Consip, Woodcock e Sciarelli indagati, ma la storia è vecchia. Scontro tra Procure, o meglio, tra come condurre le inchieste. Metodo napoletano o romano? Marco Lillo: “non sono loro le talpe”

Consip, Woodcock e Sciarelli indagati, ma la storia è vecchia. Scontro tra Procure, o meglio, tra come condurre le inchieste. Metodo napoletano o romano? Marco Lillo: “non sono loro le talpe”
Più che una fuga di notizie, che probabilmente c’è stata anche se non è chiaro chi siano i protagonisti, si tratta di uno scontro nel metodo che divide la Procura di Napoli, ed in particolare quella del Pm Woodcock, e quella della Procura di Roma guidata da Pignatone. Modi di procedere assolutamente alternativi tra loro e che poi finiscono in assoluto conflitto. I giornali, le televisioni e le radio hanno dato un ampio risalto mediatico ora, mentre all’indomani dell’iscrizione il Pm partenopeo sul registro degli indagati era stato trascurato. E’ bastato che accanto a lui finisse la compagna, la giornalista Federica Sciarelli, che tutto cambiasse.
Nel suo diritto a tenere riservate le fonti, il giornalista del Fattoquotidiano Marco Lillo, lo stesso che avrebbe ricevuto, secondo l’accusa, le soffiate, è stato più che irremovibile e chiaro: “La Procura di Roma ha preso un grosso brutto granchio. Federica Sciarelli, una collega che stimo e della quale mi onoro di essere amico è stata indagata per rivelazione di segreto in concorso con il magistrato Henry John Woodcock per la fuga di notizie realizzata con l’articolo del Fatto che svelava l’inchiesta Consip il 21 dicembre 2016. Non sono loro le mie fonti” scrive Lillo. “Federica ha subito anche il sequestro del suo telefonino. Io posso testimoniare, per quello che vale la mia parola e la mia credibilità, che in questo caso la Procura di Roma ha sbagliato. Se il procuratore Giuseppe Pignatone, l’aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi, volessero sentire la mia versione sono pronto a testimoniare oggi stesso”. “Probabilmente sono indagato anche io – aggiunge – ma i pm sei mesi fa hanno ascoltato la versione di ben altri indagati come Luca Lotti o il comandante Tullio Del Sette: potranno quindi ascoltare anche al mia”.
Il pm di Napoli Henry John Woodcock è indagato dalla procura di Roma, nell’ambito dell’inchiesta Consip, per violazione del segreto d’ufficio. “Ho appreso di essere indagato per il reato di rivelazione di segreto di ufficio. Ho assoluta fiducia nei colleghi della procura di Roma e sono quindi certo che potrò chiarire la mia posizione, fugando ogni dubbio ed ombra sulla mia correttezza professionale e personale” ha dichiarato il pm. “Non nego, tuttavia – ha aggiunto- di essere molto amareggiato, e che questo è per me un momento molto difficile”. “Posso però affermare, in piena serenità – ha concluso Woodcock – che la mia attività è sempre stata ispirata dal solo intento di servire la giustizia, nel rispetto delle regole”. Woodcock ha ricevuto un invito a comparire con indicata la data del 7 luglio prossimo per l’interrogatorio. “Il mio assistito è sereno e pronto a spiegare tutto quanto è stato fatto” ha detto l’avvocato Bruno Larosa, legale del pm napoletano. “Ha fiducia e non può essere altrimenti è un magistrato e come tale non può che avere fiducia nel sistema”. Il penalista ha auspicato che “si svolgano accertamenti a 360 gradi al fine di escludere tutti i dubbi, perché va fatta salva la professionalità dei soggetti coinvolti”.
Gli atti relativi al procedimento per rivelazione di segreto di ufficio nei confronti di Woodcock sono stati trasmessi dalla Procura di Roma al Csm e sono stati subito secretati. Al Csm è già aperta una pratica in Prima Commissione per accertare se nel filone napoletano dell’inchiesta Consip, di cui sono titolari Woodcock e Celestina Carrano, siano state commesse irregolarità. Nei prossimi giorni la Commissione, presieduta dal laico del Pd Giuseppe Fanfani e competente sui trasferimenti d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale dei magistrati, si riunirà per decidere la convocazione di un primo giro di audizioni. Federica Sciarelli indagata per fuga di notizie Insieme al pm Woodcock è indagata dalla Procura di Roma anche la giornalista Federica Sciarelli, nota conduttrice di “Chi l’ha visto?”. Secondo quanto sostenuto dai pm di Roma, la Sciarelli avrebbe fatto da tramite tra il pm napoletano e il giornalista Marco Lillo. La fuga di notizie sull’inchiesta Consip sarebbe avvenuta lo scorso dicembre quando il procedimento è passato da Napoli a Roma per competenza.
“So quello che è accaduto e so che la Procura di Roma, facendo legittimamente il suo lavoro, ha formulato un’ipotesi accusatoria che non sta in piedi”. Così il giornalista de “Il Fatto Quotidiano”, Marco Lillo, a margine della presentazione del suo libro, “Di padre in figlio”, in cui si rendono noti atti inediti del caso Consip e si parla del familismo renziano, risponde ai colleghi che gli chiedono di chiarire la vicenda per cui la giornalista Federica Sciarelli e il magistrato Henry John Woodcock sono indagati all’interno dell’inchiesta Consip, per fuga di notizie. “Woodcock non ha rivelato nessun segreto, tantomeno attraverso la mia amica, la giornalista Federica Sciarelli”, afferma il giornalista, ” Può capitare di formulare ipotesi sbagliate e penso che i magistrati lo accerteranno sentendo Woodcock, Sciarelli e spero anche me perché questo fatto non è mai accaduto”. Il giornalista che nel difendere la Sciarelli e Woodcock, afferma che “le fonti devono restare segrete”, offre la sua spiegazione in merito alle notizie riservate che sono giunte tra le sue mani e sono state pubblicate dal “Fatto Quotidiano”. ” Capita spesso che in redazione arrivino anche plichi anonimi”, dice Lillo e afferma: ” Mi gioco la mia credibilità: le mie fonti non sono Sciarelli o Woodcock, né l’una tramite l’altro”. Poi l’affondo: “Ho chiesto essere ascoltato in Procura. Sono stato fino a tarda sera in Procura a Roma. C’era in corso l’ interrogatorio del colonnello dei carabinieri”, prosegue il cronista. “Dovrei essere sentito con il mio avvocato, perché sono indagato in un altro procedimento, e immagino se ne parlerà la settimana prossima. Io richiesta l’ho fatta”.” Spero che i cittadino capiscano qual è il dito e quale è la luna”, auspica Lillo, ‘Io dico che la luna è la più grande gara d’Europa, da 2,7 miliardi di euro ed è stata scoperta grazie alle indagini della Procura di Napoli”. “L’ arresto di Romeo”, conclude il giornalista de “Il Fatto Quotidiano”, “sarà discutibile, si scoprirà che è sbagliato ma le prove per quell’arresto sono state trovate grazie alle indagini di Napoli. Che quel lavoro fosse buono lo testimoniano i pm di Roma e i giudici romani”. Per quanto riguarda il sequestro del cellulare di Federica Sciarelli, Marco Lillo afferma: “è sempre un atto forte” e aggiunge “sapremo tutto della memoria del telefono del Capitano Scarfato e di una collega al di sopra di ogni sospetto ma nulla della memoria del telefono di Tiziano Renzi, indagato in questa indagine”.