Fondi regionali, rinviati a giudizio 16 consiglieri del Pd della Regione Lazio

Fondi regionali, rinviati a giudizio 16 consiglieri del Pd della Regione Lazio
Sono stati rinviati a giudizio i 16 consiglieri regionali Pd del Lazio della scorsa legislatura, tra cui l’ex capogruppo e attuale sindaco di Fiumicino Esterino Montino, coinvolti nell’inchiesta sulla gestione dei fondi dei gruppi consiliari della Pisana. Lo ha deciso il gup Alessandra Boffi accogliendo le richieste dei pm Alberto Pioletti e Laura Condemi. I reati contestati, a seconda delle posizioni, sono peculato, abuso d’ufficio, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e truffa.
 
Poi, alla notizia, seguono le reazioni di alcuni chiamati a giudizio.
 
Lucherini
 
“Con riferimento alle notizie rilanciate in queste ore, e che coinvolgono la mia persona, preciso che la contestazione che mi viene mossa è quella dell’ipotesi di concorso in abuso in atti di ufficio relativamente alla procedura adottata per la assunzione con contratti a termine di alcuni collaboratori alle dipendenze del Gruppo consiliare del Partito Democratico. E’ doveroso precisare che, sulla base del regolamento del Consiglio regionale, così come avviene per tutte le assemblee elettive (Camera e Senato comprese) non è prevista alcuna procedura di natura pubblica, essendo quegli incarichi di carattere fiduciario, e legati alla durata della consiliatura. Tale interpretazione del Regolamento del Consiglio regionale è stata ribadita nelle memorie difensive presentate da esperti giuristi. Certo della fondatezza degli atti compiuti dal Gruppo consiliare della Regione Lazio esprimo la mia fiducia nella magistratura, consapevole che nel dibattimento dimostreremo la correttezza delle procedure adottate”.
 
Astorre
 
“In merito all’inchiesta sulla gestione dei fondi ai gruppi consiliari del Lazio nella passata legislatura, la contestazione addebitatami riguarda esclusivamente l’ipotesi di concorso in abuso in atti d’ufficio per la stipula da parte dell’allora gruppo Pd Lazio di alcuni contratti di collaborazione diretta, fatta nel più scrupoloso rispetto della normativa di riferimento. Confidando nell’operato della magistratura, attendo con serenità l’avvio del processo per fugare ogni dubbio e dimostrare l’infondatezza di quanto mi viene contestato”.
 
Scalia
 
La contestazione che mi riguarda è esclusivamente un’ipotesi di concorso in abuso in atti d’ufficio, legata alla procedura adottata per la stipula da parte del gruppo PD della Regione Lazio del contratto di alcuni collaboratori per la diffusione dell’attività politica del gruppo stesso. La contestazione si fonda su un’erronea interpretazione della normativa di riferimento che al contrario prevedeva, e prevede tuttora, tale diritto per i gruppi politici presenti all’interno del consiglio regionale”. Lo dichiara, in una nota, il senatore Francesco Scalia comunicando di essere stato rinviato a giudizio in esito all’odierna udienza preliminare. “Pienamente convinto della legittimità dell’operato dei responsabili del gruppo Pd – conclude Scalia – sono certo che il processo dimostrerà la totale infondatezza di tale contestazione”.
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