti.

Mala tempora currunt al Milan che a Genova, contro la Sampdoria è sprofondato (2-0), confermando il totale non gioco di squadra, una squadra, da quanto visto, ancora da costruire dalle fondamenta. Montella ha bocciato i suoi  ma Fassone in primis e la tifoseria hanno bocciato lui per l’ennesima formazione schierata che non aveva nessuna logica in ogni reparto e con il conseguente risultato di farsi superare in bellezza da una Samp che ha approfittato degli svarioni tecnici commessi dai giocatori che, tra quelli mandati allo sbaraglio in campo e quelli tenuti ingiustificatamente in panchina, sono sicuramente i meno colpevoli. Alla sesta di campionato non è concepibile che si continuino a fare esperimenti e si schierino un paio di cariatidi consumate e  invise da anni ai tifosi lasciando sulla panca acquisti milionari. Montella, forse  completamente confuso dalle varie possibilità di scelta, continua a scegliere male, prendendosela, poi,  con i giocatori. .

Fiorentina e Atalanta confezionano l’unico pari della giornata (1-1)  al termine di una partita nella quale viene contestata la direzione arbitrale da entrambi i fronti, Var compresa.

Ottimi colpi fuori casa quelli messi a segno dal Chievo, a Cagliari (0-2) e dal Bologna nel derby emiliano col Sassuolo (0-1), in particolare la squadra di Donadoni dopo aver fermato l’Inter sembra aver superato la crisi di risultati  che non venivano nonostante il bel gioco espresso.

Infine il Crotone acciuffa la prima vittoria della stagione contro il derelitto Benevento che ancora non è riuscito a conquistare neppure un punto, maturando la stessa situazione dei calabresi nello scorso campionato quando partirono malissimo conquistando, però, nel ritorno una storica salvezza. Sarà così anche per i sanniti ?

Settimana di coppe:  tra martedi e giovedi si giocherà il secondo turno di Champions (Juve-Olympiacos, Napoli-Feyenoord, Qarabag-Roma) e Europa League (Milan-Rijeka, Lazio-Waregem,  Lione-Atalanta) che, per le nostre squadre, è comunque molto importante per rimediare a precedenti passi falsi o per confermare il favorevole esordio. Se si vuole proseguire oltre la fase a gironi.

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