Londra. Ultimo duello televisivo a distanza tra May e Corbyn. La premier ha usato i muscoli, il laburista ha confermato sanità e istruzione gratuite e universali, e aumento graduale delle tasse per i ricchi

Londra. Ultimo duello televisivo a distanza tra May e Corbyn. La premier ha usato i muscoli, il laburista ha confermato sanità e istruzione gratuite e universali, e aumento graduale delle tasse per i ricchi

Ormai la premier May, leader dei conservatori britannici, non sa più a quale santo votarsi, in questa strana campagna elettorale che porterà i sudditi di Elisabetta II al voto il prossimo giovedì 8 giugno. Nel confronto televisivo a distanza, andato in onda sulla BBC, Theresa May si è lasciata sfuggire un commento da “macho” quando le è stata chiesta la ragione del voto anticipato. “Ho avuto le palle per farlo”, ha replicato, utilizzando un linguaggio insolito per un primo ministro britannico, Theresa May. Entrambi i leader, Theresa May per i conservatori, appunto, e Jeremy Corbyn per i laburisti, sono stati interrogati in successione e separatamente dal pubblico e da un giornalista.

Theresa May: “prima di tutto la Brexit, per questo ho avuto le palle per le elezioni anticipate”

“Avrei potuto restare in carica per un paio d’anni e non indire le elezioni. Ho avuto le palle per farlo”, ha ribadito seccamente Theresa May, rispondendo a una domanda e spiegando di non avere rimpianti nonostante i sondaggi che, sebbene diano ancora per vincente il Partito conservatore, risultano ora meno favorevoli rispetto a un paio di settimane fa. “L’unico sondaggio che conta è quello che si terrà il giorno delle elezioni”, ha insistito May, sostenendo che solo i Tories avrebbero rispettato “la volontà degli inglesi di fare il lavoro e avere successo nel processo di Brexit”.

Si attendono ora i risultati dei prossimi sondaggi per capire se, a sei giorni dal voto, il secondo round televisivo cambierà ancora l’esigua distanza tra i due principali candidati, ormai ridotta a tre punti scarsi, anche se il sistema elettorale Westminster è un maggioritario puro a turno unico, secondo il quale “the winner takes it all”, chi arriva primo nel collegio, o constituency, anche di un solo voto, ottiene il seggio. May ha giustificato la sua decisione con il desiderio di “ascoltare la voce degli elettori” prima di “discutere con gli altri politici”. Il premier ha difeso la necessità di un governo solido che garantisca il “successo” nei futuri negoziati con Bruxelles sulla Brexit e ha accusato l’opposizione di turbare il processo. “Credo che l’opinione più diffusa nel Regno Unito sia che la decisione di uscire dall’Ue è stata presa. Eleggiamo semplicemente un governo che metta mano al processo e raggiunga un buon accordo”, ha sostenuto.

Corbyn: “La Brexit si risolverà politicamente. Urgente invece intervenire su welfare, sanità e istruzione”

Da parte sua, Corbyn ha assicurato di voler rispettare, se sarà premier, il risultato del referendum del 23 giugno scorso, e si è detto pronto a guidare con la sua squadra il negoziato con Bruxelles. Ha assicurato inoltre che garantirà immediatamente i diritti dei cittadini comunitari che vivono nel Regno Unito e ha insistito sulla necessità di “conservare l’accesso ai mercati europei”. Il leader laburista ha garantito che non userà toni “minacciosi” con l’Ue e allo stesso tempo cercherà di costruire un rapporto di fiducia con Bruxelles, per raggiungre un accordo “ragionevole”. Inoltre, ha spiegato Jeremy Corbyn, centrale nel programma di governo laburista è l’estensione della gratuità dei servizi di welfare, a partire dalla sanità e dall’istruzione, che saranno interamente oggetto di un processo di progressiva nazionalizzazione, come le ferrovie. Corbyn ha molto accentuato l’idea di rendere, come in Germania, l’università pubblica ad accesso gratuito e universale. Non solo. Molti applausi ha riscosso Corbyn quando ha sostenuto che il programma laburista prevede un aumento graduale della tassazione sui redditi: fino al 45% per coloro che guadagnano oltre le 80mila sterline e fino al 50% per coloro che abbiano redditi superiori a 123mila sterline, mentre nessun aumento è previsto per chi abbia redditi fino a 80mila sterline, al contrario di ciò che ha detto Theresa May, per la quale i Tories non prevedono alcun aumento della tassazione dei redditi. In ogni caso, un progetto, quello di Corbyn, che sembra piacee moltissimo ai suoi elettori prevalenti: i giovani e le donne. Non è un caso, infatti, che secondo gli ultimi sondaggi diffusi in questa settimana, il vantaggio dei conservatori si sia ridotto a soli 3 punti, 42% contro il 39% dei laburisti e hanno evidenziato la possibilità che i tory perdano la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni.