Roma Capitale, una voragine (9mln) per i condoni urbanistici

Roma Capitale, una voragine (9mln) per i condoni urbanistici

Tra entrate previste e quelle effettivamente incassate dal dipartimento di programmazione e attuazione urbanistica (Pau) c’è una grande differenza. È quanto emerso dalla discussione in commissione congiunta Bilancio e Urbanistica “Dal monitoraggio delle entrate riteniamo ci sia uno scostamento significativo rispetto alla previsione di bilancio” ha detto Stefano Cervi, direttore dell’ufficio programmazione e bilanci della ragioneria capitolina, chiamato in commissione per una verifica sullo stato della gestione economico finanziaria del Pau. Secondo Cervi però: “Nella valutazione complessiva riteniamo di poter mettere in campo un recupero sulla base di valutazioni sulle procedure di rilascio delle concessioni”. La posta che ha suscitato maggiori timori è quella delle entrate dai condoni: 10 milioni quelle previste dal bilancio previsionale per questa voce, uno solo quello a oggi incassato dal Comune. Il direttore del Pau, la dottoressa Annamaria Graziano, ha spiegato che: “Non possiamo dire ora se sarà necessaria una revisione della previsione dell’entrate”. Per ora dunque nessun aggiustamento di bilancio. Gli uffici del Pau infatti, sperano di riuscire a incassare i soldi mancanti entro fine anno attraverso una semplificazione dei procedimenti in relazione a tipologia e dimensione del condono. Come ha spiegato la direttrice del dipartimento infatti: “Per ora l’iter del procedimento del condono è uguale per ogni tipologia”. Per i più piccoli si potrebbe passare a un regime di autocertificazione. La modifica delle procedure andrebbe poi anche inserita nel nuovo contratto di servizio con la municipalizzata Risorse per Roma. Il contratto, scaduto lo scorso dicembre, è stato prorogato di mese in mese. Questi argomenti hanno suscitato le polemiche delle opposizioni. Il consigliere De Priamo (FdI) ha chiesto che venga convocata una commissione sul tema. Sulla stessa linea, Alessandro Onorato (Lista Marchini) che ha detto: “Serve una commissione urbanistica ad hoc sul condono perché quello che ha detto la dottoressa è preoccupante. Inoltre serve una linea politica chiara dell’assessore competente sia su risorse per Roma che sull’architettura degli uffici”. Il senso è che per le modiche delle procedure, come ovviamente per il nuovo contratto di servizio, servirebbero delle delibere. Onorato ha poi sottolineato come in caso di raggiungimento della previsione delle entrate: “Mancheranno le coperture per una serie di opere” e ha minacciato addirittura un esposto alla corte dei conti su questo tema. Più morbido, ma con una posizione simile, Giulio Pelonzi (Pd): “La commissione urbanistica ha cercato di fare un lavoro importante ed unitario per migliorare le procedure, ma a causa dei cambiamenti in giunta alcune cose non sono state sbloccate con rapidità. Pur mettendo in campo gli strumenti della dottoressa, a questo punto, la vedo dura raggiungere gli obiettivi del previsionale”. Valeria Baglio (Pd) ha invece chiesto al presidente della commissione Bilancio, Marco Terranova, la convocazione di una commissione ad hoc per parlare dei rinnovi dei contratti di servizio scaduti con alcune società municipalizzate. Tutti i consiglieri (sia di maggioranza che di opposizione) hanno chiesto che la dottoressa Graziano faccia un report mensile in commissione per monitorare la situazione

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