Egitto. Scomparso il difensore egiziano di Giulio Regeni, Ibrahim Metwaly, dopo essere stato prelevato all’aeroporto. Era diretto a Ginevra, al gruppo di lavoro Onu sulle sparizioni forzate. Il nostro governo tace

Egitto. Scomparso il difensore egiziano di Giulio Regeni, Ibrahim Metwaly, dopo essere stato prelevato all’aeroporto. Era diretto a Ginevra, al gruppo di lavoro Onu sulle sparizioni forzate. Il nostro governo tace

Ibrahim Metwaly, avvocato della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (Ercf), è stato fermato domenica all’aeroporto del Cairo. Secondo quanto riferito da alcuni colleghi di Metwaly su Twitter, l’uomo è stato fermato prima di prendere un volo per Ginevra, dove doveva partecipare ad una riunione del gruppo di lavoro dell’Onu sulle sparizioni forzate. Secondo i suoi colleghi, Metwaly è sparito dopo essere stato fermato. L’organizzazione di cui fa parte, Ercf, si occupa di sparizioni forzate in Egitto e fornisce servizi di consulenza legale alla famiglia di Giulio Regeni, il ricercatore trovato morto lungo la strada tra il Cairo e Alessandria il 3 febbraio 2016 con evidenti segni di tortura.

“Siamo preoccupatissimi per la sparizione di Ibrahim Metwaly. Siamo abituati al fatto che agli attivisti per i diritti umani venga impedito di imbarcarsi e di viaggiare, ma stavolta si tratta di una sparizione forzata”, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, commenta la sparizione di Ibrahim Metwaly, membro della Egyptian Commission of Rights and Freedom e consulente della famiglia Regeni. “Non solo non ci sono stati contatti con il governo italiano in merito a questa storia – continua Noury – ma trovo assurdo che sia necessario sollecitarli: Metwaly è a fianco alla famiglia Regeni. I segnali da parte dell’Egitto sono sempre più sconfortanti, se il governo pensa che l’ambasciatore Cantini, che sara’ lì in ormai settantadue ore, troverà una situazione di disponibilità, si sbaglia”.

“Mi piacerebbe sentire cosa ha da dire il presidente Gentiloni, domani quando sarà in audizione al Copasir, su questo ennesimo grave episodio che getta una luce ancora più sinistra sul caso Regeni”, dice il Senatore Francesco Campanella (Articolo Uno-MDP) a proposito della sparizione dell’avvocato che assiste la famiglia Regeni in Egitto. “Temo che la giustizia sia passata in secondo piano rispetto agli interessi economici”, prosegue Campanella. “La posizione dell’Italia rispetto all’Egitto è stata ammorbidita troppo presto, annunciando il rientro dell’ambasciatore al Cairo, se può succedere che il legale della famiglia Regeni sia fermato all’aeroporto e fatto scomparire come se nulla fosse”, conclude il senatore.

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